Bologna FC
Vincenzo Italiano alla Gazzetta dello Sport: «Non ho detto addio al Bologna per il Napoli»
«Ho detto di no al Milan e mi ha cercato anche il Benfica. Ai tifosi bolognesi dico che mi sono rimasti dentro e addosso»
Vincenzo Italiano é tornato a parlare, in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, dopo l’addio al Bologna e la firma con il Besiktas. Il tecnico nativo di Karlsruhe, si é lasciato andare dopo i tumultuosi giorni che hanno sancito l’addio definitivo alle Due Torri.
Prima di tutto ci tiene a precisare che «non ho detto addio al Bologna perché c’era il Napoli. Lo scriva pure. Con De Laurentiis c’è sempre stata una stima reciproca. Ma si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Confermo che non me ne sono andato da Bologna perché ero in parola con il Napoli. È stata una decisione presa a prescindere.»
A questo punto Italiano viene incalzato dalla domanda del giornalista, che chiede se presenziò o meno in quel famoso incontro di Roma. Risposta secca da parte dell’allenatore: «l’argomento é caduto in prescrizione.» Il club partenopeo non è stato l’unico a muoversi per conoscere da vicino e/o ingaggiare il tecnico ex Bologna: ci hanno provato anche Milan e Benfica. «Dopo la vittoria della Coppa Italia ho detto ‘no’ al Milan. Il mio primo trofeo ha creato un entusiasmo a Bologna e in me che avevo emozioni da non trascurare. Volevo riviverle e sono rimasto. Con il Benfica c’è stato un colloquio; sono stati leali nel dirmi che davanti a me c’era un tecnico portoghese.»
L’intervista a Vincenzo Italiano
Il discorso vira sulla decisione che mister Italiano ha deciso di cogliere e blindare. L’addio al Bologna, dopo quella storica e strepitosa cavalcata in Coppa Italia e i quarti di finale centrati in Europa League. «Quando siamo usciti dall’Europa a Birmingham ho deciso di lasciare. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo, ma quando ho capito che non l’avremmo fatta più nell’anno che sta per iniziare, beh, ho considerato il miniciclo chiuso.»
Nonostante ciò, lo stato maggiore rossoblù ha fatto di tutto per convincere Vincenzo Italiano a continuare sulla panchina rossoblù. «Confermo. Potevo benissimo continuare, ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non c’era più l’impegno europeo ed essendo stato abituato negli ultimi 5 anni a farlo, era diventato importante per come sono fatto io. E poi diciamo che un miniciclo era giusto che si chiudesse: l’aria nuova può fare bene a tutti.»
Aria nuova, come quella del Bosforo, con la splendida cornice di Istanbul: Italiano ha proposto ad alcuni suoi ex calciatori di trasferirsi con lui al Besiktas? «Niente nomi: diciamo che ho cercato uno-due giocatori del Bologna.» E su Riccardo Orsolini (uno dei papabili che il mister potrebbe aver cercato nel calciomercato estivo) dice: «Spero che Orsolini rinnovi presto: uno che incide così, meglio non vederlo andare via. Io non vedo un Bologna senza Orso, ma anche un Orso senza Bologna.
Una delle altre battute del tecnico è riservata a Domenico Tedesco e ai possibili contatti tra i due allenatori; la stessa domanda fu posta alla conferenza stampa d’insediamento del nuovo allenatore rossoblù. «Non ci siamo chiamati né sentiti. A lui dico che sta lavorando con un gruppo fantastico e con una straordinaria cultura del lavoro, valore supremo.»
In chiusura, un pensiero e una simil-dedica per i tifosi rossoblù: «Bologna mi è rimasta totalmente dentro. A volte chiudo gli occhi e mi vedo sulle spalle di Govo (Govoni) a guardare i trentamila dell’Olimpico dopo la vittoria sul Milan. Ai tifosi dico che mi sono rimasti dentro e addosso. Tatuaggi non ne faccio, ma la Coppa Italia me la tatuerei davvero se fossi il tipo. Siamo stati al cinema.»
E senza accorgercene, siamo stati protagonisti di un grande spettacolo.
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