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Non solo in Italia, il Bologna si distingue per sostenibilità anche in Europa: ecco la classifica

C’è un dato che mette il Bologna davanti a tutta la Serie A, e non solo. Ma per capirne davvero il significato bisogna guardare anche a ciò che è successo sul campo.

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Giovanni Sartori, uomo calciomercato del Bologna (©Damiano Fiorentini)
Giovanni Sartori (Damiano Fiorentini / 1000 Cuorirossoblù)

La sostenibilità, l’abbiamo capito, è il principio cardine che il Bologna intende mantenere sul fronte mercato. Questa gestione si è distinta molto in Italia negli ultimi anni. Ma non solo, perché la classifica pubblicata da Transfermarkt sul saldo del mercato negli ultimi anni colloca il Bologna ottavo al mondo per saldo positivo dal 2024/25: +133 milioni di euro.

Davanti ai rossoblù ci sono Lille (+219 milioni), Reims (+166), Genk (+163), Monaco (+161), Ajax e Lens (+155) e Feyenoord (+140). Il Bologna precede invece Rennes e Nordsjaelland, entrambe a +131 milioni.

Bologna, il saldo di mercato è tra i migliori d’Europa

Il confronto con la Serie A rende il dato ancora più significativo. Per trovare la seconda italiana bisogna scendere fino al 37° posto, occupato dal Genoa con +64 milioni. Seguono Udinese (+56) e Lecce (+54). Un divario importante, che racconta quanto il modello rossoblù abbia prodotto sul mercato negli ultimi tre anni.

Ma il +133 milioni non può essere letto soltanto come una fotografia delle cessioni. Perché nello stesso periodo il Bologna ha giocato la Champions League, disputato l’Europa League e soprattutto conquistato una Coppa Italia. Non è quindi il percorso di una società che ha semplicemente venduto i propri giocatori migliori senza riuscire a trasformare quelle operazioni in risultati.

Il mercato 2026 e la domanda per il futuro

Il modello ha funzionato anche sul campo: valorizzare, vendere e reinvestire cercando di mantenere sostenibile la crescita. Ed è proprio per questo che il dato va maneggiato con cautela quando si guarda al mercato estivo 2026. La campagna acquisti ha fatto discutere la piazza rossoblù e alimentato la sensazione di un Bologna meno disposto a investire. Ma sarebbe altrettanto semplicistico utilizzare il saldo triennale per chiudere ogni discussione.

Le due cose possono convivere: il Bologna ha costruito negli ultimi anni un patrimonio importante attraverso il mercato e, allo stesso tempo, oggi deve dimostrare che quella sostenibilità può continuare a essere accompagnata dall’ambizione sportiva.

Il +133 milioni, dunque, non è né una medaglia né una condanna. È una fotografia. Il valore vero di quel numero si misurerà da qui in avanti, sul campo.

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