Virtus Bologna
I più presenti 8) Piero Valenti
Piero Valenti è ottavo nella classifica dei più presenti a referto in gare ufficiali nella storia della Virtus con 375 presenze
Piero Valenti raccontò così uno dei momenti più alti della sua carriera: “Quando Jim McMillian si ruppe il ginocchio alla vigilia del grande appuntamento europeo di Strasburgo, Nikolic mandò in campo me. Fu una sorpresa, io che ero sempre stato un cambio mi trovai all’improvviso nel quintetto di partenza in una finalissima di Coppa dei Campioni”.
Piero Valenti prodotto del vivaio bianconero
Le parole sono di Piero Valenti che, come tutta la Virtus, avrebbe meritato di vincere quel trofeo. Avrebbe arricchito una bacheca personale comunque già vastissima. Valenti, cresciuto nel vivaio bianconero, c’era nella Coppa Italia 1974 quando a soli 18 anni segnò due punti nella finale. In quella stagione era nella formazione juniores, ma fu aggregato alla prima squadra in qualche occasione, sia in campionato sia in coppa. C’era l’anno dopo quando fece il suo esordio in Europa giocando la Coppa delle Coppe. C’era nel 1976, quando le V nere vinsero lo scudetto dopo vent’anni. L’anno dopo giocò con il tricolore sul petto un campionato che la Sinudyne concluse al secondo posto.
In prestito alla Fortitudo
Piero Valenti andò poi un anno in prestito alla Fortitudo. Tornò poi per vincere due scudetti consecutivi, nel 1979 e 1980. Ci fu poi la splendida cavalcata in Coppa dei Campioni con quel finale amaro. In quello stesso anno, una Virtus decimata dagli infortuni raggiunse anche la finale scudetto. Fu proprio Piero, al Palasport, a decidere gara due contro Varese, con due tiri liberi, dopo che la Virtus aveva vinto in trasferta dopo due supplementari. Valenti andò poi per due stagioni in prestito a Trieste. Tornò ancora una volta alla Virtus e in quella stagione i bianconeri conquistarono lo scudetto della stella e la Coppa Italia. Tanto bastò per attaccargli l’etichetta di portafortuna.
Il ricco palmares di Piero Valenti
Quattro scudetti, due Coppe Italia, una finale di Coppa dei Campioni e altre due finali scudetto. Trofei che costituiscono un bottino che certifica Valenti come giocatore di assoluta affidabilità. Ha vestito le maglie numero cinque e sei, e ha sempre fatto il cambio del playmaker numero quattro, da Albonico a Brunamonti, passando per Caglieris, cercando di sostituirli al meglio quando era chiamato in causa, o di affiancarli nei secondi finali di gare incandescenti, quando c’era da gelare il pallone e conservare il vantaggio. Come successe quando la Virtus vinse il decimo scudetto, il 27 maggio 1984, quando entrò sul più uno a dieci secondi dalla fine. Il 1984/85 fu il suo anno più deludente in Virtus, con una squadra stanca e acciaccata, che non sopportò bene il doppio impegno Campionato-Coppa dei Campioni. A 29 anni lasciò Bologna, con un curriculum invidiabile. Giocò ancora molte stagioni a Firenze, fino al 1991.
I suoi numeri in Virtus
In Virtus 686 punti in 375 gare, spalmate in nove stagioni (nel 1972/73, anno in cui militava nella formazione cadetti, giocò in prima squadra solo gare amichevoli). Vanno ricordati i sedici punti segnati da Piero Valenti il 2 novembre 1980 nella vittoria contro la Pintinox Brescia, 111-80; i tredici rifilati all’Eldorado Roma, sconfitto 121-85, il 24 febbraio dello stesso anno, nell’ultima giornata della fase regolare, ma soprattutto i nove segnati a Pesaro, tre giorni dopo la finale di Strasburgo, in gara uno dei quarti di finale playoff, quando la Virtus vinse 84-83 e gli otto di due settimane dopo, nella semifinale già citata contro Varese in cui Valenti fu il match winner. E in Europa i dieci segnati al Partizan, in Coppa Korac il 27 gennaio 1976, quando vincendo 98-75 la Virtus, con Caglieris assente, vinse il girone ribaltando il meno 17 di Belgrado e approdò alle semifinali.
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