Bologna FC
Palladino: «Non abbiamo ancora fatto niente»
Raffaele Palladino, generalissimo delle truppe rossoblù, gioca la carta dell’umiltà, lui che da sempre è un giusto ambizioso. E nel post partita di Parma-Bologna, c’è spazio per alcune sue personali emozioni, sempre con i piedi per terra.
«Siamo felici per questo risultato, ma non abbiamo ancora fatto niente». La sottolineatura cade su quel niente, un niente che invece vuole dire tutto, 16 punti conquistati sui 21 disponibili. Un filotto di 7 partite, con cinque vittorie, un pareggio e solo la sconfitta con l’Inter che, al momento, è più squadra di noi. Al momento.
«Questa doveva essere la partita della maturità – continua Palladino- e c’è stata una grande crescita. (Ma adesso occorre) guardare partita per partita, cercando di giocarcela con tutti. L’ho detto ai miei ragazzi e lo dirò quando arriveranno i momenti difficili». Già, ogni campionato ha il suo inverno. E se il nostro inverno fosse già passato, durante le prime quattro partite?
Palladino e un percorso fatto di progressi
Difficile non vedere il percorso fatto in queste sette partite, dove l’unica steccatura è venuta in casa contro l’Inter. E il mister si traveste per un attimo da pompiere, che vede i passi avanti dei suoi ragazzi, ma evidenzia anche le aree di miglioramento, raccontate nell’intervallo all’interno del suo spogliatoio. «Dovevamo entrare nei mezzi spazi, perchè nel primo tempo andavamo troppo centralmente». Cambio di rotta nel secondo tempo, ragazzi in gamba i suoi che hanno raccolto subito i suggerimenti del loro mister.
«I ragazzi sono stati bravi a fare quello che avevo chiesto. Complimenti alla squadra» continua mister Palladino. Rapporto cucito e ricucito fra mister e gruppo: i risultati si vedono sul campo, quattro vittorie lo dimostrano ampiamente. E le parole, dopo i fatti, sono totalmente inutili.
«Spero di rimanere qui a lungo»
Si spengono le luci al Tardini e il campionato si ferma per la sosta delle nazionali. Ma Mister Palladino chiude la sua conferenza stampa con un ringraziamento e un auspicio.
«Sono venuto a Bologna per fare esattamente quello che sto facendo. Perchè credevo e credo nella squadra e nei dirigenti. E perchè abbiamo iniziato un percorso che spero sia lungo».
Date le premesse, Raffaele, speriamo che sia il più lungo possibile.
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