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Bologna, ancora una volta una stazione di passaggio

Il vero grande insoddisfatto è solo uno, il popolo bolognese, che dovrà fare i conti con la triste evidenza: Bologna resta una fermata di passaggio

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Vincenzo Italiano, bologna notizie (© Damiano Fiorentini)
Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

La separazione tra il Bologna e Vincenzo Italiano è l’epilogo inevitabile e naturale. Tutto presagiva una decisione di questo tipo: stando ai presupposti, quella dei saluti era l’unica strada percorribile. Un anno di contratto non è bastato per convincere il tecnico: ormai Casteldebole gli stava stretta, per non parlare dell’incertezza di una terza stagione senza coppe e con una rosa in fase di ristrutturazione.

Italiano saluta Bologna: è la miglior scelta per entrambi?

Come scrive Gianmarco Marchini su Il Resto del Carlino, col senno di poi la separazione è comoda a entrambi, anche per la stessa società. Gli uomini rossoblù hanno ribadito più volte quanto fosse loro intenzione proseguire con Italiano sulla panchina, ma senza di lui si alleggerisce il bilancio di tre milioni. Persino quel “obbligo” morale di impegnarsi con la piazza viene meno, ecco perché i più scontenti sono proprio i tifosi.

La distanza tra le due parti era cresciuta a vista d’occhio nelle ultime due settimane. La società non ha affatto gradito l’incontro tra Italiano e De Laurentiis, ne tanto meno la sua gestione, soprattutto se si considera che l’entourage del tecnico ha invece temporeggiato per incontrare il Bologna. Strappi netti e irrecuperabili che hanno trasformato l’incontro di ieri in un addio.

Chi prenderà le veci di Italiano?

Ora tocca al club decidere chi prenderà l’eredità di Vincenzo Italiano. Probabilmente un allenatore con meno esigenze, meno pagato, ma non per questo meno adatto o competente. E Italiano? L’obiettivo è quello di una panchina più blasonata: sicuramente non il Napoli di De Laurentiis, che con un colpo dei suoi ha fregato tutti scegliendo Max Allegri.

Bologna, ancora una volta una tappa di passaggio

Il vero grande insoddisfatto è solo uno, il popolo bolognese, che dovrà fare i conti con la triste evidenza: Bologna resta una stazione di passaggio. Sicuramente migliorata negli anni, certamente più appetibile, ma comunque di passaggio. Non finisce il mondo, ma l’addio di Italiano è un altro passo indietro dopo quello fatto con Thiago Motta. Un’occasione persa? Lo dirà solo il tempo.

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