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Bologna, il mistero del Dall’ara

Il Bologna è chiamato a invertire un rendimento casalingo sempre più negativo, con otto sconfitte nelle ultime dieci al Dall’Ara.

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Stadio Renato Dall'Ara, Bologna (©Damiano Fiorentini) campagna abbonamenti
Stadio Renato Dall'Ara, Bologna (©Damiano Fiorentini) campagna abbonamenti

Il Bologna deve ritrovare certezze davanti al proprio pubblico. Il rendimento casalingo degli ultimi mesi ha ribaltato una delle principali forze della squadra, trasformando il Dall’Ara da punto di riferimento a terreno vulnerabile. Un cambio di passo diventa fondamentale, soprattutto mentre cresce l’attesa per la sfida europea contro l’Aston Villa, che richiederà compattezza, energia e il sostegno di tutto l’ambiente.

Dall’Ara in difficoltà: un rendimento da invertire

Fino a non molto tempo fa, giocare al Dall’Ara significava entrare in un ambiente capace di trascinare la squadra e mettere in difficoltà chiunque. Era quasi naturale aspettarsi un risultato positivo ancora prima del fischio d’inizio. Oggi, invece, lo scenario è completamene cambiato.

Dall’1 dicembre, dopo la sconfitta contro la Cremonese per 3-1, qualcosa si è rotto. Da quel momento, quello che era un punto di forza si è trasformato in un limite evidente. Nelle successive nove partite casalinghe sono arrivate sette sconfitte, un pareggio contro il Sassuolo e una sola vittoria contro l’Udinese.

Un dato pesante, soprattutto se confrontato con le stagioni recenti. Negli ultimi anni, a questo punto del campionato, il Bologna aveva accumulato molte meno battute d’arresto interne. La domanda è: cosa è cambiato davvero?

Un Dall’Ara da ritrovare

È vero, il contesto è diverso. Il Bologna è impegnato anche in Europa e questo inevitabilmente incide. Ma basta davvero questo a spingere un crollo così netto tra le mura amiche?

Solo un anno fa, pur affrontando impegni importanti come la Champions League e vincendo la Coppa Italia, il rendimento casalingo era ben diverso: appena una sconfitta complessiva. Trend era simile anche nel 2022/23 e nel 2023/24.

Per questo motivo, il paragone pesa. E se è giusto riconoscere le difficoltà, è altrettanto lecito chiedersi che non sia stato superato un limite. Il rischio, numeri alla mano, è quello di avvicinarsi a uno dei peggiori rendimenti casalinghi degli ultimi anni sotto la gestione Saputo.

Europa League priorità, ma il campionato?

Nel frattempo, l’attenzione si sposta inevitabilmente sull’Europa League. Il doppio confronto con l’Aston Villa rappresenta un’occasione importante, forse la più affascinante della stagione. Ed è normale che diventi una priorità.

Ma può davvero bastare questo per mettere in secondo piano quanto sta accadendo in campionato? La sensazione è che le due cose debbano convivere. Anche perché il Bologna ha una rosa sufficientemente profonda per evitare di continuare a inciampare in casa. Le sconfitte recenti, tra l’altro, sembrano avere un filo conduttore, quasi come se seguissero uno schema che si ripete. Un segnale su cui lo staff e i giocatori sono chiamati a riflettere.

Una macchia da cancellare prima del finale

Il calendario offre ancora quattro partite casalinghe: Cagliari, Lecce, Roma e Inter. Occasioni preziose per cambiare rotta e restituire al Dall’Ara almeno parte della sua identità. Perché se è vero che il sogno europeo accende l’entusiasmo, è altrettanto vero che il rendimento interno lascia una traccia difficile da ignorare. Una macchia che rischia di restare, a meno di una svolta immediata.

E allora, proprio adesso, serve una riposta. Non solo per l’Europa, ma anche per ritrovare un fortino che, fino a pochi mesi fa, sembrava inespugnabile.

Fonte: Stadio, Claudio Beneforti

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