Bologna FC
Bologna, Darmian e la possibile conferma: chi ha un’idea migliore?
La possibile conferma di Darmian ha smosso la pancia dell’ambiente, tra decisioni passate e situazione attuale: c’è molto di più, però, da valutare, e con il senno di poi…
Le indiscrezioni stanno prendendo una forma concreta. Si parla del Bologna, ovviamente, e della possibile presa di Matteo Darmian come sostituto di Emil Holm, costretto all’operazione per l’infortunio rimediato con la nazionale svedese. Come il momento attuale dei Rossoblù sembra imporre, questo possibile e momentaneo innesto ha creato un sacco di polemiche. L’età, le alternative…per un giocatore che, attualmente, è “in prova” e che viene da un esperienza che definire vincente è forse poco. Non basta questo, ovvio: le situazioni, però, vanno valutate per quelle che sono nella realtà.
Darmian al Bologna: quale sarebbe l’apporto?
Diretti, senza fronzoli. Se Matteo Darmian – attualmente sbarcato sotto le Due Torri per lavorare agli ordini di Raffaele Palladino, ma non ancora messo sotto contratto dai Rossoblù – diventasse un giocatore del Bologna, cosa potrebbe dare a questa squadra? La carta d’identità ovviamente non gioca a suo favore: 2 dicembre 1989, tra qualche mese 37 anni. C’è tanto altro, però: senza “esaltare”, ovviamente, ma guardando nel concreto.
Un giocatore che ha giocato per sei anni nell’Inter e apprezzato da gente che ha vinto al comando e con lui, spesso, in campo: Antonio Conte, Simone Inzaghi e Cristian Chivu. Ecco, “vinto”: e già questo, visto l’oggi del Bologna, porterebbe dell’esperienza nei momenti difficili, come quello che si sta vivendo. Per rialzare la testa. Però, c’è il campo. Darmian, nell’effettivo, è un giocatore che può giocare come braccetto nella difesa a tre e, volendo, come esterno sulla fascia: in una parola, duttile. Vero, ha 36 anni, quasi 37. Ma non è di certo l’ultimo della lista: l’essere svincolato è dato proprio dall’anagrafica, non dalle qualità. Con il solo Zortea e un De Silvestri impiegato come “terzo” proprio contro il Torino, probabilmente Palladino ha bisogno davvero di un’altra pedina, se Holm ne avrà per molto.
Al 29 di settembre, all’improvviso, chi avrebbe fatto di meglio?
Un dramma, che non è un dramma, il presunto arrivo di Matteo Darmian. “Presunto“, innanzitutto: il classe ’89 si allenerà a Casteldebole con il Bologna, si, ma sarà Palladino, appunto, ad avere l’ultima parola: se lo riterrà idoneo, e se soprattutto Emil Holm potrà tornare prima del previsto – ma qui l’idea ancora non la si ha, visto che non c’è stata ancora l’operazione. Già due “se”. E non per sminuire il giocatore, anzi: perché è questa la realtà, e cioè che il Bologna non ha dato la certezza assoluta nemmeno allo stesso Darmian.
E poi c’è, appunto, la situazione: il Bologna, per una partita a settimana – tranne con la Coppa Italia di mezzo – aveva valutato, con il precedente allenatore, che Holm, Zortea e De Silvestri potessero bastare. Oggi l’allenatore è un altro, e le valutazioni possono essere diverse. Se, soprattutto, accade un evento sfortunato come la perdita per infortunio, e per un tempo ancora da definire, di uno dei primi due. Perché, successivamente, la domanda da porsi è: e se un altro tra lo stesso Zortea e De Silvestri si infortunasse? Altro problema. E non più ad inizio (relativamente) stagione. In molti propongono un giovane della Primavera: non c’è però il rischio di “bruciarlo”, in caso di necessità vera? Oltretutto, Palladino ha già visto, nella partitella in famiglia, i ragazzi della Primavera. E, probabilmente, li ha già valutati.
Ecco, c’è molto di più dietro a una situazione come quella che si è venuta a creare improvvisamente in casa Bologna. Perché, col senno di poi, basta anche solo pensare che gli stessi tre elementi erano i prescelti da Vincenzo Italiano, con una Europa League in più. Per cui, perché quest’estate, senza una competizione, si sarebbe dovuto pensare diversamente? Pensando, oltretutto, che il “progetto” era un altro, e non quello di ora? Se alla fine sarà Darmian, vuol dire che la dirigenza e l’allenatore avranno deciso che sarà utile alla causa. E, come al solito, ai posteri l’ardua sentenza.
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