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Le nuove idee di Tedesco: il 4-3-3 non è l’unica strada

Il 4-3-3 resta il punto di partenza, ma il tecnico rossoblù continua a sperimentare. Tra cambi di ruolo e giocatori in cerca di rilancio, il precampionato sta offrendo indicazioni preziose.

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Domenico Tedesco alla conferenza di presentazione (© Ilaria Matteuzzi x 1000 Cuori Rossoblù)
Domenico Tedesco alla conferenza di presentazione (© Ilaria Matteuzzi x 1000 Cuori Rossoblù)

A poco meno di un mese dall’inizio della preparazione e con il campionato ormai alle porte, Domenico Tedesco ha già tracciato le linee guida del suo Bologna. Il 4-3-3 rappresenta la base del progetto tecnico, ma non un punto fermo destinato a rimanere immutabile. In attesa che il mercato completi definitivamente la rosa, l’allenatore rossoblù continua infatti a valutare soluzioni diverse, cercando di capire quali risorse possano rivelarsi utili nel corso della stagione.

Le amichevoli estive, compreso il doppio confronto vinto complessivamente 6-2 contro il Cambuur, hanno fornito risposte interessanti. E se alcune delle sorprese arrivassero proprio da chi finora è rimasto maggiormente in secondo piano?

Le soluzioni partono dalla duttilità

Come riportato da “Il Resto del Carlino“, nell’articolo di Massimo Vitali, tra i giocatori che meglio rappresentano questa fase di sperimentazione c’è Jens Odgaard. Durante il ritiro il danese è stato utilizzato soprattutto nel ruolo di mezzala, ma nell’amichevole con il Cambuur, anche a causa del ritardo di condizione dell’ultimo arrivato Dovbyk, è stato schierato da centravanti trovando anche la rete. Una dimostrazione, l’ennesima, della sua capacità di interpretare più posizioni in campo, qualità che si adatta perfettamente al calcio che Tedesco ha in mente.

Lo stesso discorso vale per Federico Bernardeschi. Nel corso della preparazione è stato impiegato quasi sempre da mezzala di movimento, mentre sabato è stato provato anche sulla trequarti alle spalle delle punte. Un ruolo inedito che ha confermato le sensazioni positive emerse fin dall’inizio del ritiro, tanto da renderlo una delle note più incoraggianti di questa estate rossoblù.

Per Tedesco le soluzioni possono arrivare anche da chi cerca riscatto

Considerarlo una risorsa alternativa forse sarebbe persino riduttivo, soprattutto perché nella passata stagione, da esterno offensivo, è stato tra i giocatori più prolifici della squadra. Eppure la nuova collocazione tattica di Bernardeschi aggiunge ulteriore imprevedibilità al Bologna di Tedesco.

Discorso diverso, invece, per Thijs Dallinga. L’attaccante olandese arriva da due stagioni ben al di sotto delle aspettative ed è tra i giocatori che potrebbero lasciare il Bologna. Nel frattempo, però, sia durante il ritiro di Valles sia nella sfida contro il Cambuur è riuscito a ritrovare il gol, provando a lanciare un segnale.

Una situazione che ricorda quella di Benjamin Dominguez. L’argentino ha chiesto la cessione per trovare maggiore spazio, ma, nell’attesa che il mercato faccia il proprio corso, sabato ha lasciato il segno con una rete contro il Cambuur. Un episodio che dimostra come, almeno per il momento, continui a farsi trovare pronto.

Le risposte arrivano anche dagli altri

Tra le note positive della preparazione c’è anche Oussama El Azzouzi. Tornato a Casteldebole dopo i problemi fisici che lo avevano condizionato, il centrocampista è già diventato un punto di riferimento nel 4-3-3 di Tedesco, senza dover convivere con quei guai che avevano accompagnato l’ultimo periodo.

In queste prime settimane si è messo in evidenza anche Rahim Alhassane. Il suo inserimento nel gruppo è avvenuto con discrezione, ma nei primi dieci giorni in rossoblù il terzino sinistro ha evidenziato qualità interessanti, proponendosi come valida alternativa a Miranda.

Il Bologna di Tedesco è ancora tutto da costruire

Il lavoro di Tedesco non si limita alla ricerca dell’undici titolare. L’allenatore continua a osservare ogni dettaglio, sperimentando e valutando tutte le opzioni a disposizione mentre attende che il mercato definisca il gruppo in modo definitivo. L’obiettivo è valorizzare anche quei giocatori che, fino a questo momento, non erano riusciti a esprimere tutto il proprio potenziale. Perché un nuovo allenatore serve anche a questo: trovare nuove risposte da chi, con la gestione precedente, non era riuscito a mostrarle.

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