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Heggem il simbolo sta per tornare

Il norvegese, simbolo di questa stagione, sta per tornare: contro l’Udinese lo aspetta una sfida importante

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Heggem in Como-Bologna 1-1 (©Bologna FC 1909)
Heggem in Como-Bologna 1-1 (©Bologna FC 1909)

Alzi la mano chi avrebbe anche solo immaginato che Heggem sarebbe stato uno dei leader in questa stagione. Arrivato come riserva di Vitik, il norvegese si è guadagnato da subito la titolarità a suon di prestazioni illuminanti, facendo chiedere a tutti i suoi tifosi cosa facesse ancora in Championship, la Serie B inglese. Nessuno se n’era accorto, nessuno ci aveva puntato. E per fortuna, perché il sangue freddo del cobra così ha potuto agire indisturbato, permettendogli di fare un grande regalo alla città. Ora, dopo uno stop forzato, il centrale di ghiaccio tornerà a prendersi quanto ha lasciato, e lo farà con grande sicurezza e serenità, come sempre.

L’esame di maturità

Mentre a giugno migliaia di studenti italiani saranno impegnati a causa dell’esame di maturità, Heggem volerà in America per giocare un torneo fondamentale. Il Mondiale con la sua Norvegia, a 27 anni, potrebbe rappresentare il momento della consacrazione per un ragazzo che negli ultimi dodici mesi ha dimostrato veramente tanto. Oltre ogni previsione, come Harry Potter nell’esame di Pozioni.

Torbjorn Heggem prima di Bologna-Atalanta (© Bologna FC 1909)

Torbjorn Heggem prima di Bologna-Atalanta (© Bologna FC 1909)

Heggem leader vero

E’ impressionante, poi, la velocità di adattamento in campo e fuori del ragazzone di Trondheim nella città turrita. A parte la gaffe della pasta col pollo, che lo ha reso molto simpatico agli occhi di tutti (tanto da regalargli un campioncino speciale sulla app del Fantacalcio…), il centrale classe ’99 ha sempre dimostrato attaccamento e gioia verso la sua nuova città. Ora, dopo soli sei mesi dal suo arrivo a Casteldebole, è senz’ombra di dubbio una delle figure più carismatiche in rosa, tant’è che gli è stato affidato il compito di svezzare il giovane connazionale Helland. E diciamolo sottovoce, ma nelle prime sfide anche lui è sembrato convincente. Il futuro della linea felsinea parla norvegese? E’ presto per dirlo, ma intanto bisogna apprezzare questi due colpi di genio della dirigenza rossoblu.

Fonte: Stadio, Stefano Brunetti

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