Bologna FC
Bologna, missione Dall’Ara per il nuovo tecnico
Il problema del rendimento interno pesa sulla stagione: solo 22 punti e 19 gol al Dall’Ara. Il nuovo tecnico dovrà invertire la rotta tra le mura amiche.
L’addio di Vincenzo Italiano non nasce da un solo motivo, ma tra gli aspetti che hanno inciso maggiormente c’è sicuramente il rendimento interno del Bologna nell’ultimo campionato. Se in Europa League il percorso dei rossoblù è stato di altissimo livello, fermato soltanto dalla squadra che poi ha conquistato il trofeo dominando la competizione, in Serie A il cammino al Dall’Ara si è trasformato con il passare dei mesi in un problema sempre più evidente.
Fuori casa il Bologna ha spesso mantenuto identità e compattezza, mentre davanti ai propri tifosi la squadra ha perso brillantezza e continuità, alimentando malumori e contestazioni.
Dall’Ara, l’inizio aveva acceso l’entusiasmo
Eppure il campionato era partito nel migliore dei modi proprio grazie alle gare casalinghe. Nelle prime sei giornate il Bologna aveva conquistato tre vittorie interne contro Como, Genoa e Pisa, mentre lontano da casa erano arrivate le sconfitte con Roma e Milan e il pareggio di Lecce. Il primo rallentamento era stato lo 0-0 contro il Torino, ma il vero momento simbolico della prima parte di stagione era arrivato il 9 novembre, con il prestigioso successo per 2-0 contro il Napoli, probabilmente una delle migliori prestazioni della gestione Italiano.
Da lì, però, qualcosa si è inceppato. La sconfitta contro la Cremonese dell’1 dicembre ha aperto una lunga serie negativa: sette partite consecutive senza vittorie al Dall’Ara. In quel periodo i rossoblù hanno perso contro Juventus, Atalanta, Fiorentina, Milan e Parma, raccogliendo soltanto un pareggio contro il Sassuolo dopo essersi fatti rimontare.
Nemmeno il successo sofferto con l’Udinese, deciso dal rigore di Bernardeschi, è riuscito a cambiare l’inerzia. Poco dopo sono infatti arrivate altre sconfitte contro Verona e Lazio, seguite dal ko con la Roma e dal pareggio contro il Cagliari. Solo nel finale il Bologna ha ritrovato qualche segnale positivo, come nella sfida terminata 3-3 contro l’Inter.
I numeri del Dall’Ara spiegano la crisi
Guardando esclusivamente alle gare interne, il Bologna avrebbe chiuso il campionato al quattordicesimo posto. I numeri raccontano bene le difficoltà della squadra: 22 punti conquistati con 6 vittorie, 4 pareggi e ben 9 sconfitte. Peggio hanno fatto soltanto Verona e Pisa per numero di ko casalinghi.
Anche dal punto di vista offensivo il dato è stato deludente. Le reti segnate al Dall’Ara sono state appena 19 in 19 partite, una media troppo bassa per una squadra che nelle ultime stagioni aveva costruito le proprie fortune proprio sulla capacità di dominare in casa. I gol subiti sono stati 23, numeri lontani da quelli delle squadre di vertice, ma è soprattutto la produzione offensiva ad aver pesato sull’andamento della stagione.
Il confronto con il campionato precedente rende ancora più evidente il calo: nella scorsa stagione i rossoblù avevano ottenuto 15 punti in più davanti al proprio pubblico, segnando 33 reti e subendone soltanto 18. Un divario netto, che spiega bene perché l’entusiasmo attorno alla squadra sia progressivamente diminuito.
Un passo indietro rispetto agli ultimi anni
Come riportato da “Più Stadio“, nell’articolo di Davide Centonze, per ritrovare un rendimento così basso in casa, bisogna tornare alla stagione 2017-2018, l’ultima con Roberto Donadoni in panchina. Anche allora il Bologna raccolse 22 punti interni con lo stesso bilancio tra vittorie, pareggi e sconfitte, pur segnando qualche gol in più.
L’unico dato peggiore dell’era Saputo resta quello della stagione 2015-2016, iniziata con Delio Rossi e conclusa con Donadoni. In quell’annata i rossoblù ottennero 20 punti casalinghi, con 5 vittorie, 5 pareggi e 9 sconfitte.
Nonostante il percorso europeo e la qualità di gioco mostrata in molti momenti della stagione, il rendimento al Dall’Ara ha inevitabilmente pesato sul giudizio complessivo. Alcune scelte di Italiano non hanno portato i risultati sperati e i tentativi di correggere la rotta non sono bastati per invertire la tendenza. Toccherà ora al nuovo allenatore riportare il Bologna a fare del proprio stadio un punto di forza. Perché negli ultimi anni le migliori stagioni rossoblù sono sempre passate da lì: dalla capacità di trasformare il Dall’Ara in un vero fattore.
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