Bologna FC
Samuel Mbagula: voluto da Tedesco, emulo di Batistuta
Samuel era già entrato nella storia del Bologna in un recentissimo passato. Quel 2 a 2 all’Allianz Stadium di Torino, all’ultimo respiro (90+2), con un tiro a giro alla Del Piero, aveva strappato di mano ai rossoblù i tre punti ormai certi. E il numero tre ritorna, prepotentemente, questa volta con Samuel Mbangula in maglia rossoblù.
Nel 2 a 4 di San Siro, Samuel ha voluto ritagliarsi il ruolo di protagonista in una serata che rimarrà memorabile (per lui e per noi). Stoccatore concreto al 8′,62′, 86′ ha creato, nell’immaginario collettivo della tifoseria rossoblù, la serata perfetta alla Scala del Calcio. Da lì, possiamo tranquillamente ammettere, che la rinascita della squadra, gestita da Raffaele Palladino, era iniziata. Quella, con quella tripletta, aveva emulato Gabriel Omar Batistuta che, il 26 settembre del 1998, aveva segnato tre gol al Milan (1 a 3 finale). Nessuno dopo di lui, nessuno fino a Samuel.
Samuel voluto da Tedesco e preferito a Koopmeiners
Forse non tutti sanno che, Mbangula era già stato messo nel mirino del Bologna due anni fa. Ce lo scrive Claudio Beneforti, sul suo articolo odierno di Stadio, che non se ne fece niente allora e stava per risuccedere anche quest’anno. Ve lo raccontiamo.
E’ stato Domenico Tedesco, che lo aveva conosciuto durante le sue convocazioni nelle varie nazionali Under del Belgio, a volerlo. La cronistoria è presto detta: avendo deciso il Bologna di vendere Jonathan Rowe, l’area tecnica aveva prospettato all’allenatore due scelte: Samuel Mbangula o Alfred Gudmundsson. Tedesco, memore della sua conoscenza del giovane attaccante (è un 2003), ci mise poco a scegliere l’ex Juventus. La bontà di quella scelta aveva due interessanti ricadute: essendo un 2003 era fuorilista e questo permetteva di trattenere Casale. La seconda positività è che il costo di Samuel (ingaggio e cartellino, inteso come riscatto) era infinitamente inferiore a quello di Gudmundsson. E così, Samuel Mbangula fu e a Milano, contro il Milan, ha segnato la sua prima tripletta in carriera. Peccato solo che quel tiro contro il Monza a quasi porta vuota, sia finito alto: a quota quattro reti, in serie A, avrebbe già fatto meglio di chi aveva sostituito (appunto Rowe).
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