Bologna FC
Solivellas: «Libra è un patrimonio della società»
Il primo allenatore dell’italo-venezuelano racconta la crescita del classe 2007, dagli inizi in Under 13 fino all’esordio in Serie A: «Ha sempre avuto qualcosa di diverso».
Juan Solivellas è stato il primo allenatore di Marco Libra al Bologna. Come riportato da “Più Stadio” nell’articolo di Davide Centonze, era il 2020 quando il giovane italo-venezuelano entrò nell’Under 13 rossoblù e iniziò un percorso che lo avrebbe portato, negli anni successivi, fino alla prima squadra e all’esordio in Serie A. Solivellas, che dopo quell’esperienza ha guidato l’Under 15 prima di passare all’Inter, ha continuato a seguire da lontano la crescita del ragazzo. E oggi, guardandolo giocare, ritrova molte delle caratteristiche che aveva già intravisto quando Libra era appena arrivato nel settore giovanile.
Libra, un talento già evidente
«Quando si lavora con ragazzi così giovani è difficile pensare immediatamente a quale sarà il loro livello da grandi, perché a quell’età possono cambiare moltissimo. Però in Marco avevo notato fin da subito qualcosa di particolare. Le sue caratteristiche erano differenti rispetto a quelle degli altri ragazzi: aveva una grande intelligenza calcistica, riusciva ad anticipare le situazioni e a vedere soluzioni prima degli altri. È stato quello il momento in cui ho pensato che fosse un giocatore su cui valeva la pena investire».
Le qualità di Libra viste da vicino
Secondo Solivellas, una delle peculiarità del giovane rossoblù è sempre stata la capacità di compensare le caratteristiche fisiche attraverso il modo di pensare il calcio.
«Non essendo particolarmente prestante dal punto di vista fisico, ha dovuto sviluppare maggiormente la capacità di ragionare per riuscire a essere efficace. Ha sempre giocato guardando ciò che aveva davanti, con la testa alta, cercando di leggere il gioco. E poi aveva un’eleganza particolare nei movimenti e nel modo di giocare. Sono qualità che noi spagnoli apprezziamo molto».
Dopo la stagione in Under 13, Solivellas ha proseguito il proprio percorso nel settore giovanile rossoblù alla guida dell’Under 15, prima di trasferirsi all’Inter. Libra, però, è rimasto un nome ricorrente nei suoi confronti con il mondo Bologna.
«Ogni volta che parlavo con persone che lavoravano a Bologna, il suo nome veniva fuori. L’anno scorso, ascoltando chi aveva seguito l’Under 18, ne parlavano molto bene. Poi ho continuato a guardare e tifare la Primavera rossoblù e ho potuto vedere direttamente i suoi progressi».
Dall’Under 13 alla Serie A: cosa è cambiato?
A distanza di anni, l’impressione di Solivellas è quella di vedere lo stesso giocatore, ma con un bagaglio molto più ampio.
«Quando lo guardo mi sembra di rivedere quel ragazzino che allenavo in Under 13. Ritrovo la sua eleganza nei movimenti e il modo in cui interpreta quello che succede in campo, ma oggi è chiaramente un giocatore molto più evoluto. È bello vedere che alcune caratteristiche siano rimaste le stesse nonostante sia cresciuto così tanto».
La sua natura, secondo il tecnico, è rimasta soprattutto offensiva: «È un giocatore che cerca di rendere l’azione più pericolosa, gli piace avere la possibilità di inventare. Credo sia uno di quei calciatori ai quali bisogna lasciare un certo margine di libertà».
Nel sistema di Palladino può trovare il suo spazio
Il passaggio al calcio dei grandi porta inevitabilmente anche a interrogarsi sul ruolo che Libra potrà avere nel 3-4-2-1 di Palladino. Solivellas, però, preferisce non dare indicazioni a chi dovrà decidere.
«Non mi permetto di dare consigli. Per le caratteristiche che ha, può giocare sia nei due in mezzo sia in una posizione più avanzata, vicino alla trequarti. Personalmente penso però che sarebbe importante non tenerlo troppo lontano dalla porta».
Il motivo è legato proprio alle sue qualità offensive: «Quei giocatori che hanno la capacità di fare l’ultimo passaggio, di guardare in avanti e di attaccare la porta vanno messi nelle condizioni di arrivare vicino all’area. Questo non significa che non possa anche occuparsi della costruzione del gioco, perché ne ha le capacità. Però allontanandolo troppo dalla porta si rischia di sfruttare meno alcune delle sue qualità più pericolose».
L’emozione per il debutto tra i grandi
Vederlo arrivare fino alla Serie A ha avuto un significato particolare per il suo primo allenatore.
«Sono felicissimo per lui. Per me è stato un onore poterlo allenare. Dopo aver seguito tutto il suo percorso, sono anche contento di non aver combinato guai», racconta sorridendo.
Il rapporto con Libra, infatti, è sempre stato semplice anche fuori dal campo: «È stato molto facile allenarlo perché è un ragazzo davvero stupendo. Non credo di avere meriti particolari in quello che sta facendo. Noi abbiamo semplicemente cercato di accoglierlo nel modo giusto e di dargli quella prima spinta, ma tutto il resto è merito suo».
«Il Bologna deve puntare su Libra»
Per Solivellas, quello raggiunto dal giovane rossoblù è soltanto un primo traguardo. La vera sfida, adesso, sarà trasformare le opportunità in continuità.
«Questo è solamente l’inizio e, per quello che sto vedendo, credo che potrà fare strada nel calcio dei grandi. Se un ragazzo entra in Serie A e riesce a incidere su una partita, significa che ha qualità importanti».
Il tecnico non vuole sostituirsi alle decisioni della società o dell’allenatore, ma individua nel minutaggio un elemento fondamentale per la crescita di Libra: «Non sono nessuno per dare consigli a dirigenti o tecnici, però penso che Marco sia un patrimonio del Bologna e che possa rappresentare il futuro della società, indipendentemente dal ruolo. Adesso bisogna avere il coraggio di insistere. Quando hai davanti un giovane con queste caratteristiche, giocare e avere minuti a disposizione è ciò che può permettergli di crescere ancora, e allo stesso tempo può essere utile alla squadra».
Venezuela e Italia, una porta ancora aperta?
Libra ha già giocato con il Venezuela, anche se in occasione di un’amichevole con la nazionale maggiore. Resta quindi aperto il tema di un possibile futuro in azzurro?
Solivellas non si sbilancia: «Questo non lo so. Personalmente mi farebbe molto piacere vederlo un giorno con la maglia dell’Italia, ma non conosco tutte le dinamiche e quindi non posso dire di più».
Il nuovo percorso di Solivellas
In estate si è conclusa l’esperienza di Solivellas all’Inter. Il tecnico è quindi tornato a Bologna, dove ha avviato un nuovo progetto.
«Ho aperto Metodo Futbol, un’azienda di formazione. Abbiamo tre accademie a Bologna: ad Anzola, al Circolo Italia alla Barca e a Castenaso. Inoltre organizzo corsi online per allenatori e allenamenti rivolti a ragazzi dagli 8 ai 18 anni che vogliono migliorare, affiancando questo percorso a quello che già svolgono nelle rispettive società».
Il lavoro non si concentra esclusivamente sulla tecnica individuale, ma soprattutto sulla comprensione di ciò che accade durante una partita.
«Attraverso la metodologia spagnola lavoriamo sulla comprensione del gioco e sulla percezione, cercando di fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per reagire rapidamente alle diverse situazioni che possono presentarsi in campo».
Un metodo che, secondo Solivellas, deve iniziare molto presto: «In Spagna si cerca di far ragionare i ragazzi fin dagli otto anni. È attraverso questo percorso che possono migliorare la propria capacità di scelta durante la partita».
«Libra sembra un ragazzo spagnolo»
Ed è proprio in questo modo di interpretare il calcio che Solivellas riconosce una delle peculiarità di Libra.
«Esatto, per come gioca sembra quasi un ragazzo spagnolo. Sono molto fiero di quello che sta facendo».
Il ricordo dell’allenatore dell’Under 13 si chiude così, tornando al ragazzo conosciuto nel 2020 e al calciatore che oggi si affaccia al calcio professionistico: «Lo saluto con piacere perché è un grandissimo giocatore, ma soprattutto una bellissima persona».
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