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Storie di Bundesliga e i Mondiali di Germania 1974
Storie di Bundesliga è arrivata alla 24sima giornata e vi racconta l’avventura della Germania a casa propria, per Germany 1974. Buona lettura.
BAYERN MONACO – BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH 4-1
33′ Diaz, 45+1′ Laimer, 57′ Musiala rig., 79′ Jackson (BAY), 89′ Mohya (BOR)
FRIBURGO – BAYER LEVERKUSEN 3-3
34′ Grifo (F), 37′ Kofane (B), 43′ Suzuki (F), 45+3′ Grimaldo, 52′ Terrier (B), 86′ Ginter (F)
MAGONZA – STOCCARDA 2-2
39′ Lee (M), 76′ Demirović, 77′ Undav (S), 90+1′ Da Costa (M)
RB LIPSIA – AUGUSTA 2-1
39′ Fellhauer (A), 76′ Diomande, 90+2′ aut. Chaves (L)
WOLFSBURG – AMBURGO 1-2
22′ Eriksen rig. (W), 33′ Vušković rig., 58′ Dompé rig. (A)
HEIDENHEIM – HOFFENHEIM 2-4
26′, 45+1′ Prass, 49′ Asllani (HO), 63′ Kerber (HE), 78′ Lemperle (HO), 84′ Kerber (HE)
COLONIA – BORUSSIA DORTMUND 1-2
16′ Guirassy, 60′ Beier (B), 88′ Kamiński (C)
ST. PAULI – EINTRACHT FRANCOFORTE 0-0
UNION BERLINO – WERDER BREMA 1-4
18′ Köhn rig. (U), 31′ Deman, 35′ Stage, 66′ Grüll, 90+4′ Čović (W)
CLASSIFICA
Bayern Monaco 66
Borussias Dortmund 55
Hoffenheim 49
Stoccarda, RB Lipsia 47
Bayer Leverkusen 44
Eintracht Francoforte 35
Friburgo 34
Augusta 31
Amburgo 29
Union Berlino 28
Borussia Mönchengladbach, Werder Brema 25
Colonia, Magonza, St. Pauli 24
Wolfsburg 20
Heidenheim 14
Il Bayern travolge il Gladbach e mantiene invariato il distacco sul Dortmund, corsaro a Colonia. Hoffenheim in scioltezza ad Heidenheim e Lipsia, vittorioso in extremis a Colonia, che agguanta lo Stoccarda, fermato sul pari a Magonza. Friburgo e Leverkusen si dividono la posta in una girandola di emozioni mentre l’Eintracht Francoforte non va oltre un nulla di fatto sul terreno del St. Pauli. L’Amburgo inguaia sempre di più il Wolfsburg, rimontando l’iniziale svantaggio, e punti d’oro per il Werder Brema che espugna Berlino, con l’Union in inferiorità numerica.
La Germania ai Mondiali: GERMANIA OVEST 1974
È una squadra molto ambiziosa quella che si appresta ad iniziare il mondiale casalingo.
Ha vinto l’Europeo del 1972 in Belgio e il Bayern Monaco ha appena conquistato la Coppa dei Campioni, mentre Borussia Mönchengladbach e Stoccarda sono state semifinaliste rispettivamente di Coppa delle Coppe e Coppa UEFA.
Un calcio decisamente in salute, quindi, ma non l’unico.
C’è l’Olanda che – pur qualificata grazie ad una svista arbitrale – ha dominato la scena europea degli ultimi anni con Ajax e Feyenoord; il Brasile, fortemente rimaneggiato ma comunque campione uscente; l’Italia che segna col contagocce ma non ha subito gol nelle ultime dodici gare; la Polonia, campione olimpica, che ha eliminato l’Inghilterra; ci sono anche i cugini dell’Est freschi di bronzo olimpico e di Coppa delle Coppe con il Magdeburgo.
La concorrenza non manca certo e il sorteggio riserva subito una sorpresa, abbinando tedeschi dell’Est e dell’Ovest nello stesso girone, insieme a Cile ed Australia.
Il Girone di qualificazione della Germania: Cile e Australia
La prima gara, il 14 Giugno a Berlino Ovest contro i cileni, è particolarmente ostica.
I sudamericani sono al mondiale solo grazie al rifiuto dell’Unione Sovietica di recarsi nel loro Paese per disputare lo spareggio UEFA-CONMEBOL, in segno di protesta contro il regime di Pinochet. La squadra di casa si è regolarmente presentata in campo ed ha inscenato un’azione conclusasi con una rete nella porta sguarnita: quelle immagini surreali faranno il giro del mondo.
È Breitner a portare in vantaggio la Mannschaft con un bolide da oltre trenta metri, scagliato da fermo. Al minuto 67. accade un fatto storico: il cileno Caszely, già ammonito, commette un secondo fallo grave ed il signor Babacan, direttore di gara turco, gli mostra il cartellino rosso per la prima volta nella storia della competizione. Nonostante la superiorità numerica il risultato non cambierà più suscitando più di una perplessità tra addetti ai lavori e stampa.
Uno dei principali motivi è la rivalità Netzer-Overath. I giornali esteri scrivono che Schön non veda di buon occhio i giocatori che militano all’estero (Netzer è in forza al Real Madrid), mentre quelli tedeschi accusano il CT di subire troppo l’influenza di Beckenbauer.
La realtà è molto diversa: Netzer è in condizioni fisiche precarie e sta recuperando da un infortunio, motivo per cui gli viene preferito il regista del Colonia.
La Germania inizia il suo girone
Infatti anche nel secondo impegno, il 17 Giugno ad Amburgo Schön manda in campo la stessa formazione ma l’Australia è avversario decisamente meno impegnativo e crolla sotto una bordata di Overath da fuori area e due colpi di testa di Cullmann e Gerd Müller, serviti in entrambi i casi da assist di Uli Hoeness.
Si arriva alla sfida Est-Ovest con la BRD avanti di un punto: gli Ossies, infatti, dopo aver superato agevolmente l’Australia hanno solo impattato contro il Cile e ai Wessies basta anche solo un pareggio per concludere al primo posto.
Quello scontro è in realtà molto più di una semplice partita di calcio e se all’Ovest viene vissuto con molta serenità, all’Est è invece particolarmente sentito soprattutto dal regime, che fomenta gli animi di atleti e pubblico attraverso i suoi migliori propagandisti.
Si inizia alle 19.30, al Volkisparkstadion di Amburgo il 22 Giugno, agli ordini dell’uruguayano Barreto Ruiz, e la gara, molto prudente, vede poche occasioni da ambo le parti. Schön ha operato un solo cambio nella formazione iniziale, inserendo il centrocampista Flohe in luogo dell’attaccante Heynckes.
Al 69° Netzer rileva Overath – saranno gli unici 21 minuti giocati dal biondo del Real – ma a otto minuti dopo accade quello che non ci si aspetta: imbeccato da Hamann, Sparwasser controlla fortunosamente, evita Cullmann e Vogts, poi con grande freddezza mette a sedere Maier e infila. Sarà il gol partita, che permetterà agli Ossies di chiudere primi.
Una rete storica: per tantissimi anni a venire, quando due amici si incontravano dopo molto tempo, in Germania Est, la domanda di rito era “tu dov’eri quando segnò Sparwasser?”. N.d.A
Qualcuno maligna sul fatto che Schön abbia voluto perdere di proposito per evitare il girone con i lanciatissimi olandesi ma la verità è che probabilmente fu solo un caso.
Il girone con Jugoslavia, Svezia e Polonia
Il raggruppamento successivo vede la Mannschaft con Jugoslavia, Svezia e Polonia: la prima va in finale, la seconda alla finalina.
Si comincia a Düsseldorf, il 26 Giugno alle 16, contro la Jugoslavia che non pare affatto rinunciataria ma dà l’impressione di volersela giocare, rispondendo a tono agli attacchi tedeschi.
La palla però, complice anche la buona vena dei portieri, non entra né da una parte né dall’altra e ci vuole la solita sassata di Breitner, al 39°, per sbloccarla.
Gli slavi ci provano ma Maier fa buona guardia e, dopo essersi visti negare un rigore, a meno di dieci minuti dalla fine i tedeschi raddoppiano. Hoeness scappa sulla destra e centra, Müller anticipa il suo marcatore col sinistro ma scivola e la palla resta lì, quindi da terra colpetto col destro e partita archiviata.
La Svezia, sempre a Düsseldorf il 30 Giugno, si rivela un avversario ben più complicato del previsto. Dopo svariate occasioni sprecate e un miracolo di Hellström su Müller, passa in vantaggio: su una respinta di testa mal riuscita di Schwarzenbeck si avventa Edström che di destro disegna una parabola sulla quale Maier nulla può.
La pareggia Overath, dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, insaccando un pallone vagante in area e un minuto dopo è un tiro di Rainer Bonhof a piegare le mani di Hellström e a portare avanti la Germania.
Ma passa ancora un minuto e Sandberg, con un sinistro chirurgico da posizione defilata, riequilibra la contesa.
Un fendente di Grabowski ed un rigore di Hoeness regaleranno il successo ai ragazzi di Schön, ai quali data la differenza reti basterà un pareggio nella gara contro la Polonia.
Il Match contro la Polonia
Si gioca a Francoforte, il 3 Luglio, su un terreno ai limiti della praticabilità, a causa di un forte nubifragio abbattutosi poche ore prima sulla città.
Il signor Linemayr, arbitro austriaco designato, non ravvisa le condizioni per giocare ma vengono impiegati i Vigili del Fuoco e decine di volontari per tentare di non rinviare la gara creando complicazioni al calendario.
Con 30 minuti di ritardo Linemayr fischia l’inizio ma dato il campo pesantissimo, con la palla spesso frenata dalle pozzanghere, non si vedono acuti fino al 53° minuto quando Gorgon stende in area Hölzenbein: Hoeness però si vede parare il tiro da Tomaszewski. Manca un quarto d’ora alla fine e Overath imbecca Bonhof che serve Müller all’altezza del dischetto: lo svevo non fallisce e chiude il discorso qualificazione. La partita sarà ricordata come Wasserschlacht (la battaglia nell’acqua).
La finale Germania-Olanda
In finale, come prevedibile, c’è l’Olanda che ha un ruolino di marcia impressionante: 14 reti segnate ed una sola subita in sei partite, ma soprattutto un gioco spettacolare con cui ha stradominato gran parte delle avversarie.
Si gioca a Monaco alle 16 il 7 Luglio agli ordini di Jack Taylor, macellaio 44enne di Wolverhampton. Subito si palesa una falla nella meticolosa organizzazione teutonica: agli angoli mancano le bandierine, motivo per cui il fischio d’inizio viene ritardato di alcuni minuti.
Inizia il primo tempo
Risolto il problema si può finalmente giocare e la palla tocca agli olandesi che la mantengono con una fitta rete di passaggi. Poi Cruijff prende l’iniziativa: arretra e conquista la sfera, supera Vogts e si lancia verso l’area ma viene steso da Hoeness. Dentro o fuori? Taylor è a pochi passi e non ha dubbi: calcio di rigore, il primo mai decretato in una finale mondiale. Fino a quel momento nessun giocatore tedesco ha toccato la palla.
È Neeskens a trasformarlo con un violento destro centrale sul quale nulla può Maier.
I ragazzi di Schön non battono ciglio, guidati dal capitano Beckenbauer che invita tutti alla calma. La partita è decisamente godibile, con varie occasioni da ambo le parti e numerosi rovesciamenti di fronte. Ma al 25° quando Hölzenbein viene atterrato in area da Jansen e per la seconda volta il fischietto inglese assegna la massima punizione. Si dirà in seguito che il centrocampista tedesco abbia accentuato la caduta ma il contatto è netto.
Sul dischetto si presenta Breitner, terzino 22enne che sta risparmiando per poter aprire un orfanotrofio, e fredda Jongbloed con un rasoterra al millimetro a fil di palo.
Si continua con un gioco brillante fino al 43°: Bonhof scappa sulla fascia destra e dal fondo centra, sul pallone si avventa Müller che con con una torsione incredibile lo spedisce alle spalle di Jongbloed portando avanti i tedeschi.
La ripresa che porta alla vittoria
Al rientro negli spogliatoi per il riposo Cruijff se la prende con Taylor, a suo giudizio troppo permissivo nei confronti dei tedeschi ma quella protesta gli costerà un’ammonizione.
Il secondo tempo vede gli olandesi rovesciati in avanti alla ricerca del pari. Ma sono i padroni di casa ad avere la possibilità di chiuderla: prima viene annullato a Müller un gol per un fuorigioco inesistente, poi Taylor sorvola su un netto rigore per un fallo ai danni ancora di Hölzenbein ma il punteggio non cambierà più.
La Germania Ovest è per la seconda volta campione del mondo.
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