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Pobega duro dopo Como-Bologna: «Premiata la malizia antisportiva. Si deve punire l’istigazione»

Il centrocampista rossoblù analizza il pari di Como ma lancia un attacco lucido alla gestione disciplinare: «L’espulsione di Cambiaghi? L’istigazione è premeditata, la reazione è istinto. Così viene premiato chi provoca».

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Tommaso Pobega in campo durante Como-Bologna
Tommaso Pobega durante Como-Bologna (© Bologna FC 1909)

Il pareggio beffa arrivato al 93′, ma soprattutto la gestione degli episodi arbitrali. Nel post-partita di Como-Bologna, terminata 1-1, Tommaso Pobega si è presentato ai microfoni non solo per analizzare la prestazione, ma per sollevare una riflessione profonda e critica sul regolamento e sull’atteggiamento in campo. Il riferimento è all’espulsione di Niccolò Cambiaghi e al rigore prima concesso e poi tolto ai lariani.

Pobega post Como-Bologna: «Si premia chi fa queste furbizie. Non c’è reazione senza istigazione»

Il centrocampista rossoblù non ha usato giri di parole in conferenza stampa. Alla domanda sul rosso diretto sventolato a Cambiaghi, autore della rete del vantaggio del Bologna, ha espresso un’analisi lucida ma amara sul concetto di sportività nel calcio moderno.

«Onestamente la decisione mi è sembrata un modo di far avanzare chi fa queste furbizie. La mia visione è questa: se tu istighi e poi c’è una reazione, ok la reazione è dura, ma non esiste reazione se non esiste l’istigazione. Mi sembra un sistema in cui si va a premiare la malizia. Non una malizia buona o sportiva, ma una malizia antisportiva».

Pobega è entrato poi nel dettaglio psicologico dello scontro, sottolineando una disparità di trattamento tra chi provoca, che premedita il gesto, e chi reagisce d’istinto. «Se io voglio punire la reazione, devo andare alla base e punire ancora di più l’istigazione. L’istigazione è premeditata: se io ti vengo addosso, premedito di darti fastidio sperando in un tuo gesto.

D’accordo che la reazione è sbagliata. Ma la reazione a volte è talmente istintiva che non c’è neanche il pensiero».

Niccolò Cambiaghi sotto la curva dopo Atalanta-Bologna nonostante il momento no del Bologna

Niccolò Cambiaghi sotto la curva dopo Atalanta-Bologna nonostante il momento no del Bologna (© Bologna FC 1909)

Sul rigore concesso e poi revocato al Como

Il discorso di Pobega si allarga anche all’episodio del penalty inizialmente fischiato al Como (poi non confermato al VAR), citato come esempio di questa tendenza a cercare l’inganno: «L’arbitro fischia perché in diretta sembra rigore, ma poi vedi che non è fallo. Lì è stata malizia, un cercare di ingannare l’arbitro.

Io non vedo sanzioni per chi cerca di ‘fare il furbo’ per ottenere un rigore. Il campionato è lungo e ci possiamo rifare, ma è un concetto che non mi piace tanto. Poi magari può succedere l’episodio dove un mio compagno fa il furbo e viene premiato, ma non mi piace».

Sulla partita: «Meritavamo i tre punti. Prendiamo i lati positivi»

Al di là delle polemiche, c’è il campo. Pobega ha sottolineato di non voler parlare solo degli episodi in maniera polemica, rischiando di sminuire una bella partita.

Il Bologna, in dieci uomini per oltre mezz’ora, ha sfiorato l’impresa: «C’è grande rammarico perché ci sentivamo i tre punti nostri», ha spiegato Pobega a Sky Sport. «Abbiamo messo in campo grande attenzione e intensità. Dobbiamo essere oggettivi: prendere ciò che c’è di positivo e usarlo come base, limando quei dettagli che ci hanno punito alla fine».

Santiago Castro, Tommaso Pobega e Ciro Immobile (© Bologna FC 1909)

I festeggiamenti di Santiago Castro, Tommaso Pobega e Ciro Immobile nei giorni migliori dei rossoblù (© Bologna FC 1909)

Sulla crisi di risultati (7 punti nelle ultime gare), il centrocampista invita a guardare oltre i numeri: «Sarebbe riduttivo guardare solo i punti. Dobbiamo analizzare le prestazioni: oggi l’atteggiamento, il linguaggio del corpo e la voglia di lottare su ogni pallone erano quelli giusti. Sono convinto che lavorando così invertiremo il trend».

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