Bologna FC
Chiudo gli occhi e penso a te… riflessioni sulla stagione 2025/26 del Bologna
Lettera aperta di Luca Ferri sulla stagione 2025/26 del Bologna e sulle speranze per il futuro della squadra rossoblù, tra timori, gioie di cui ringraziare e “certezze” da cui ripartire
Riceviamo e condividiamo la lettera aperta del nostro amico e collaboratore Luca Ferri, che ancora una volta ci fa partecipi delle sue sensazioni ed emozioni da tifoso di lunga data, parlandoci questa volta della stagione 2025/26 che non si è ancora chiusa, ma che a ben guardare in effetti lo è dal punto di vista degli obiettivi. Ma sia per i giocatori, che per i tifosi, c’è da onorare la maglia fino all’ultima giornata e darsi da fare per il futuro.
I concetti espressi sono per altro in completa coerenza con il pensiero di chi riporta il suo scritto in queste pagine e, probabilmente, di una grandissima fetta di tifosi rossoblù. E quindi, ecco le sue parole.
Chiudo gli occhi e penso a te… riflessioni sparse di una notte insonne
Perchè mi trovo alle tre di notte a scrivere questo articolo sul mio Bologna?
Sì è vero, avevo già deciso di fare il punto su questa stagione, ma il campionato non è ancora finito e quindi qual è il motivo di tanta urgenza?
Il motivo è che ho paura.
Ho paura di svegliarmi da un sogno durato quasi 4 anni e iniziato nella stagione 2022/2023, in cui l’arrivo di Sartori e quel nono posto con 54 punti ci aveva fatto capire che forse potevamo accantonare per un po’ l’epoca dei magoni.
E poi la stagione magica, quella del quasi terzo posto, dei 68 punti, della qualificazione in Champions League, del Bologna spauracchio delle grandi squadre, delle vittorie memorabili in casa di Roma, Lazio, Atalanta e Napoli, delle due partite pazzesche contro la Juve, pareggiate solo per un furto arbitrale e per una rimonta da 3 a 0 che mi toglierà il sonno finchè campo. E l’anno santo 2025, in cui, dopo 51 anni di nulla, il Bologna ha vinto nuovamente la Coppa Italia, regalando ai tifosi rossoblù una notte romana che, per chi c’era, rimarrà indimenticabile.
Lewis Ferguson, Lorenzo De Silvestri e Riccardo Orsolini alzano la Coppa Italia (© Damiano Fiorentini)
Cosa dire della stagione 2025/26 del Bologna?
E di quest’ultimo anno cosa possiamo dire? Che fino al 22 novembre 2025, pomeriggio di Udinese Bologna, abbiamo sognato di poter essere protagonisti nella lotta per lo scudetto. Che la cavalcata europea ci ha regalato belle soddisfazioni, sia nel girone eliminatorio, con la ciliegina della vittoria a Vigo, che negli ottavi di finale, con la partita memorabile di Roma, quel 4 a 3 epico che rappresenta forse la gioia più grande di sempre dopo il 14 maggio 2025, la sera dei miracoli che ha fatto piangere una città intera.
Che ci sono state due belle scoperte: Jonathan Rowe, acquisto più costoso della storia del Bologna e
giocatore davvero formidabile, e Federico Bernardeschi, vero leader in campo e fuori, nonostante i 32 anni e le ultime 3 stagioni in Canada, ai margini del calcio.
E allora di cosa dovrei aver paura?
Jonathan Rowe, Federico Bernardeschi e Santiago Castro (© Damiano Fiorentini)
Di cosa aver paura per il futuro?
Del fatto che, in campionato, abbiamo perso 8 partite in casa, record negativo che ricorda i nostri anni peggiori. Di una difesa che è passata dal fortino quasi inespugnabile di Motta ad essere spesso una banda del buco, con imbarcate clamorose ed errori pacchiani. Di una società che, in due anni, non si è mai opposta agli assalti delle altre squadre, cedendo quattro giocatori che erano stati fondamentali nella nostra scalata alle vette del campionato e ritenendo insuperabili, fatta eccezione per l’allenatore, i 2 milioni netti come tetto degli ingaggi. Calafiori, Zirkzee, Beukema e Ndoye erano stati pagati complessivamente dal nostro mago del mercato poco più di 30 milioni e sono stati venduti per circa 170 milioni e il Bologna, con le due partecipazioni in Champions ed Europa League ha portato a casa ricavi, escludendo gli incassi delle partite, per quasi 60 milioni di euro.
Inoltre quest’anno, visto il mancato rinnovo del contratto, potrebbero andare via Lucumì, Freuler e Orsolini, altre 3 pedine fondamentali della squadra dei miracoli. Possiamo stare a parlare per ore di schemi, tattiche e fede calcistica, ma se in due anni siamo passati da una difesa con Calafiori, Beukema e Lucumì al pacchetto di Birmingham, con Vitik, Heggem e Casale, si spiegano tante cose.
Ecco, la mia paura, anche riascoltando l’ultima intervista di Fenucci a commento del misero mercato di gennaio, è che la società, negli ultimi due mercati, non abbia davvero creduto al salto di qualità di questa squadra, accettando, senza troppi fastidi, un veloce ritorno nei ranghi. Se il Bologna ha il decimo monte ingaggi del campionato, non possiamo poi meravigliarci dell’ottavo posto o della quasi certa esclusione dalle Coppe europee.
Joey Saputo, durante Bologna-Lazio, a nove giornate dalla fine (@Damiano Fiorentini)
Grazie delle gioie e della Coppa Italia, ma il ciclo dov’è?
Io ringrazierò in eterno la dirigenza per le gioie di questi anni, però ritengo che lasciarsi sfuggire l’occasione di iniziare un ciclo virtuoso come quello dell’Atalanta sia imperdonabile. E penso che il prossimo mercato estivo sia fondamentale per capire dove arrivano le nostre ambizioni.
Occorrerà ricostruire la difesa, specialmente se Lucumì se ne andrà e la perdita di Freuler ci obbligherà a rinforzare con un paio di innesti anche il centrocampo. Poi servirà un altro centravanti forte, perchè Castro quest’anno è stato spremuto come un limone. Ma soprattutto, sarà necessario far capire ai tifosi che i primi a crederci, e a non sopportare un rapido ridimensionamento, sono proprio Saputo & C.
La curva del Bologna (© Damiano Fiorentini)
Il giovane tifo rossoblù, un patrimonio da non disperdere
Io, nonostante tutto, continuerò a tifare Bologna con tutte le mie forze e fino all’ultimo respiro, perchè l’ho sempre fatto, fin dal 1973. Ma tornare ai nostri piazzamenti nella parte destra della classifica comporterebbe la dispersione di un patrimonio inestimabile, quello di migliaia di bambini che, col Bologna di Motta e di Italiano e con i gol di Zirkzee, Ndoye e Castro, hanno sognato per qualche anno e hanno smesso di tifare Juve, Inter e Milan come successo per decenni a generazioni di piccoli tifosi bolognesi.
Forza Joey, prendi in mano la situazione e facci capire, con una bella intervista, che non ci stai e che il tuo unico obiettivo è tornare a vivere una magia come quella di un anno fa all’Olimpico. E’ troppo bella “Poetica” di Cesare Cremonini per rimanere mesi senza ascoltarla.
Ma anche i tifosi devono fare la loro parte, come sempre. Adesso mi raccomando, nonostante le scarse motivazioni, tutti allo stadio per questo finale di campionato, per far capire al Presidente che i 35 mila di Roma sono ancora lì, a dedicare la vita ai nostri colori.
Perchè, come dice un nostro bellissimo coro, canteremo sempre per il nostro Bologna, sotto la pioggia e
sotto il sole…
Luca Ferri
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