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Pisa-Bologna, una sfida lunga un secolo

Dalla prima sfida del 1923 fino alle emozioni più recenti: Pisa-Bologna è una storia lunga 103 anni fatta di goleade, promozioni e immagini che hanno segnato un’epoca.

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Cambiaghi Orsolini e Dallinga in Bologna Pisa
Cambiaghi Orsolini e Dallinga in Bologna Pisa (© Damiano Fiorentini)

Centotre anni di incroci, cadute rovinose, rinascite e immagini rimaste scolpite nella memoria. Pisa e Bologna si ritrovano ancora, con alle spalle una storia che attraversa generazioni e categorie, dagli anni ruggenti dello squadrone di Felsner e Schiavio fino alla promozione in Serie A nel 2008. Un confronto che non è mai stato solo una partita: è un pezzo di calcio italiano che continua a riemergere, stagione dopo stagione.

Pisa-Bologna: le origini di una sfida

Il primo confronto ufficiale sotto la Torre pendente risale al 4 novembre 1923: finì 2-1 per i nerazzurri, risultato inatteso se si considera ciò che accadde in seguito. In realtà, una squadra bolognese aveva già incrociato il Pisa nel 1922: la Sef Virtus, battuta nettamente allo Sterlino, allora casa rossoblù.

Dopo quel primo successo pisano del 23′, per rivedere i nerazzurri imporsi sul Bologna all’Arena sarebbero passati più di sessant’anni. Nel frattempo, negli anni Venti, il confronto si trasformò in un dominio quasi imbarazzante per i rossoblù: 5-0, 0-6, 7-0. Punteggi pesanti, senza “rete” a salvare l’onore, firmati dal Bologna di Felsner e Schiavio, una squadra che iniziava a imporsi in Italia e oltre il confine.

Hermann Felsner

Hermann Felsner

Quando il Pisa incontra il Bologna

Dall’alba della rivalità fino all’ultimo precedente all’Arena, nell’estete 2019, il filo non si è mai spezzato. Il 18 agosto, terzo turno di Coppa Italia, il Bologna si presentò con Sinisa ricoverato in ospedale, costretto a seguire i suoi via streaming, mentre in panchina sedeva la coppia Tanjga-De Leo. Solo una settimana più tardi Mihajlovic sarebbe riapparso al Bentegodi, 44 giorni dopo la diagnosi di leucemia, offrendo un’immagine di forza rimasta nella memoria collettiva.

Quella sera all’Arena, però, in campo non ci fu partita: il Bologna superò il Pisa, fresco di promozione in B ma troppo fragile, grazie alle reti di Palacio, Poli e Orsolini. Si, proprio lui, l’unico presente nel gruppo attuale quella sera insieme a Skorupski.

Sull’altra sponda, in panchina c’era Arturo Calabresi, oggi ex apprezzato in maglia nerazzurra.

Riccardo Orsolini con la maglia del Bologna stagione 2025/2026

Riccardo Orsolini Stagione 2025/26 (© Damiano Fiorentini)

Il Dall’Ara e la porta che tremava

Se si parla della storia di Pisa-Bologna, è impossibile non tornare al 1° giugno 2008. Quel giorno il rigore calciato sotto la curva Andrea Costa fece vibrare una città intera: il Bologna tornava in Serie A. Era l’atto conclusivo di una stagione che aveva visto le due squadre fronteggiarsi anche a gennaio, al giro di boa della cadetteria, quando prima e seconda si sfidarono a Pisa in uno 0-0 rimasto emblematico. Terzi e Castellini riuscirono a disinnescare l’undici di Ventura, con Cerci e Castillo, fermando sul nascere l’entusiasmo toscano.

L’ultimo incrocio al Dall’Ara, il 5 ottobre, si è chiuso con un 4-0 netto per i rossoblù, all’inizio di quel periodo definito “champagne” per il gioco espresso.

Il Bologna festeggia sotto la curva la vittoria contro il Pisa (© Bologna FC 1909)

Il Bologna festeggia sotto la curva la vittoria contro il Pisa (© Bologna FC 1909)

I blitz tra anni ’80 e ’90

Nel grande album dei ricordi spiccano anche tre colpi esterni rossoblù a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Nel 1987, in B, arrivò un 2-3 ricco di emozioni firmato da Quaggiotto, Luppi e Pradella. L’anno successivo, stavolta in Serie A, il Bologna passò 0-2 con le reti di Lorenzo e Marronaro. Nel 1992, ancora in cadetteria, bastò un guizzo di Türkyilmaz per lo 0-1.

E allora, dopo 103 anni, cosa resta? Una rivalità che attraversa epoche, categorie e volti diversi, ma che continua a riaccendersi ogni volta che Pisa e Bologna si trovano di fronte. Perché certe sfide non invecchiano: cambiano scenario, ma non perdono mai significato.

Fonte: Il Resto del Carlino, Giovanni Poggi

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