Bologna FC
Bologna, avanti con il 4-3-3: poche occasioni, più solidità difensiva
Il passaggio al 4-3-3 ha restituito solidità e continuità ai rossoblù: Freuler guida la nuova identità, mentre Odgaard cerca spazio in un sistema più prudente ma efficace
Il Bologna ha – finalmente – alzato il giro dei motori: tre vittorie nelle ultime tre contro Torino, Brann e Udinese. Questi successi, però, hanno tutti un minimo comune denominatore: il nuovo abito disegnato da Italiano, il 4-3-3. Un modulo più di contenimento e meno offensivo.
Una scelta chiamata dagli ultimi risultati: dopo la Supercoppa, il Bologna ha totalizzato soltanto due vittorie – Verona in campionato e Maccabi in Europa -fino ai quarti di Coppa Italia contro la Lazio. Ritrovare compattezza e solidità difensiva era la priorità, soprattutto considerando il bilancio gol fatti/subiti di -8. Adesso, Italiano sembra aver trovato la soluzione che possa regalargli almeno gli ottavi di Europa League.
Freuler in regia, Odgaard ai margini
Da Torino al match contro l’Udinese, Italiano ha svoltato tatticamente, mantenendo comunque un punto fermo: Remo Freuler. Lo svizzero è stato titolare in tutte e tre le occasioni, dettando i tempi di gioco e garantendo equilibrio tra le due fasi. Le altre due posizioni, invece, non hanno ancora dei padroni fissi. All’Olimpico Grande Torino sono partiti titolari Moro e Sohm, quest’ultimo sostituito da Ferguson contro il Brann. Nell’ultima giornata di Serie A, invece, l’allenatore di Karlsruhe ha puntato sulla fisicità di Pobega e dello svizzero.
Un sistema di gioco che ha finito per relegare ai margini Jens Odgaard. Abituato a giocare sulla trequarti, il danese avrà bisogno di qualche allenamento per adattarsi alle nuove richieste e strappare nuovamente una maglia da titolare. Ma Italiano non sembra preoccupato: «Jens non è stato dimenticato da nessuno.
Jens Odgaard (© Bologna FC 1909)
A Torino ha fatto addirittura il centravanti: pensate quanta fiducia posso riporre nei suoi confronti. In queste ultime due partite c’è stata bisogno di altro, ma uno con le sue caratteristiche può ricoprire tanti ruoli, anche la mezz’ala», ha detto in conferenza stampa alla vigilia del ritorno con il Brann. Il terzetto che scenderà in campo domani non è ancora stabilito («Decideremo domani in base alle caratteristiche che ci serviranno»), ma l’intenzione sembra quella di dare continuità a un assetto tattico che ha riportato fiducia e punti a Casteldebole.
I dati
I dati registrati negli ultimi tre successi testimoniano l’armonia ritrovata dal Bologna. La squadra ha concesso complessivamente appena 1 gol, abbassando drasticamente la media xG subiti nelle ultime tre, 0,51, e riducendo le situazioni di pericolo nella propria area. Il baricentro medio è sceso di qualche metro – complice l’assenza di un trequartista e un uomo in più davanti la difesa -, ma senza rinunciare alla qualità del palleggio garantita dalla capacità di Freuler di cucire gioco corto-lungo.
Questa soluzione difensiva, però, ha abbassato notevolmente gli xG creati: 3,76, da cui sono maturate 4 reti. Anche le grandi occasioni create sono piuttosto mancate: 7, di cui 4 nella trasferta contro il Torino. Un sistema che, in fase offensiva, fa affidamento sulla qualità degli esterni per creare superiorità numerica e servire Castro, il cui raggio d’azione resta confinato all’interno dell’area di rigore.
Il nuovo vestito tattico non è ancora definitivo, ma ha già riportato ordine, fiducia e punti. Italiano lo sa bene: per andare lontano in Europa e restare agganciati alla zona nobile della Serie A, serviva azzerare e ripartire. Il Bologna lo ha fatto, e adesso può tornare a guardare avanti con ambizione.
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