Bologna FC
Bologna, perché Italiano ha abbandonato la nave?
Tra possibili rotture e sospetti di mercato, l’atteggiamento dell’allenatore ha tradito un distacco: come e perché Vincenzo ha smesso di crederci
Da settimane, tra le mura di Casteldebole e nei pensieri dei tifosi del Bologna, riecheggiano le parole sinistre proferite da Vincenzo Italiano dopo il KO contro la Juventus. «La stagione […] è finita», aveva sentenziato.
Un’uscita che allora apparve prematura e che oggi assume sempre più le sembianze di una profezia autoavverata: ogni partita, di settimana in settimana, quel verdetto viene confermato. Resta però un dubbio atroce: Italiano aveva semplicemente previsto il futuro o lo ha involontariamente scritto?
Le parole di Italiano
La settimana in esame era sicuramente decisiva: il ritorno con l’Aston Villa e la partita con la Juventus, quest’ultima almeno per le motivazioni, indirizzavano per certo il prosieguo della stagione.
Aver fallito entrambi gli appuntamenti può aver fatto scivolare Italiano nel rammarico, inducendolo a imporre un brusco bagno di realtà alla piazza.
In seguito il tecnico ha provato a smussare gli angoli delle sue parole, ma il peccato originale, indelebile, lo ha commesso in risposta a Davide Bernardi su DAZN.
La domanda, paradossalmente, originava da presupposti positivi: «C’è margine per migliorare […] ?», chiedeva il giornalista. La replica di Italiano è stata schizofrenica:
«Certo, […] si può sempre migliorare e crescere. Diciamo che la stagione, tra virgolette, è finita, queste cinque partite ci possono dare la possibilità di migliorare su qualche aspetto, cercare di crescere da tutti punti di vista, pero ormai gli obbiettivi sono chiari».
«Gli obiettivi sono chiari», dice; ovvero non ci sono più. Il tutto in un momento in cui la matematica permetteva ancora di guardare, con difficoltà, certo, ma anche con legittima ambizione, persino all’Europa League.
La piazza di Bologna non ha affatto digerito quell’arrendevolezza, arrivata in risposta a una domanda e in un contesto in cui nessuno gli aveva “imboccato” una sentenza del genere.
L’inchino di Italiano: perché abbandonare la nave del Bologna?
La percezione immediata sull’accaduto è stata quella di una mossa “alla Schettino”: vedendo la nave in difficoltà, il condottiero ne prende le distanze, abbandonando tutto e tutti al proprio destino.
Italiano ha anche lasciato intendere che il declino fosse inevitabile e non dipendente da lui, lamentando tra le righe l’inadeguatezza di una rosa non costruita per impegni così ravvicinati.
Le motivazioni dietro questa voglia di bruta onestà sembrano tradire una rottura con la società: ad averla determinata, più che il corteggiamento di club come Napoli o Milan, parrebbero incomprensioni interne o, al limite, il tentativo estremo di stimolare la dirigenza a investire di più in vista della prossima stagione.
Qualunque fosse l’intento, punzecchiare Saputo e Sartori o preparare le valigie, le dichiarazioni del tecnico si sono rivelate un clamoroso harakiri e i risultati sono stati immediati: sconfitta con la Roma, pareggio a Cagliari e 0 gol segnati.
Se la squadra era già in affanno, le parole di Italiano l’hanno fatta sprofondare, agendo come veleno nella psiche dei calciatori.
Questo episodio dimostra che, al netto del suo valore tattico, Vincenzo ha ancora molta strada da fare per definirsi un “top manager“: un grande allenatore deve anche saper gestire il gruppo e la piazza, incanalando gli umori verso la giusta direzione, sicuramente non quella della resa.
Ad oggi, il giudizio su di lui non può non essere inficiato da questo inquietante finale di stagione.
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