Bologna FC
Bologna, parla Corazza: «Libra e Raimondo, le soddisfazioni più grandi!»
Dal vivaio felsineo alla Serie A: il lavoro di Corazza rivive nelle esplosioni dell’attaccante e il centrocampista, due talenti cresciuti sotto le Due Torri.
Daniele Corazza ha lasciato il Bologna nell’estate del 2023. Oltre 10 anni dentro il club rossoblù, di cui proprio 10 spesi alla guida del settore giovanile. Una vita a guidare le scelte del vivaio bolognese. Una vita fatta di piccole-grandi soddisfazioni arrivate durante quel percorso o a posteriori.
«È un lavoro che dà risultati non immediati, ci vuole tempo» racconta l’ex dirigente rossoblù, intervistato da Alessandro Mossini sul Corriere di Bologna. Oggi però la ribalta è dei suoi pupilli, i ragazzi che lui con il suo occhio e il suo team di osservatori e allenatori ha portato sotto le Due Torri e ha fatto crescere fino a farli diventare professionisti. Le stelle più brillanti del firmamento di Corazza a Bologna sono sicuramente gli uomini del momento Marco Libra Alvarado e Antonio Raimondo.
Libra, l’arrivo e la crescita
«Lo prelevammo dal Modena – racconta Corazza su Libra –. Lo portammo al Bologna perché era il migliore di gialloblù. L’indennizzo per loro fu irrisorio, perché a quell’età i giovani si liberano. Quindi lo inserimmo in under 13 e poi ha fatto tutta la trafila, giocando anche da sotto età con Denis Biavati (che ora è con me ad Ascoli) in under 17».
La crescita del giovane venezuelano è uno dei fiori all’occhiello della lunga attività del dirigente alla guida del vivaio del club. Corazza, oggi all’Ascoli nello stesso ruolo ricoperto in rossoblù, spiega: «Spesso si giudica l’immediato, ma quello che conta è il risultato a lungo termine».
L’ascesa di Raimondo
L’altro uomo del momento è invece Antonio Raimondo che con la maglia del Bologna è sempre stato molto “in vista”, dato che da attaccante è spesso finito nei tabellini delle squadre del settore giovanile. «Antonio ha sempre segnato, tranne quando ha giocato in under 15 l’anno del suo arrivo dal Cesena. Fa parte dell’annata del 2004, piuttosto fortunata. Il 70% di loro ora è professionista».
Corazza e Raimondo sono legati da un rapporto che va oltre il campo: «Ci siamo sentiti anche da poco. Quando ha giocato nella Salernitana, viveva con mio figlio Tommaso. La famiglia si fida ancora di me, tanto che suo fratello, Tommaso (classe 2008) è con me all’Ascoli».
Ora la doppia doppietta in Serie A che lo ha fatto balzare all’onore delle cronache, ma il suo percorso è stato lungo e tortuoso prima di fare l’ultimo passo, quello della Serie A, «il più difficile».
La soddisfazione di Corazza
Tra i ragazzi cresciuti o arrivati con Corazza a Bologna, oltre Libra e Raimondo, ce ne sono una settantina che sono professionisti: «È la mia più grande soddisfazione. Quando diventano pro li senti tuoi e senti di aver fatto tanto per loro. Il percorso dura anni è va ben oltre l’aspetto tecnico. Li aiuti nei momenti di difficoltà, le famiglie si fidano di te. Poi quando diventano grandi si ricordano e allora ti chiamano per chiedere consigli: queste sono le gioie del mio lavoro».
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