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GT World Challenge | 3 Ore di Monza: Trionfo Ferrari in Bronze e Gold Cup con la #74 e la #71. Lambo #96 chiude 8° overall
ll Round italiano dell’Endurance Cup regala una ottima top ten alla Lamborghini #96 di Rutronik e una doppia vittoria Ferrari in Bronze Cup con la #74 di Kessel Racing e in Gold Cup con la #71 di Selected Car Racing. Peccato per Rossi fuori subito con un problema tecnico.
Il GT World Challenge Europe regala ai moltissimi appassionati accorsi al Tempio della velocità italiano una 3 Ore di Monza ricca di colpi di scena. Alla fine l’Audi #66 di Tresor conquista la vittoria; prima vettura Silver a vincere l’overall, mentre Lamborghini raccoglie un ottimo 8° posto con la #96 di Rutronik. Vittorie in Bronze Cup e Gold Cup per Ferrari con la #74 e la #71.
1° Ora: Caos al via, fuori Ferrari #51 e l’Aston di Drudi
Al via subito caos in Prima Variante con la Mercedes #17 con Maxime Martin tocca la Ferrari #51 con Alessio Rovera che non può evitare il contatto e innesca una carambola in cui restano coinvolte molte macchine soprattutto tra i protagonsiti che partivano davanti.
Viene chiamata la Safety Car per rispristinare ordine e permettere ai commissari di togliere le macchine dalla prima curva. Tra le vetture fuori gara dopo pochi secondi ci sono, oltre le due citate: la Ford #64 che partiva dalla pole, l’altra Ford #65, la Porsche di Lionspeed GP #80, la Porsche #10 di Boutsen VDS e la Mclaren #59 di Garage 59.
La BMW di Valentino Rossi era uscita indenne dal caos di curva 1, ma in seguito mentre rientrava ai box la vettura #46 si è fermata per un problema alla frizione.
La BMW #46 WRT di Valentino Rossi (© gtworldchallengeeu.com)
Alla ripartenza dopo la neutralizzazione è la Mercedes #17 a partire davanti a tuttiu, seguita dalla AMG GT3 #48 e dalla Porsche #3 di Boutsen VDS con Picariello alla guida.
Penalità per la Mercedes #17 di Maxime Martin
Alla vettura leader viene data una penalità per la responsabilità nell’incidente al via. La Mercedes di Martin dovrà scontare 3 minuti di stop&go al prossimo pit stop.
La prima ora della 3 Ore di Monza ha regalato i primi scossoni strategici. I team hanno affrontato le prime soste obbligatorie in una fase di gara resa caotica dai primi ritiri eccellenti.
Poco dopo la Mercedes #111 è stata protagonista di un’improvviso stop lungo il tracciato. La direzione gara ha neutralizzarto immediatamente la gara con il regime di Full Course Yellow. Questo ha favorito le scuderie che dovevano ancora smarcare il primo pit-stop.
Nello stesso momento, i meccanici del team Tresor Attempto hanno dovuto alzare bandiera bianca. L’Audi #99 ha infatti ufficializzato il ritiro a causa dei troppi danni riportati nella prima parte di gara.
I problemi tecnici hanno colpito anche la Mercedes #3, costretta a tornare ai box. I meccanici hanno lavorato a lungo sul passaruota anteriore destro, rimandando la vettura in pista ormai staccata in trentanovesima posizione.
Davanti a tutti la leadership è passata provvisoriamente nelle mani di Maro Engel sulla Mercedes #48 MANN-FILTER, prima della sosta per il cambio pilota in favore di Luca Stolz. Al termine della prima girandola di soste, Charles Weerts ha riportato in testa la BMW #32 del Team WRT.
2° Ora: Safety Car e Full Course Yellow accendono la lotta per il podio a Monza
L’ultima neutralizzazione ha spinto la BMW #32 del Team WRT a effettuare la quarta sosta ai box, perdendo la momentanea seconda posizione. Al rientro della Safety Car, la bandiera verde ha scatenato subito i protagonisti. Augusto Farfus, sulla BMW #98, ha tentato un attacco aggressivo sulla Aston Martin #34 di Day, ma il pilota inglese ha difeso con i denti il terzo posto. Nel frattempo, la Mercedes #17 si è definitivamente ritirata.
Lorenzo Patrese è stato autore di un testacoda alla prima variante sulla sua Ferrari #74 del team Kessel. Poco dopo, la direzione gara ha esposto un Full Course Yellow a causa dell’uscita di pista della Mercedes #3 di Verstappen Racing alla Variante Ascari. L’interruzione è durata pochissimo e ha permesso la ripresa immediata delle ostilità.
La sfida al vertice e i leader delle classi Silver e Bronze
La bandiera verde ha visto Dorian Boccolacci scatenarsi al volante della Porsche #2 di Boutsen VDS. Il pilota francese si è portato a soli sette decimi dalla leadership di Luca Stolz, al comando sulla Mercedes #48 MANN-FILTER.
Fitz-Simons, sulla McLaren #23, ha ripreso la Porsche di Boccolacci, blindando la prima posizione provvisoria nella classe Silver Cup. Nello stesso momento, la BMW #991 di Paradine Competition ha preso il comando della classe Bronze.
Nel finale di questa frazione, i team hanno iniziato la seconda girandola di pit-stop: Sean Gelael è sceso dalla Ferrari #50 di AF Corse per lasciare il sedile a Lilou Wadoux.
L’ultima ora e mezza della 3 Ore di Monza si è aperta con una serie di colpi di scena che hanno stravolto la griglia e le strategie dei team. I numerosi ritiri e le neutralizzazioni hanno rimescolato i valori in campo nel Tempio della Velocità.
La Porsche di Razoon finisce nella ghiaia e stravolge le strategie della classe Pro
Un errore della Porsche #914 del team Razoon ha innescato una reazione a catena fondamentale per le sorti della corsa. La vettura austriaca è finita in testacoda alla prima curva di Lesmo, rimanendo bloccata nella via di fuga in ghiaia. La direzione gara ha risposto immediatamente stabilendo il regime di Full Course Yellow per permettere il recupero dell’auto in sicurezza, seguito poi dall’ingresso della Safety Car.
La neutralizzazione ha spinto i leader della corsa ad affollare la corsia dei box per l’ultimo cambio pilota. La BMW #32 del Team WRT ha effettuato una nuova sosta strategica, seguita a ruota dalla Porsche #2 del team Boutsen VDS affidata fino a quel momento a Dorian Boccolacci.
Il team leader della gara ha richiamato la Mercedes #48 MANN-FILTER. Luca Stolz ha così ceduto il sedile a Lucas Auer, incaricato di difendere la prima posizione fino al traguardo. Al termine della girandola dei pit-stop, la bandiera verde ha ridato ufficialmente il via alle ostilità in pista.
Intanto sul finire della terza ora la Lamborghini #96 si porta sul podio della categoria Pro in terza posizione. Anche in classe bronze la Ferrari #74 occupa il terzo posto con Patrese alla guida. La vettura guidata dal figlio d’arte è autrice di una solida rimonta dopo il testacoda all’inizio della prima ora.
Gran ritmo della Ferrari #71 in Gold Cup che invece è leader della categoria. La Ferrari 296 GT3 Evo guidata da Schandorff è seguita da vicino dalla BMW 998 e dalla McLaren #58.
Selected Car Racing, Ferrari 296 GT3 Evo – Gold Cup (© gtworldchallengeeu.com)
3° Ora:
L’inizio dell’ultima ora ha visto scatenarsi Jordan Pepper al volante della BMW #32 del Team WRT. Il sudafricano ha imposto un ritmo eccezionale, scavando un secondo di vantaggio sulla Porsche #2 del team Boutsen VDS affidata a Dorian Boccolacci.
Subito dopo si è accesa una spettacolare battaglia per la seconda posizione assoluta. La McLaren #23 di Dorr, leader provvisoria della classe Silver Cup, ha infatti messo sotto pressione la stessa Porsche di Boccolacci. Nel frattempo, la Mercedes #48 “Mamba” è scivolata in ventesima posizione.
Il momento decisivo si è consumato a 48 minuti dalla bandiera a scacchi, quando sia la BMW leader sia la Porsche inseguitrice sono rientrate contemporaneamente nella corsia dei box. Nei rispettivi equipaggi sono saliti a bordo Kelvin van der Linde e Morris Schuring.
I meccanici del Team WRT hanno effettuato un lavoro perfetto; la BMW #32 è infatti rientrata in pista davanti alla Porsche #2 per una frazione di secondo, blindando la prima posizione virtuale della corsa. Nello stesso momento, Marco Mapelli ha portato la Lamborghini #96 fino al tredicesimo posto assoluto, prima di imboccare la corsia box per la quinta sosta della sua tormentata gara.
Strategie al limite nel finale: i calcoli di McLaren e la minaccia dell’Audi di Tresor
I muretti dei box hanno iniziato a fare calcoli complessi per gli ultimi trenta minuti di gara. La BMW #32 ha dovuto gestire un distacco di 1’20” dalla McLaren #23 di Dorr, che non aveva ancora completato la sua sosta. La vettura inglese ha cullato così il sogno di poter rimanere virtualmente davanti al leader dopo il proprio pit-stop.
L’incognita maggiore per il podio finale è arrivata però dalla strategia alternativa dell’Audi #66 del team Tresor Attempto. Avendo già smarcato tre soste regolari, l’equipaggio ha dovuto pianificare soltanto una brevissima fermata obbligatoria per azzerare il tempo limite dello stint. Questa mossa lampo ha permesso all’Audi di gravitare minacciosamente in terza posizione assoluta.
Il finale della 3 Ore di Monza si è trasformato in un vero e proprio thriller strategico e agonistico. Una serie di colpi di scena ravvicinati ha completamente stravolto la classifica proprio a pochissimi minuti dalla bandiera a scacchi.
Fumo e detriti a Monza: il doppio colpo di scena che congela la corsa
La gara si è letteralmente infiammata a 23 minuti dal termine. La McLaren #44 è finita violentemente contro le barriere nel tratto compreso tra le due curve di Lesmo. Nello stesso identico momento, la Mercedes #222 ha accusato la rottura del motore in fondo al rettilineo principale, inondando la pista di fumo.
La direzione gara ha risposto immediatamente esponendo il regime di Full Course Yellow. Questa neutralizzazione ha spinto quasi tutte le squadre a rientrare nella corsia dei box per l’ultima sosta lampo, necessaria ad azzerare il tempo limite dello stint regolamentare. Tra queste, anche la McLaren #23 del Team RJN guidata da Dorr ha abbandonato momentaneamente la pista per la sua sosta.
Le interruzioni hanno spinto i commissari a fare entrare la Safety Car, congelando le posizioni e azzerando i distacchi tra i leader. L’Audi #66 del team Tresor Attempto è salita al comando della corsa, seguita dalla Mercedes #87 e dalla McLaren #23 del Team RJN. In quarta posizione è clamorosamente rientrata in gioco la Mercedes #48 “Mamba”, protagonista di una rimonta pazzesca dopo le sfortune della seconda ora.
Ripartenza da brividi: la Mercedes “Mamba” artiglia il podio nel finale
La bandiera verde a soli sei minuti dal termine ha scatenato la volata finale nel Tempio della Velocità. Dienst ha tentato subito un attacco aggressivo all’esterno nel tentativo di superare la vettura gemella, la Audi #88 guidata da Riccardo Mazzola. Il pilota italiano ha però risposto da campione, sbarrando la strada all’avversario e difendendo la traiettoria interna.
Subito dietro ai primi due si è scatenata la furia della Mercedes #48 “Mamba”. Sfruttando alla perfezione le indecisioni dei rivali lungo i cordoli della prima variante, la vettura tedesca ha completato un sorpasso magistrale. Guadagnando una posizione cruciale, la #48 è salita così sul terzo gradino del podio virtuale, infiammando il pubblico presente sulle tribune di Monza a pochissimi giri dalla conclusione.
Nuovo caos alla seconda variante: la Safety Car decide la corsa nel finale
A soli quattro minuti dalla conclusione, un altro durissimo incidente ha scosso l’Autodromo Nazionale di Monza. Una carambola alla seconda variante ha costretto al ritiro immediato la Mercedes #87 del team Winward e altre vetture, rimasta ferma in traiettoria. La direzione gara ha fatto entrare nuovamente la Safety Car per congelare le posizioni.
La dinamica dell’incidente mostra la BMW #32 del Team WRT ha infatti tamponato la Porsche #97. L’impatto ha innescato una reazione a catena che ha pesantemente coinvolto anche la AMG GT3 #87 di Winward e la Audi #25 di Sainteloc.
La gara si è chiusa sotto regime di Safety Car con la storica vittoria della Audi #66 del team Tresor Attempto, della categoria Silver. L’equipaggio ha conquistato così il primo storico successo assoluto per la squadra nell’Endurance Cup. Si tratta di un risultato memorabile per il GT World Challenge: per la prima volta in assoluto, una vettura iscritta alla Silver Cup è riuscita conquistare la vittoria generale.
Il podio assoluto di Monza ha visto una griglia finale totalmente rivoluzionata. Il secondo posto è andato alla rediviva Mercedes #48 “Mamba”, autrice di una rimonta clamorosa dopo le difficoltà della parte centrale di gara. Il terzo gradino del podio è stato invece artigliato dalla McLaren #555, che ha completato così una top 3 inedita per il Tempio della Velocità.
Solido ottavo posto per la Lamborghini Temerario GT3 di Rutronik, che ha portato a casa una ottima top ten. Per Ferrari invece sono arrivate due vittorie nella Bronze Cup con la #74 di Kessel Racing e nella Gold Cup con la 296 GT3 Evo #71 di Selected Car Racing.
#74 Kessel Racing, Ferrari 296 GT3 Evo – Bronze Cup (© gtworldchallengeeu.com)
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