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Bologna, la rivoluzione di Palladino: i 5 rossoblù rinati
Tre vittorie consecutive e una risalita fino al nono posto: il Bologna di Palladino ritrova protagonisti inattesi e certezze. Da Mbangula a Casale, ecco i cinque rossoblù rinati.
Tre vittorie consecutive a suggellare un momento di forma davvero importante. Il Bologna di Raffaele Palladino si lancia in una incredibile risalita in classifica e in solo tre due settimane è passato dai bassifondi della classifica alla 9^ posizione.
Un risultato già straordinario di per sé, considerando i 2 punti conquistati dai rossoblù nella gestione di Domenico Tedesco, ma ancora di più pensando a come gioca oggi la squadre e come aveva giocato contro il Napoli. Azzurri campani che, peraltro, Palladino e i suoi hanno raggiunto in classifica con la vittoria casalinga sul Monza.
Un cambiamento, una rivoluzione di rendimento che non è solo merito dell’allenatore, ma degli stessi giocatori. Sotto la gestione dell’ex Fiorentina, sono diversi i giocatori che sembrano aver cambiato marcia, cambiando le sorti dei felsinei finora. Ecco chi sono.
Samuel Mbangula, da alternativa a protagonista assoluto
Samuel Mbangula (© 1000 Cuori Rossoblù)
Il primo nome è senz’altro quello di Samuel Mbangula. Il belga ha messo la firma sulla più clamorosa delle quattro vittorie di Palladino sulla panchina del Bologna. A San Siro la sua tripletta ha abbattuto il Milan.
Un hattrick sorprendente perché attorno all’ex Juve c’era grande scetticismo. Intanto perché Samuel è arrivato a bassissimo costo per sostituire un top come Rowe (che sta faticando tantissimo a Bergamo), ma soprattutto perché fino alla sfida di San Siro aveva accumulato una manciata di minuti in ogni delle gare dei rossoblù.
Nicolò Casale, il leader ritrovato della difesa
È vero, il Bologna deve registrare ancora qualche meccanismo offensivo. I gol subiti però in
Nicolò Casale in Bologna Borussia Dortmund (© Damiano Fiorentini)
queste ultime partite sono più frutto di errori individuali (vedi Theate contro Milan e Monza) che di sistema.
Chi però di errori individuali ne sta facendo pochi, anzi quasi nessuno, è Nicolò Casale. Il difensore ex Verona si sta prendendo una grossa rivincita grazie alla fiducia che gli ha dato mister Palladino. Al centro della difesa a tre sembra rinato ed è il grande leader difensivo che stava mancando da inizio stagione.
Tommaso Pobega, il motore del centrocampo
Tommaso Pobega (© Damiano Fiorentini)
Tra i rigenerati è inevitabile inserire Tommaso Pobega. Il centrocampista, pupillo di Vincenzo Italiano, è uno dei migliori marcatori finora della gestione Palladino al Bologna.
Due reti, una contro l’Inter, purtroppo inutile, e una contro il Monza, quella della riscossa, e la sensazione che sia davvero tornato il giocatore che aveva fatto innamorare Italiano allo Spezia. Intensità, corsa, intelligenza e inserimento, l’ex Milan sa fare davvero tutto. E i gol potevano essere anche tre senza quella maledetta traversa contro l’Inter.
Federico Bernardeschi, leadership e qualità
Federico Bernardeschi con la terza maglia del Bologna (© Damiano Fiorentini)
A proposito di due gol finora sotto la guida del tecnico napoletano, Federico Bernardeschi col rigore contro il Monza, dopo quello di Cagliari, è salito a quota due. Il numero 10 è un leader della squadra, lo è già dall’anno scorso, ma il mister vuole di più e può ancora crescere.
Intanto, le sue qualità nel 3-4-2-1 sembrano esaltarsi. Di sicuro, sotto la guida di Palladino, Berna sembra più a suo agio. Non fosse altro che il suo ruolo e il suo impiego in campo erano stati motivo di malcelato attrito tra il carrarino e Domenico Tedesco. Insomma, per lui la gestione di Palladino è stata una ventata di positività.
Lukasz Skorupski, il riscatto dopo le critiche
Łukasz Skorupski (© Damiano Fiorentini)
È presto per dire che la porta del Bologna in questa stagione è blindata. Da qui alla sessione di gennaio ci sono ancora due mesi. La stagione di Skorupski è cominciata male e anche quella di Pessina non è stato tanto meglio.
Il Bologna continuerà a setacciare il calciomercato dei portieri, con Palladino che ha messo gli occhi sul pupillo Di Gregorio, ma Lukasz ha dato segnali di ripresa. Il rigore parato contro il Monza è un avviso alla società, «Io sono ancora qua», come cantava Vasco. Il riscatto è parziale, ma riprendersi da certe critiche non è mai semplice. Lui pian piano lo sta facendo, di nuovo, ancora una volta.
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