Bologna FC
Bellucci: «Bologna, servono pazienza e guardia alta o ti metterai in una situazione pericolosa»
L’ex rossoblu avverte la squadra: per ora non c’è da preoccuparsi, ma serve attenzione fin da subito per evitare situazioni spiacevoli
Sarà difficile, perché la rosa del Bologna è di qualità e l’allenatore, con i dovuti tempi tecnici, si sta ambientando molto bene. Però in città c’è chi già parla di uno scenario in cui i rossoblu potrebbero soffrire per tutta la stagione dovendo lottare per la salvezza.
Non siamo di certo noi i primi a parlare di questo mercato come di un’opera di ridimensionamento ma, anche se Tedesco firmerebbe per il decimo posto, uno scenario tale appare quantomeno complicato. Le difficoltà iniziali sono quasi naturali, dovute a diversi cambiamenti. Sarà difficile riproporre un campionato simile a quello delle stagioni precedenti? Sicuramente. Però non vuol dire che dare i rossoblu per spacciati sia corretto, anzi. Il doppio ex di Bologna-Napoli Claudio Bellucci ce lo spiega con chiarezza, spiegando al contempo i rischi che la squadra potrebbe affrontare.
Una retrocessione fuori da ogni logica
«Quando cambi allenatore e prendi uno come Tedesco devi sapere che ci sarà un periodo di assestamento. Ma anche che se serve tenere la guardia alta, perché se ti trovi in zone di classifica a cui il Bologna non è abituato ti metti in una situazione pericolosa». Queste sono state le prime parole per Luca Bortolotti di Repubblica dell’ex rossoblu Bellucci, uno che sa di cosa parla perché l’incubo lo ha vissuto lui nel 2005.
Piccoli e Dovbyk in Bologna vs Lazio (@Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)
«Mancammo la Champions di un soffio quando la Serie A era del campionato più difficile d’Europa. Poi arrivò una retrocessione fuori da ogni logica: finimmo a giocare lo spareggio mentalmente morti», ha ricordato l’ex bomber romano. Insomma, fiducia nella nuova linea sì, ma i giocatori devono essere concentrati e tranquilli fin da subito.
Il Bologna di oggi
Da bomber a bomber, Bellucci è convinto delle doti di Piccoli, ma avvisa che andrebbe usato per far salire la squadra e non come valvola di sfogo per lanci disperati. Pazienza è la parola d’ordine del classe ’75, sia in campo per le nuove scelte tattiche sia fuori, perché le lamentele dei tifosi si sono fatte sentire. I felsinei, però, «lavorando bene possono arrivare davanti a chi ha strapotere economico, e già ci sono riusciti in questi anni».
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