Bologna FC
Bologna, Helland è quello che ci voleva: mentalità e forza fisica al servizio dei rossoblù
Il giovane difensore centrale norvegese ha colpito per attitudine e concentrazione nelle sue prime partite in maglia rossoblù
Aveva esordito nella spiacevole serata dell’11 febbraio, quando la Lazio usciva corsara dal Dall’Ara con al seguito la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia. Eivind Helland non ha più giocato per due mesi: grazie alla prima titolarità contro la Juventus, seguita da quelle con Roma e Cagliari, il giovane centrale norvegese ha mosso i primi passi nell’universo rossoblù.
Il titolo è volutamente provocatorio, ma sottintende alle caratteristiche che Helland ha dimostrato di possedere. Acquistato dal Brann per 7 milioni di euro durante il mercato di riparazione, il gigantesco difensore (1.96 m) ha trovato esordio e continuità nel campionato di serie A, in seguito ad un periodo di apprendistato; è arrivato a Bologna con alte aspettative e, contemporaneamente, rivestendo la figura dell’oggetto misterioso.
Le prime e ultime tre partite di Helland
Partiamo dall’ultima partita, quella di domenica, terminata con un pareggio a reti bianche contro il Cagliari. Helland era alla terza titolarità consecutiva e ha sfornato una prestazione eccellente. Le statistiche della sua partita recitano: quattro contrasti vinti su quattro, due intercetti, quattro chiusure difensive, un tiro bloccato, quattro recuperi, sei duelli a terra di cui quattro vinti, undici quelli aerei e in otto di questi ne è uscito da vincitore; a ciò si aggiunga un tackle da ultimo uomo e due falli, uno dei quali gli è costato il cartellino giallo.
Con la Roma, una settimana prima, in una difesa a tre, che ha segnalato l’intera difficoltà del reparto, Helland non è naufragato. Il giovane difensore ha vinto un contrasto su due, ha partecipato alla prestazione difensiva con un intercetto, tre chiusure difensive, due tiri bloccati, cinque recuperi e la totalità dei duelli, a terra e aerei, vinti.
Anche con la Juventus, all’esordio da titolare con il Bologna, Helland ha vinto il suo unico contrasto della partita, ha fatto registrare quattro chiusure difensive, ha bloccato un tiro, ha fatto quattro recuperi, ha vinto un duello su due a terra, e ne ha vinti tre su quattro aerei.
Queste statistiche possono dire tutto e niente. Il ragazzo ha colpito specialmente per la mentalità dimostrata; sfrontato, sicuro di sé e deciso nell’intervento. Al giovane difensore centrale va concesso tempo e vanno limitate le pressioni che potrebbero interessarlo. Il classe 2005, ha già debuttato con la nazionale maggiore, e potrebbe avere l’occasione di crescere ulteriormente se fosse convocato nella spedizione del Mondiale estivo.
L’attitudine alla fase difensiva, la concentrazione e la caparbietà, così come i tempi di entrata sulla palla garantiscono un talento in Helland.
Che il Bologna abbia trovato il difensore del futuro?
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