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Quando il pareggio è in mano alla “Meglio Gioventù”

Giovanni Fabbian, Santiago Castro e Samuel Iling Junior hanno cambiato la partita contro il Como, acciuffando il pareggio. Queste possono essere indicazioni che possono tornare utili mercoledì pomeriggio.

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Se sei sotto di due gol a zero, avendo rischiato di incassare anche il terzo più volte, la parola d’ordine è discontinuità; mettendo, nel secondo tempo, Fabbian (21), Castro (19) e Iling Junior (20).  Perchè con cinque cambi possibili, l’allenatore può modificare la squadra e il suo assetto tattico, prendendo tutta la qualità possibile dalla panchina.

Quest’anno il Bologna, proprio per la Champions, ha costruito una panchina lunga, giovane e di prospettiva. Ma come tutte le cose che hanno un inizio, occorre tempo perchè le cose possano funzionare al meglio. Magari evitando, almeno all’inizio, di precipitarsi a giudicare quello che ancora difficilmente è giudicabile, per quanto possa non piacere.

Un primo tempo da dimenticare

E non ci riferiamo all’autogol di Casale, situazione che può capitare anche nelle migliori squadre. Ci riferiamo il poco (per non dire nulla cosmico) creato per impensierire Audero e compagni, a parte un paio di tiri poco precisi di Orsolini. Insomma un attacco che palesava difficoltà nell’offendere e un centrocampo, involuto e privo di idee. Centrocampo che si presentava con Pobega (25), Aebischer (27, ma stanco per il tour de force con la Nazionale elvetica) e Freuler (32), poco frizzante e statico.

Le motivazioni di un primo tempo al limite della decenza possono anche risiedere nella stanchezza, ma la giustificazione risulta poco plausibile. E la preoccupazione saliva.

Il secondo tempo nel nome di Castro e Iling Junior

Durante l’intervallo, nel ventre del Sinigaglia, Italiano ha riflettuto sulla pochezza offerta dal suo 11. E tornando sul manto erboso del Sinigaglia ha provato a modificare il corso della partita, inserendo atletismo, freschezza e determinazione.

Subito inserito Giovanni Fabbian che al 64esimo, su cross di Posch, aggancia in area di destro, piroetta su se stesso e di sinistro, suo piede debole, impegna a terra Audero.

Un’autentica perla e se la palla fosse stata a mezza altezza, Giovanni avrebbe segnato il suo secondo gol consecutivo, meritando di giocare più spesso da titolare. Il suo inserimento ha riportato brio in attacco e spostato in avanti il baricentro dei rossoblù.

Poi la svolta: al 63esimo l’ingresso di Santiago Castro e Iling Junior, i due marcatori di giornata. Santiago, autentica spina nel fianco della difesa lariana, pronto a girare in rete un tiro deviato di Odgaard e ricamatore di un assist al bacio per Samuel Iling Junior. La differenza (scusate se è poco ndr) fra Dallinga e Santiago sta tutta qui.

Iling Junior ha dato il cambio ad uno spento Orsolini, martellando la fascia destra con discese, battaglie per la gestione della sfera e cross. Poi al 91esimo si è fatto trovare in area da un’azione insistita di Castro (al 50% il merito del secondo gol è dell’argentino). Samuel ha raccolto la sfera, prima finta e poi un “arcobaleno” che ha depositato il pallone alla destra di Audero. Abbiamo parlato in ordine di un 21 enne, di un 19enne e di un 20enne che, di fatto, hanno cambiato la partita.

Dopo ci sono stati altri cambi: Dan Nodye, 23, e Jhon Lucumi, 26, ma il destino del match è rimasto fra i piedi dei primi tre.

Ah!, dimenticavamo: mercoledì c’è la prima partita in casa della Champions League. Ripartire da Giovanni, Santiago e Samuel non sarebbe una eresia, visti i risultati di Como.

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