Calcio
Storie di Bundesliga – Giornata 23 e Germania ai mondiali del 1966
Storie di Bundesliga è arrivata alla 23sima giornata e vi racconta l’avventura della Germania ad England 1966. Buona lettura.
GIORNATA 23
MAGONZA – AMBURGO 1-1
42′ Amiri (M), 64′ Vieira (A)
BAYERN MONACO – EINTRACHT FRANCOFORTE 3-2
16′ Pavlović, 20′, 68′ Kane (B), 77′ Burkardt rig., 86′ Kalimuendo (E)
WOLFSBURG – AUGUSTA 2-3
41′ Gerhardt (W), 59′ Ribeiro (A), 71 Shiogai (W), 87′ Gregoritsch rig., 90+3′ Rexhbecaj (A)
UNION BERLINO – BAYER LEVERKUSEN 1-0
28′ Khedira
COLONIA – HOFFENHEIM 2-2
15′ Ache (C), 45′ Kabak, 60 Kramarić (H), 63′ El Mala (C)
RB LIPSIA – BORUSSIA DORTMUND 2-2
20′, 32′ Baumgartner (L), 50′ aut. Rômulo, 90+5′ Silva (B)
FRIBURGO – BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH 2-1
38′ Ginter, 47′ Matanović (F) 85′ Tabaković (B)
ST. PAULI – WERDER BREMA 2-1
55′ Wahl (S), 62′ Milošević (W), 70′ Chima Fujita (S)
HEIDENHEIM – STOCCARDA 3-3
5′ Führich (S), 20′ Dinkçi, 34 Ibrahimović rig. (H), 45′ Mittelstädt rig. (S), 82′ Conteh (H), 88′ Undav (S)
CLASSIFICA
Bayern Monaco 60
Borussias Dortmund 52
Hofenheim 46
Stoccarda 43
RB Lipsia 41
Bayer Leverkusen* 39
Friburgo 33
Eintracht Francoforte 31
Augusta, Union Berlino 28
Amburgo* 26
Colonia 24
Borussia Mönchengladbach 22
Magonza 21
Wolfsburg, St. Pauli 20
Werder Brema 19
Heidenheim 14
*= una partita in meno
Il Bayern si complica la vita contro l’Eintracht Francoforte ma la porta comunque a casa, frena invece il Dortmund, fermato sul pari a Lipsia. Impattano anche l’Hoffenheim, a Colonia, e lo Stoccarda, rischiando grosso, a Heidenheim. Cade il Leverkusen all’Alten Försterei di Berlino mentre l’Augusta espugna Wolfsburg. Punti preziosi per il Friburgo, sul Gladbach, e preziosissimi per il St. Pauli, che supera così la diretta concorrente Werder Brema. Magonza ed Amburgo si dividono la posta.
LA GERMANIA AI MONDIALI: INGHILTERRA 1966
Sono cambiate molte cose in Germania Ovest quando il 4 Novembre 1964 la Mannschaft inizia il proprio cammino verso l’Inghilterra. È nata, infatti, l’anno precedente la Bundesliga, il primo campionato professionistico tedesco.
Pur con ingaggi limitati, si è alzata la competitività e il tasso tecnico del torneo è migliorato nettamente.
Il girone comprende anche Svezia e Cipro: un pareggio, per 1-1 proprio all’esordio contro gli svedesi, e tre vittorie – 2-1 a Stoccolma, 6-0 a Nicosia e 5-0 ,sempre sui ciprioti, a Karlsruhe – spianano la strada per la fase finale.
Il CT non è più Herberger, che ha lasciato la panchina al suo vice Helmut Schön, e la squadra campione in carica è il Monaco 1860, tallonato dai rivali del neopromosso Bayern e dal Borussia Dortmund.
Proprio tra i rossi bavaresi, si è messo in luce un giovane talento che ha stupito addetti ai lavori e non: il ventenne centrocampista Franz Beckenbauer.
La Germania Ovest è sorteggiata nel girone B, a Sheffield e Birmingham, in compagnia di Spagna, campione d’Europa in carica, Svizzera e di un’ambiziosa Argentina.
Inizia l’avventura in Inghilterra con la Svizzera
Già dal primo impegno contro i rossocrociati, la squadra mette in chiaro che non è arrivata in Britannia a fare la comparsa: dopo un quarto d’ora apre le danze Siggi Held, cui seguirà Haller dopo cinque minuti. Tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, Beckenbauer si presenta ai sudditi di Elisabetta: triangolo con Seeler, controllo di destro ed esterno sinistro a spiazzare Elsener, poi in contropiede semina l’intera difesa elvetica e infila ancora Elsener con un tocco diabolico di esterno. Un rigore di Haller siglerà il 5-0 finale.
Tocca all’Argentina, una da prendere con le molle.
La gara è maschia con le squadre che pensano di più a non prenderle e qualche fallo di troppo con conseguente parapiglia che il signor Zečević, l’arbitro jugoslavo designato, fatica a sedare. Alla fine sarà un nulla di fatto che vale anche il primato nel girone ma bisogna non perdere con la Spagna per essere certi del passaggio ai quarti di finale.
E con le furie rosse si mette male, perché il capitano del Barcellona, Pep Fusté, beffa Tilkowski al minuto ventitre.
Ci pensa Lothar Emmerich, capocannoniere della Bundesliga, che raccoglie una rimessa di Held e quasi dalla linea di fondo fa partire un incredibile tiro che si infila nell’angolo opposto lasciando esterrefatto Iribar.
La gara ha continui rovesciamenti di fronte, le difese reggono bene e il pareggio manderebbe avanti i tedeschi ma a cinque minuti dal termine Held scappa a sinistra e centra: il solito Seeler c’è ed è suo il tocco che regala la vittoria.
Gli altri gironi di England 1966 – I quarti della Germania
Negli altri gironi tutto come da pronostico, con l’eccezione della sorprendente Corea del Nord che in una rocambolesca partita ha eliminato l’Italia: nel Belpaese l’espressione “una Corea” (ce ne sarebbe stata, tristemente, anche un’altra) sarà da quel giorno sinonimo di disfatta.
Ai quarti i ragazzi di Schön trovano l’Uruguay, squadra sempre ostica e difficile da affrontare.
Come non di rado accade loro, i sudamericani cercano di metterla subito in rissa e dopo pochi minuti Silva scalcia Tilkowski in uscita bassa.Passano dieci minuti e un tiro di Held incoccia in Haller spiazzando Mazurkiewicz per il vantaggio tedesco.I falli si susseguono, gli uruguagi faticano a passare la metà campo e l’arbitro, l’inglese Finney, ha il suo bel daffare a portare avanti la gara.
Nel secondo tempo però perde la pazienza anche lui e, dopo l’ennesima entrata criminale, caccia dal campo prima Troche e cinque mihuti dopo anche Silva, che non vuole saperne di lasciare il campo e la terna arbitrale si vede costretta a richiedere l’intervento degli agenti di polizia a bordo campo per scortarlo fuori con la forza.
Con la Celeste in doppia inferiorità numerica la gara diventa un monologo e in meno di un quarto d’ora Beckenbauer, Seeler ed ancora Haller chiudono la pratica portando la squadra in semifinale.
La semifinale contro l’U.R.S.S.
L’avversaria è l’Unione Sovietica, che ha vinto fino a quel momento tutte le sue partite, e il cui capitano è il leggendario portiere Lev Jašin, oro olimpico a Melbourne nel 1956, campione d’Europa a Parigi nel 1960 e unico estremo difensore ad aver conquistato il pallone d’oro. La gara si gioca al Goodison Park di Liverpool, la casa dell’Everton, e l’arbitro è il siracusano Concetto Lo Bello, considerato tra i migliori al mondo.
Si capisce da subito che i sovietici sono ossi duri e per tutto il primo tempo le squadre si studiano osando anche, ma non troppo, e sono determinanti gli ultimi tre minuti della frazione.
Infatti tanti ne mancano al duplice fischio quando Haller la sblocca con una girata di gran classe che sorprende Jašin sul primo palo. Due minuti dopo Lo Bello espelle Čislenko per un fallo su Held apparso sì netto ma non gravissimo. La giacchetta nera italiana spiegherà anni dopo, in un’intervista concessa al giornalista Alfredo Pigna, il motivo della sua decisione: «L’anno precedente avevamo ospitato diversi atleti sovietici alla Cittadella dello Sport di Siracusa e, si sa, la prima cosa che si impara di una lingua straniera sono le parolacce. Čislenko è stato solo sfortunato: me ne ha rivolta una che conoscevo». Ancora una volta in superiorità numerica, i tedeschi trovano il raddoppio a venti minuti dal termine con Beckenbauer e non basterà la rete di Porkuyan nel finale a cambiare le sorti della partita.
È finale e a Wembley: la Germania sfiderà proprio i padroni di casa.
La loro storia ai mondiali è iniziata male e proseguita peggio: debuttano solo nel 1950 – fino a qel momento si ritenevano troppo forti – ma vengono clamorosamente eliminati dai dilettanti statunitensi, fuori ai quarti nel 1954 contro l’Uruguay, eliminati al primo turno dall’URSS nel 1958 e ancora fuori ai quarti contro il Brasile nel 1962. In casa non possono fallire.
L’arbitro designato è lo svizzero Gottfried Dienst, che si avvarrà della collaborazione del cecoslovacco Karol Galba e del sovietico di etnia azera Tofiq Bakhramov.
Si inizia alle 15 e dopo dodici minuti Haller porta in vantaggio i suoi con un gran destro da appena dentro l’area.
Ne passano altri sei e una punizione del capitano Bobby Moore trova la testa di Hurst, inspiegabilmente lasciato solo dalla difesa tedesca, che incorna senza lasciare scampo a Tilkowski.
La partita prosegue con molti rovesciamenti di fronte e diverse occasione da ambo le parti. E al minuto settantotto Martin Peters raccoglie una maldestra respinta di Schulz e batte nuovamente l’estremo tedesco. Sembra fatta, ma proprio allo scadere da un batti-e-ribatti nell’area inglese, in seguito ad una punizione di Emmerich, sbuca Weber che piazza la zampata vincente e trascina la contesa ai supplementari.
In quel periodo non c’era il VAR
E qui accadono almeno due fatti molto poco chiari che si riveleranno però determinanti per la sconfitta della Germania.
All’undicesimo minuto del primo tempo supplementare Geoff Hurst raccoglie un cross di Alan Ball e calcia: la palla colpisce la parte inferiore della traversa e ricade sulla linea venendo poi sventata in corner dalla difesa tedesca. Dienst è indeciso: la palla avrà varcato o meno la linea? Chiede consiglio al suo collaboratore, Bakhramov, che spiega a gesti che la palla secondo lui è entrata.
I filmati lo smentiranno abbondantemente ma la decisione è presa e gli inglesi sono in vantaggio.
Il secondo tempo supplementare vede i ragazzi di Schön riversarsi in avanti alla ricerca del pareggio. Ma in contropiede sono ancora i rossi di Ramsey a colpire. All’ultimo minuto un rilancio di Moore pesca ancora Hurst che si invola verso la porta e fulmina Tilkowski con un sinistro all’incrocio. Incredibilmente però un’altra angolazione del filmato mostra come in quel momento in campo ci siano ben tre invasori per cui l’azione avrebbe dovuto essere immediatamente interrotta.
Medaglia d’argento quindi per la Germania Ovest e tanta amarezza per quella che ancora oggi è la finale più controversa di sempre.
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