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Sohm, molto più di una riserva

Alla seconda da titolare cambia posizione ma conferma lo stesso rendimento, dimostrando di poter essere una risorsa concreta in più zone del campo.

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Simon Sohm (@Damiano Fiorentini)
Simon Sohm (@Damiano Fiorentini)

Alla seconda gara da titolare è cambiato il ruolo, non l’impatto. Prima trequartista contro il Torino, poi mezzala nel match del lunedì sera contro l’Udinese: per Simon Sohm mutano le coordinate, ma la sostanza resta la stessa. Un’altra prova solida, un’altra risposta convincente. E intanto nelle gerarchie qualcosa si muove: il sorpasso su Odgaard nelle ultime uscite non è più solo un’ipotesi. La nuova struttura tattica, con un centrocampo irrobustito da un uomo in più, ha finito per valorizzare l’ex Fiorentina e Parma.

Cambiamento decisivo

Arrivato a gennaio con l’idea di coprire il ruolo di vice-Odgaard dopo l’addio di Fabbian, Sohm sta progressivamente ampliando il proprio spazio. Doveva essere un’alternativa, si sta rivelando qualcosa di più. La sua forza? La capacità di muoversi in più zone della “terra di mezzo”, offrendo soluzioni sia in proiezione offensiva sia in compiti più arretrati.

Nel suo repertorio convivono entrambe le anime del centrocampista moderno. Ed è proprio questa versatilità che aveva spinto la dirigenza di Casteldebole a puntare su di lui, consegnando a Italiano un giocatore capace di adattarsi alle esigenze del momento. Non solo una sostituzione numerica, ma una scelta funzionale a un’idea di gioco più elastica.

Una crescita nel cambiamento tattico

La trasformazione del sistema ha fatto tutto il resto. Il passaggio a un 4-3-3 più attento agli equilibri ha dato ordine e compattezza alla squadra, e Sohm si è inserito perfettamente in questo nuovo assetto. Non è solo merito suo, certo, ma con lui dal primo minuto il Bologna ha ritrovato due successi consecutivi in campionato, cosa che non accadeva da inizio novembre. È un dettaglio? Forse no. La sua presenza ha contribuito a stabilizzare un reparto che aveva bisogno di nuova linfa dopo gli addii di Fabbian e Sulemana. La sua duttilità è diventata una risorsa concreta, non più solo teorica.

Rowe, Moro, Castro, Sohm e Bernardeschi festeggiano la rete contro il Torino crediti Bologna Fc 1909

Rowe, Moro, Castro, Sohm e Bernardeschi festeggiano la rete contro il Torino crediti Bologna Fc 1909

Centralità crescente

Poco alla volta, Simon Sohm sta guadagnando peso nelle rotazioni. Non con proclami, ma attraverso prestazioni incoraggianti e affidabili. È questa la chiave della sua ascesa: adattarsi senza perdere efficacia.

Il centrocampo oggi appare più equilibrato, più coperto, più fluido nelle transizioni. La nuova formula sta funzionando e, almeno per ora, rappresenta la cura giusta per rimettere in carreggiata una squadra che aveva smarrito continuità. E in questo percorso, il centrocampista svizzero si sta ritagliando un ruolo sempre meno marginale.

Sarà solo una fase o l’inizio di qualcosa di più stabile? Le risposte arriveranno dal campo. Intanto, i segnali sono chiari.

Fonte: Stadio, Stefano Brunetti

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