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Il Bologna cambia volto: ecco quali sono le modifiche vincenti (Il Resto del Carlino)

Il Bologna ritrova solidità e fiducia: meno ideologia, ma più equilibrio. Ecco quali sono i cambiamenti decisivi.

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Vincenzo Italiano in Bologna-Celtic 2-2 (© Damiano Fiorentini)
Vincenzo Italiano in Bologna-Celtic 2-2 (© Damiano Fiorentini)

Il Bologna cambia pelle e ritrova sé stesso. Non è una rivoluzione spettacolare, ma un cambiamento silenzioso fatto di equilibrio, compattezza e scelte meno ideologiche. La firma è sempre quella di Vincenzo Italiano, che ha messo da parte un po’ della sua idea di calcio per costruire una squadra più solida, meno esposta e finalmente continua nei risultati.

Una nuova identità più solida, con la firma di Vincenzo Italiano

La nuova strategia passa da un centrocampo più protettivo, con un giocatore davanti alla difesa e due mezzali a schermare. Una soluzione che ha restituito certezze a un gruppo che per settimane aveva concesso troppo agli avversari. La vittoria al Dall’Ara, accompagnata da un entusiasmo contagioso sugli spalti – con un Claudio Fenucci insolitamente scatenato –, è il segnale che qualcosa si è rimesso in moto dopo un lungo periodo di ricerca.

Bologna-Udinese (© Bologna Fc 1909)

Bologna-Udinese (© Bologna Fc 1909)

Il tecnico non lo nasconde: la priorità era interrompere il digiuno casalingo. Tre punti, prima ancora che bel gioco. Una scelta pratica, quasi operaia, che ha prodotto risultati immediati. Anche nelle sconfitte, come quella di Coppa Italia contro la Lazio ai rigori, il Bologna ha mostrato meno crepe difensive e più ordine.

Quanto conta avere giocatori di qualità

Dentro questo Bologna concreto e compatto, il simbolo è Santiago Castro. Spirito di sacrificio, disponibilità totale, parole semplici: prima la squadra, poi il resto. Un messaggio che Italiano ha trasformato in quotidianità, trasmettendo l’idea che la qualità senza equilibrio non basta.

La striscia positiva – con le vittorie su Torino, Brann e Udinese – ha liberato la testa del gruppo. Allenarsi dopo aver vinto cambia il clima, alleggerisce le pressioni e rende più semplice accettare anche i compromessi tattici.

Santiago Castro, gol per un centimetro (© x.com Bologna FC 1909)

Santiago Castro (© x.com Bologna FC 1909)

Tra le note migliori c’è il ritorno al centro della scena di Federico Bernardeschi, decisivo dal dischetto. Nei momenti difficili, sono i giocatori di classe a dover prendere in mano la partita: prima Castro, poi Berna. Una staffetta di personalità che ha fatto la differenza.

Italiano e la gestione delle difficoltà

Non tutto, però, è perfetto. Vincenzo Italiano concentra l’attenzione soprattutto sui finali di gara, quando la squadra tende ad abbassarsi troppo e a soffrire oltre misura. Sei minuti di recupero rischiano di diventare un assedio, e su questo c’è ancora da crescere. Stesso discorso per Riccardo Orsolini, che fatica a ritrovare brillantezza ma resta centrale nei piani rossoblù.

Occhi puntati anche sull’infermeria: l’assenza precauzionale di Heggem è stata una scelta in vista del prossimo impegno europeo. Giovedì contro il Brann non sarà solo una partita, ma un passaggio chiave per continuare il cammino in Europa League.

Fonte: Massimo Vitali, Il Resto del Carlino

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