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La storia degli stadi del Bologna: il centenario del Dall’Ara e la fine di un ciclo

Lo Stadio Dall’Ara compie 100 anni e Bologna si prepara al nuovo ciclo. Dai Prati di Caprara allo Sterlino in pendenza: la storia delle 5 case rossoblù.

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Stadio Renato Dall'Ara, Bologna (©Damiano Fiorentini) campagna abbonamenti
Stadio Dall'Ara (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuorirossoblù)

Bologna si prepara ad accogliere un nuovo stadio, la quinta delle case che accoglierà la formazione rossoblù dalla sua nascita ad oggi. Dai Prati di Caprara al monumentale Renato Dall’Ara che proprio oggi compie cento anni.

I Prati di Caprera, dove tutto ebbe inizio

Il primissimo campo si trovava fuori Porta Saffi, nei terreni a nord della città di proprietà della famiglia Caprara. Prati da cui, dopo l’unità d’Italia, era passato di tutto: una pista per cavalli, una per i voli aerostatici, il primo aeroporto. Il gioco del calcio era arrivato su quei terreni già nel 1906, quando si disputò la prima simbolica sfida tra Bologna e Ferrara. A trasformare il sogno in realtà ci pensarono Arnstein, Rauch, Bernabeu, Gradi, Della Valle e soci: era il 1909 quando nasceva il Bologna Football Club all’interno della Birreria Ronzani.

I Prati di Caprara erano lo spazio ideale. Non richiedevano alcun investimento economico, bastava negoziare gli spazi con il pastore che aveva affittato il terreno dal demanio per farci pascolare le sue pecore. Proprio su questi campi il Bologna conquistò il suo primo trofeo, quello del Campionato Regionale di Terza Categoria.

Il Catino

Dopo nemmeno due anni il Bologna era già in Prima Categoria, motivo per cui necessitava di un nuovo campo. Fu il Presidente Domenico Gori a individuare la zona ideale fuori Porta San Vitale. Un campo decisamente più serio quello della Cesoia: prato battuto a regola, recinzione, tribuna in legno e tendoni di tela per riparare il pubblico da sole e pioggia. Quel campo fu soprannominato Il Catino per la sua posizione più bassa rispetto al livello della strada.

La bizzarra storia dello Sterlino, lo stadio del Bologna in pendenza

Il Catino ebbe vita breve: i nuovi piani regolatori comunali consideravano la zona della Cesoia come terreno edificabile. Il nuovo Presidente, Rodolfo Minelli, decise di non aspettare che qualcuno desse il bene servito al Bologna e si mosse in anticipo. Nacque così lo Sterlino, inaugurato nel 1913.

Una struttura sicuramente più all’avanguardia, ma con un grande difetto intrascurabile: il terreno era in pendenza con un metro di dislivello da porta a porta. Un grande vantaggio per i padroni di casa, che collezionarono 72 vittorie su 85 partite giocate allo Sterlino.

Bologna, cento anni dello Stadio Dall’Ara verso la fine di un ciclo

A metà degli anni venti, Leandro Arpinati assume la guida della FIGC. Un grande bolognese, che non si accontentò dello Sterlino: mise a terra un progetto monumentale e lo fece mettere in pratica in tempi record. Nacque così il Littoriale, intonato a Renato Dall’Ara solo nel 1983. Inaugurato esattamente cento anni fa, oggi si prepara a chiudere un ciclo. Ha ospitato la formazione rossoblù per un centenario, ora dovrà trovare un nuovo scopo.

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