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Bologna, dalla Cremonese a Cremona: come è cambiata la stagione rossoblù

Dalla sfida persa all’andata contro i grigiorossi alla rinascita europea: i tanti volti dell’annata della formazione rossoblù tra crisi profonda, rivoluzione tattica e sogni europei.

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Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna (©Damiano Fiorentini)
Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

Quattro mesi per cambiare il mondo. Da Bologna-Cremonese a Cremonese-Bologna, la stagione della squadra di Vincenzo Italiano è cambiata, si è rivoluzionata. E tutto è partito proprio da quella gara disgrazia di inizio dicembre, quando Vardy e compagni hanno fatto vedere i sorci verdi ai rossoblù.

Da quel momento, la squadra del tecnico di Karlsruhe non è stata più la stessa. Appena tre punti raccolti nelle successive sette gare, frutto di tre pareggi e quattro sconfitte. Una sfilza di risultati talmente negativi da non sembrare nemmeno veri. Una crisi che ha sconvolto il Bologna, ma che dall’altra parte ha visto la Cremonese mettersi in guai ben peggiori di quelli rossoblù.

I numeri dei quattro mesi bui

In quel momento di esaltazione, la sconfitta contro la Cremonese per il Bologna e i suoi tifosi sembrava un incidente di percorso. Anche perché tra un risultato deludente e l’altro occorsi in campionato in Supercoppa le cose erano andate bene e contro il Celta Vigo in Europa League era arrivato un bel successo in rimonta.

Niente di più illusorio. Il Bologna ha impiegato mesi a rialzare la testa almeno nei nostri confini. La media punti in Serie A è crollata da 2 di media a partita nelle prime dodici gare, a uno nelle successi successive diciotto. La squadra non ha quasi più vinto al Dall’Ara, incassando 7 ko da inizio 2026.

L’Europa e il cambio modulo

Nel frattempo, per Italiano e i suoi ragazzi è arrivata anche l’eliminazione in Coppa Italia per mano della Lazio. Un colpo durissimo da digerire, da cui però il Bologna ha tratto la forza per ripartire. Perlomeno fuori dal campionato. In Europa League le cose, bene o male, hanno funzionato.

I rossoblù hanno comunque conquistato i playoff, sfiorando l’accesso diretto agli ottavi. Poi hanno eliminato il Brann e compiuto l’impresa con la Roma. Ma prima, è stato necessario che Italiano derogasse alle sue idee sulla composizione tattica del Bologna, che è passato dall’offensiva 4-2-3-1 al 4-3-3. Una scelta dettata anche dal mercato, che ha portato via Fabbian e regalato Sohm, più adatto a giocare come mezzala che come trequartista.

Insomma, una rivoluzione che ha cambiato i connotati di un’annata che, oggi, vede un Bologna comunque tra le migliori otto dell’Europa League. In attesa della doppia sfida all’Aston Villa.

fonte: Il Resto del Carlino

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