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Una serie di note positive: Odgaard e non solo (Stadio)

Una serie di successi che nasconde alcune chiavi di lettura: dalla rete del danese alla resistenza acquisita dai rossoblù

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Pisa-Bologna consegna i tre punti agli ospiti grazie a una magia di Odgaard. Cinque vittorie consecutive per la squadra di Italiano, primato in questa stagione. Risultati che gli hanno permesso di tornare a -8 dal famoso sesto posto, mentre in caso di sconfitta sarebbe rimasto alle spalle del Sassuolo di Grosso. E per questo, Italiano deve ringraziare il mancino del danese: non trovava la via della rete dal 15 gennaio, ma dopo una settimana di dubbi attorno al suo ruolo nel nuovo abito del Bologna, ha ricordato che possiede le armi per guadagnarsi un ruolo importante nell’ecosistema rossoblù.

Classifica e calendario

Una serie di vittorie che nasconde alcune chiavi di lettura indispensabili per comprenderla. A partire dalla classifica, in cui il Bologna sembra aver riguadagnato terreno sull’Atalanta settimana. La forbice di 6 punti non è abissale, soprattutto considerando che entrambe hanno almeno un altro turno europeo da disputare e che toglierà lucidità e freschezza. I rossoblù, però, partono leggermente avvantaggiati: se De Roon e compagni dovranno preparare in sequenza Lazio in Coppa Italia, Udinese e Bayer Monaco, Italiano avrà tutta la settimana per preparare la sfida al Verona, prima degli ottavi con la Roma.

Resistenza e continuità

In questa serie, però, spiccano soprattutto il numero di gol subiti: dopo l’1-2 di Torino, sono arrivati quattro 1-0 consecutivi. Solidità difensiva ritrovata dopo un periodo di crisi in cui la fragilità difensiva rappresentava il problema principale. Unica nota negativa della sera alla Cetilar Arena – casa del Pisa – è l’infortunio di Vitik: il centrale ceco stava trovando continuità al fianco di Lucumí, coprendo il vuoto lasciato da Heggem nella difesa del Bologna. Questo stop costringerà Italiano a rimescolare le carte in difesa, con l’obiettivo di mantenere il livello di resistenza mostrato nelle ultime uscite.

La continuità di risultati passa soprattutto dalla continuità di formazione mostrata da Italiano. Dal ritorno con il Brann, l’allenatore di Karlsuhe ha cambiato soltanto due uomini: Rowe e Ferguson al posto di Cambiaghi e Sohm. Per il resto, figuravano gli stesso nove del Dall’Ara. Tra cui Santiago Castro. L’argentino gioca senza sosta dall’11 febbraio, spesso anche 90′. Certo, ha appena 22 anni, ma presto anche lui potrebbe iniziare a pagare la fatica. E Italiano non può permetterselo. Con il doppio confronto con la Roma alle porte, il tecnico ha bisogno del miglior Castro possibile per provare a superare il turno.

Fonte – Bruno Bartolozzi, Stadio

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