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Chi è Raffaele Palladino, il promesso sposo rossoblù finalmente sulla panchina del Bologna

Il tecnico partenopeo è pronto a guidare la formazione felsinea: idee ereditate da Gasperini, moduli ibridi e una filosofia precisa per il nuovo corso rossoblù.

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Raffaele Palladino, nuovo tecnico del Bologna

In origine fu l’addio di Thiago Motta, poi quello di Vincenzo Italiano, Raffaele Palladino fino a oggi 16 settembre 2026 la panchina del Bologna l’ha sempre sfiorata dopo gli addii dei due tecnici. La dirigenza rossoblù per un motivo o per un altro gli ha sempre preferito qualcun altro.

Nel primo caso, la storia ha dato ragione alla scelta della società felsinea. La scelta è valsa la storica conquista di una Coppa Italia. Nel secondo caso, la storia non ci dirà mai se la decisione di puntare su Tedesco sarebbe stata quella giusta, perché la virata è stata repentina dopo appena 4 partite ufficiali.

Ora, il partenopeo e i rossoblù si sono finalmente incrociati. E scopriremo se l’opzione “Palla” era solo una bella illusione o un splendida realtà. Ma chi è Raffaele Palladino, allenatore?

L’influenza di Gasperini

Raffaele Palladino calcisticamente parlando è un “parente” dell’ex tecnico del Bologna Thiago Motta. Il mister napoletano è un figlio di quella generazione di allenatori che, da calciatori, hanno militato sotto Gian Piero Gasperini.

L’influenza del tecnico di Grugliasco nella formazione del pensiero calcistico del neo allenatore del Bologna è stata importante e decisiva: sia per farlo iniziare a praticare la professione, sia per il modo di giocare. E non poteva essere altrimenti visto che il mister ha giocato sotto l’attuale allenatore della Roma prima nella Primavera della Juventus e poi a Crotone per un totale di tre stagioni in giovane e giovanissima età.

L’occasione di Galliani

Non solo Gasperini, anche un altro personaggio famoso del calcio italiano ha influenzato il destino del Raffaele Palladino allenatore. E questa figura è Adriano Galliani che, nel 2019, lo aveva voluto fortemente nel suo Monza per dare esperienza e qualità alla squadra.

Tuttavia, le condizioni fisiche di Palladino non gli hanno mai permesso di esordire coi biancorossi brianzoli. Motivo per cui nel 2019 stesso è arrivato il ritiro e poco meno di una anno dopo è arrivata subito l’occasione di allenare.

Il percorso è stato breve, prima la gavetta poi la prima squadra: una stagione in under 15 e poi una e poco più in Primavera. A quel punto, con il Monza appena promosso per la prima volta in Serie A, esonerato Stroppa, quindi lo promuove ad allenatore della prima squadra. E l’impatto fu eclatante con l’esordio vittorioso in casa contro la Juventus (poi bissata al ritorno).

Palladino, un ibrido gasperiniano

Le stagioni e i risultati con Fiorentina e Atalanta sono storia recente. Ma Palladino al Monza, con le sue idee, alla prima stagione ha chiuso una stagione di livello clamoroso con oltre 50 punti. Una sorta di record per una squadra arrivata per la prima volta in quella stessa annata in Serie A.

Palladino, nella sua carriera da allenatore dei “grandi”, è ripartito dall’eredità del suo maestro: prima il 3-5-2 poi il 3-4-2-1, con le marcature uomo su uomo a centrocampo, estrema aggressività e gli esterni a tutta fascia sfruttati quasi come attaccanti esterni.

Dopo la prima stagione, per esigenze di rosa, prima a Monza e poi a Firenze, il mister ha ibridato le sue idee passando a sistemi più d’attualità come il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Moduli in cui però ha continuato in buona parte a seguire il suo credo e con cui ha sorpreso tanti avversari, dimostrandosi meno integralista di Gasp.
Gli insegnamenti però non sono stati dimenticati perché l’anno scorso ha saputo comunque recuperarne la “tradizione” quando è passato dall’Atalanta.

Unica direzione

Il neo tecnico del Bologna ha già saputo subentrare in più di un’occasione. Il requisito fondamentale richiesto dal tecnico napoletano è che gruppo-squadra e dirigenza lo seguano facendo un blocco unico, inscalfibile. Un monolite che, a Bergamo e Firenze, è mancato portando l’allenatore a essere esonerato nonostante i risultati e a dimettersi dalla società viola. Il club rossoblù è avvisato.

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