Bologna FC
Piacere, sono Matteo Darmian, il tre volte campione d’Italia
Matteo Darmian è un nuovo calciatore del Bologna: ripercorriamo insieme la carriera e i trofei conquistati dal difensore italiano
Tutto è bene quel che finisce bene. Matteo Darmian è ufficialmente un nuovo calciatore del Bologna: ieri è arrivato il comunicato del club che se ne assicura le prestazioni sportive fino al 30 giugno 2027. Il difensore trentaseienne è un profilo molto apprezzato per la completezza del suo repertorio tecnico, tattico e umano. Sulla qualità di questi aspetti concordano addetti ai lavori, giornalisti ed ex compagni di squadra: proprio ieri ne ha parlato in questi termini Andrea Ranocchia.
Matteo Darmian, una granitica certezza
La sua carriera inizia nelle giovanili del Milan: lì ha probabilmente intravisto la grandezza del blasone di un club, l’importanza del comportamento rispettoso dei suoi calciatori, l’organizzazione di una squadra vincente. Ha passato una stagione in prestito al Padova, dopodiché al suo ritorno a Milanello, il Palermo lo ha acquistato per 1.30 milioni di euro. Anche in Sicilia è rimasto per un anno: alla fine il Torino ha puntato sul ragazzo; prima il prestito e poi il riscatto per 2.33 milioni di euro.
Nel capoluogo piemontese ha giocato quattro anni. Ha difeso una maglia storica, indossandone i gradi di capitano, distinguendosi e imprimendo il nome nella storia del ‘Toro’ con quell’indimenticabile cavalcata in Europa League. Il meraviglioso gol ne La Catedral di San Mamés è uno dei ricordi più dolci ed elettrizzanti degli ultimi anni di calcio italiano in Europa. Poi il passaggio al Manchester United per 18 milioni di euro: il club più titolato d’Inghilterra e una delle tre squadre più famose e importanti al mondo.
Quanti trofei!
Anche lì Darmian è riuscito a farsi apprezzare. Certo, non è un qualcosa di cui stupirsi. Anzi, si direbbe che nella carriera del difensore la continuità dettata dai valori umani sia una linea costante e in controtendenza rispetto ad alcuni suoi colleghi. Darmian rappresenta quanto di meglio c’è nel mondo dello sport. Parole calibrate e misurate in ogni circostanza; eleganza negli interventi in campo e in quelli fuori; calciatore e uomo su cui riflettere i vessilli del proprio club, sapendo che la sua rappresentanza è un vanto. Con i Red Devils vince tre trofei, nonostante quel periodo segni l’inizio del naufragio della squadra di Manchester: una FA Cup con Van Gaal, una Europa League e una Coppa di Lega sotto José Mourinho.
A fine estate 2019 torna in Italia e più precisamente al Parma, per 2.48 milioni di euro. In Emilia resta per un anno, confermandosi come uno dei difensori più eclettici del panorama nostrano. La chiamata dell’Inter è una pura formalità. La squadra neroazzurra era già stata in precedenza interessata a Darmian. I ducali, dal canto loro, avevano mostrato maggiore convinzione e portato a casa l’affare.
L’Inter si assicura il prestito di Darmian, uomo fondamentale nel riportare in bacheca quello Scudetto tanto agognato e atteso (il suo gol nel finale del complicatissimo match di San Siro contro l’Hellas Verona mette una pietra tombale sulle velleità avversarie): i meneghini lo riscatteranno in seguito per 3.30 milioni di euro. A Milano rimarrà per 6 anni, contribuendo in maniera significativa alla conquista di tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane. Ma al di là dei successi personali e di squadra, ciò che colpisce maggiormente l’immaginario collettivo è la fiducia che il tifoso ripone in Matteo Darmian. In campo silenzioso e tremendamente efficace, ovunque venga schierato. Fuori dal terreno di gioco, uomo dal carattere significativo e perbene: non una novità, ma una granitica certezza per Bologna e l’universo rossoblù. Forse l’ultima danza, eppure il cammino percorso sin qui è una dolce linea di continue meraviglie.
Benvenuto Matteo.
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