Bologna FC
Bernardeschi segna, il Bologna sorride
Bernardeschi segna, il Bologna vince: la squadra ritrova fiducia e vigore dopo una lunga astinenza.
La partita di ieri ha mostrato ancora una volta il piccolo grande teorema rossoblù: quando Bernardeschi trova la rete, il Bologna porta a casa il risultato. Cinque gol complessivi, una doppietta e quattro vittorie che confermato la tendenza – Udinese andata e ritorno, Salisburgo e Celta Vigo. È stato il suo sinistro a dare la scossa a una gara complicata, ma fondamentale per gli uomini di Italiano. Energie, determinazione e quel colpo che serviva per rialzare la squadra.
Vittorie che cambiano il Bologna
Il Bologna mantiene la distanza dal settimo posto in un turno segnato dalle vittorie di Atalanta e Como, me resta davanti alle inseguitrici. E se, col passare delle settimane, qualche passo falso altri aprisse la porta a un ritorno tra le posizioni per l’Europa? Sogno o prospettiva concreta? Intanto un dato è chiaro: la squadra ha rotto la maledizione delle sette partite senza vittoria in casa, tornando a vincere al Dall’Ara. L’ultima volta era il 9 novembre contro il Napoli, anche allora senza subire gol. Come non accadeva lontano da casa in campionato dal 22 novembre contro l’Udinese. Tre successi consecutivi (Torino, Brann e Udinese), due dei quali con la porta inviolata, segnalano un ritorno di salute tangibile.
Vittorie costruite nella ripresa
Questa rinascita ha diverse voci. Castro, ormai un vero centravanti, ha combattuto su ogni pallone, trasformando la sua presenza in area in una minaccia costante, anche senza segnare. La squadra, inoltre, sembra aver ritrovato la capacità di colpire nel secondo tempo: ritmo crescente, aggiustamenti tattici e invenzioni tecniche mettono in difficoltà gli avversari fino a logorarli. Non è forse questa la prova di un gruppo che ha ritrovato fiducia e intensità?
Il turnover sulle fasce funziona come una staffetta calibrata: Rowe e Orsolini cedono il posto a Cambiaghi e Bernardeschi, il cui ingresso, infatti, si rivela decisivo per la rete che cambia la partita. I meriti dei subentrati sono evidenti, certo, ma non va dimenticato il lavoro di chi ha preparato il terreno: per quasi un’ora hanno consumato energie consumando la difesa avversaria, creando le condizioni per il colpo decisivo. È la squadra nel suo insieme a fare la differenza, non un solo episodio.
Federico Bernardeschi dopo il rigore segnato in Bologna-Udinese (© Bologna Fc 1909)
L’Europa si avvicina tra ambizione e concretezza
Ora il Bologna può concentrarsi sulla sfida di giovedì per l’accesso agli ottavi. Dopo la vittoria in Norvegia, il pronostico sembra favorire la squadra di Italiano. Chi sarà l’avversaria? Friburgo o Roma? La risposta arriverà presto, ma ciò che conta oggi è la serenità ritrovata.
La nebbia che aveva avvolto il Dall’Ara e intrappolato la squadra ora sembra ormai dissolta. La squadra che aveva dominato a lungo si era persa in un circolo vizioso; ora invece riesce a colpire, gestire il gioco e persino la sorte sembra meno ostile nei loro confronti.
Le prossime gare, alla portata – Pisa, Verona e Sassuolo – possono consolidare la ripresa e accendere l’entusiasmo. La stagione resta aperta a grandi risultati, e la gioia dell’ultima vittoria non racconta solo di un gol decisivo: è la conferma che questo Bologna è tornato a credere in se stesso.
Fonte: Stadio, Bruno Bartolozzi
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