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La Virtus combatte fino alla fine e supera l’ostacolo Torino: 82 -79

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VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – FIAT TORINO  82 – 79 (26-15;44-42;61-58)

 

Virtus Segafredo: Punter 16, Pajola 3, Taylor 12, Baldi Rossi 5, Cappelletti 3, Kravic 8, Aradori 18, Berti n.e., M’Baye 10, Cournooh 2, Qvale 5. All. Sacripanti

Fiat: Wilson 9, Rudd 5, Anumba n.e., Carr 15, Poeta 15, Delfino 7, Cusin 8, Taylor 10, Jaithe 10, Portannese, Stodo n.e.. All. Larry Brown

Arbitri: Sardella, Paglialunga, Borgo

Tiri liberi: BO 13/18; TO 14/18

Rimbalzi: BO 38; TO 37

Falli: BO 18; TO 17

Tiri da 2: BO 18/37 ; TO 28/54

Tiri da 3: BO 11/28; TO 3/13

La partita di oggi al PalaDozza si preannuncia interessante sia per verificare lo stato di forma delle due formazioni, la Virtus Segafredo e la Fiat, che dovrebbero dare vita a una gara molto combattuta, che, soprattutto, perché giunge a Bologna un vero mito, Larry Brown, un pezzo non piccolo della storia della pallacanestro, giunto ad allenare i torinesi in modo in parte sorprendente. In palio c’è dunque buona parte della credibilità delle due squadre, nel percorso abbastanza complesso che dovrebbe concludersi con l’accesso o meno alle FinalEight.

Inizio con tanto Aradori, comunque, ma un po’ tutta la Virtus comincia a banchettare, per cui al sesto minuto Brown è costretto al primo time out, su un eloquente 20-7: l’atteggiamento dei suoi è davvero molto arrendevole, che è la cosa che meno vorrebbe vedere un allenatore. Al rientro, tuttavia, è subito rubata e canestro di Punter. Non poteva però continuare, e in effetti è presto uno 0-8 frenato dalla tripla dell’ormai solito Aradori. Alla prima sosta è peraltro 26-15: da una parte una difesa imbarazzante, dall’altra un attacco mortifero che fa polpette della svagatezza dei torinesi.

La musica si fa diversa nel secondo quarto. La Fiat trova più concretezza, i bianconeri si impappinano e poco alla volta Torino si fa pericolosamente sotto. A due minuti e mezzo dall’intervallo arriva al -5, e a 1’22” Sacripanti ferma il gioco sul 42-37. Al rientro è un po’ un caos, palle perse, stoppate, ma la tendenza resta la medesima di questa fase della gara, con la tripla di Poeta che sancisce il -2: 44-42 per la Virtus, in pratica è tutto da rifare (che è poi ciò di cui si preoccupava Sacripanti già in conferenza stampa, quando avvisava che la partita non sarebbe mai morta prima della sirena finale)

La tripla di Taylor riapre i giochi, ma un inopinabile tap in di Poeta dimostra che ora a rimbalzo, in difesa, qualcosa non va in casa Virtus; il cuore bianconero non impedisca al play della Fiat di far del male a questa Segafredo, e con un due su due ai liberi riporta i suoi sotto di un solo punto. Ormai è chiaro quale partita si stia profilando, un nervoso punto a punto dove vincerà chi avrà sbagliato meno. Il sorpasso avviene a 3’ dalla fine del periodo, su un rimbalzo d’attacco di Jaiteh. Rintuzza immediatamente M’Baye con canestro e libero, prima di sbagliare un rigore ma soprattutto della tripla di Pajola che detta il nuovo +5, 59-54. L’alley-oop di Taylor per Kravic fa esplodere il palazzo, tuttavia ancora un rimbalzo in attacco permette ai gialloblu di stare sempre lì. Alla sirena, è 61-58.

L’ultimo quarto riparte in modo abbastanza inatteso, con La Segafredo che vorrebbe riprendere il volo portandosi 69-62. Ci pensa Delfino, con la tripla, a stopparla, ma anche Punter vuole dire la sua, riuscendoci. Non c’era peraltro da illudersi, la partita torna sugli standard precedenti. È Poeta che continua a trascinare i suoi, coi suoi punti, gli assist, la sua energia sia in attacco che in difesa, fino al -1 sul 74-73 a tre minuti dalla conclusione. A 1’29” time out di Torino quando si è sul 78-75. La Virtus ha sbagliato qualche libero di troppo, la Fiat può giocarsela ancora, come previsto, fino alla fine. Il pressing bianconero frena l’attacco Fiat, Taylor trova la tripla a 40” dalla conclusione che potrebbe mettere gli avversari in ginocchio, ma no: Aradori si trova a 8” a sbagliare un libero su due, con la Segafredo adesso avanti di due. I tre punti di vantaggio dunque non bastano, Aradori commette fallo, Torino va a una rimessa che genera la possibilità della tripla del pareggio: Delfino la sbaglia, dall’angolo, e la Segafredo vince una ennesima guerra, in un campionato che, ormai è evidente, più equilibrato di così non potrebbe essere.

Torino non ha giocato benissimo, è squadra ancora tutta da rifinire, visti i continui cambi di roster e i molteplici infortuni subiti, ma sarà da giudicare a fine campionato, per capire quanto delle sue grandi potenzialità sarà riuscita ad esprimere. Da segnalare le buone prove di Poeta e Carr, ma l’impressione è che molti dei suoi siano ancora sottodimensionati nel rendimento. La Virtus ha vinto, ha confermato di avere carattere, di saper portare a casa questo genere di partita, di essere, soprattutto squadra, che è poi quello che i tifosi sperano di vedere in questa fase, in attesa degli sviluppi futuri.

Qui il link per le dichiarazioni di Sacripanti a fine partita: https://www.youtube.com/watch?v=uvLM_FrxzfM

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