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Vincenzo Italiano ed il suo Bologna chiamati all’appuntamento con la storia, nel doppio appuntamento dei quarti di finale di Europa League. Si inizia domani sera alle ore 21.00 in uno stadio Dall’Ara tutto esaurito. I rossoblù sono reduci dalla trasferta positiva di Cremona, dove si sono imposti per 1-2 sui rivali grigiorossi.

Nella competizione europea, invece, il Bologna ha superato l’ostacolo degli ottavi di finale rappresentato dalla Roma: nel derby italiano la squadra felsinea ha scritto una pagina indelebile di storia. L’Aston Villa ha superato per un complessivo di tre reti a zero i francesi del Lille.

La conferenza stampa di Vincenzo Italiano

Roma-bologna 51%-49%.Bologna-Aston Villa? «Fifty fifty ,sto imparando l’inglese, visto? Sapete tutti quant’è complicata questa partita. Bisogna dimostrare valore e forza, conosciamo l’avversario perché affrontato già 2 volte. È un quarto di finale, andata e ritorno. Le altre erano partite secche. La gara andrà gestita in 180 minuti. La prima è importantissima, e cioè domani, perché ti dà la possibilità di affrontare il ritorno in un certo modo. Siamo felici di essere tra le 8 migliori, è un grande orgoglio.»

Pensa che sia giunto il momento di espugnare il Dall’Ara? La squadra come sta? «Quest’anno sta andando così; fatichiamo in casa, in alcune circostanze abbiamo dimostrato crescita, come contro Udinese o Roma, però sta andando in direzione poco lineare e non continua. Domani lo stadio stracolmo deve darci una grande mano. La affronteremo con grande entusiasmo. Questo ciclo durissimo e difficilissimo doveva darci queste risposte. Siamo partiti bene per questo tour de force da Cremona, perché volevamo vincere e l’abbiamo fatto. Mentalmente stiamo bene.»

A proposito di storia e Dall’Ara, hai fatto la storia di questo club. Sei nuovamente dentro la storia di questo club. Ci saranno una coreografia nei distinti e i teloni sono stati rimossi. Questa cosa per voi, nel fortino che quest’anno non è mai stato, cosa vuol dire? «So di questa grande attesa e preparazione per quanto riguarda il sostegno che avremo per tutta la partita. La gente ci riconosce tanta vicinanza. Mi ricordo di quando è stato applaudito Orso nel suo momento difficile. Atmosfera meravigliosa e che va salvaguardata. Sulla carta questa squadra (l’Aston Villa), è giusto ribadirlo, è superiore a noi, ma insieme a tutti possiamo colmare questo gap.»

Unai Emery è l’avversario di domani: ha trovato qualcosa per metterlo in difficoltà? «È comunque diverso dagli incontri precedenti perché le altre partite erano secche, giocate entrambe a casa loro. Qualche calcolo va fatto da ambo le parti. Può succedere di tutto, conosciamo pregi e difetti dell’Aston Villa. Inoltre la partita di Birmingham era ad inizio stagione, mentre ora siamo sul finale. Squadra tosta e quadrata, i principi che portano avanti sono quelli con cui ci hanno affrontato. Hanno qualità e individualità, dobbiamo fare una partita superlativa

Per battere una squadra esperta come l’Aston Villa che ha subito solo 6 reti in questa competizione, cosa serve? Cosa aggiungere alla coralità che vi contraddistingue? «McGinn è un giocatore di grande intelligenza e affidamento e Emery lo schiera ovunque, quando ha necessità. Il gol di quest’anno è stata una respinta su un corner. È forte e intelligente. Noi abbiamo analizzato le partite precedenti, qualche situazione ce l’hanno concessa. Non gli abbiamo fatto goal, perché serviva più qualità. Mi piacerebbe vedere una squadra che crei come nelle due uscite precedenti contro gli inglesi. Palle gol ne avremo e dovremo essere concreti

Hai tempo di fermarti a guardare il percorso magnifico che hai fatto? «Ci penso spesso, ogni tanto qualche amico mi gira una mia dichiarazione. Ho capito che potevo fare l’allenatore proprio negli allievi della Luparense. Da lì, campionati con promozioni inaspettate, soddisfazioni e successi. È arrivato quel trofeo che rimane per sempre, insieme ai ragazzi e a questa atmosfera che c’è intorno alla squadra. Ogni volta che entro in questo stadio è qualcosa di incredibile. Vado fiero e orgoglioso di affrontare un mostro sacro come Emery; è un allenatore vincente e allena una squadra di valore assoluto, ma ne ha allenate altre sullo stesso livello, vincendo quattro volte questa competizione

Pobega o Moro? Più geometria o più intensità? «Per domani sera, uno tra Casale ed Heggem affiancherà Lucu, mentre uno tra Pobega e Moro farà l’incursore. In quella zona del campo, attaccando quegli spazi, sono convinto si possa far male all’Aston Villa. Chiunque giocherà sa che alcune situazione vanno riproposte. Gli inglesi hanno milioni di pregi, ma qualcosa concedono anche loro

Ti aspetti qualcosa in più da Castro? «Nell’ultimo periodo sta vedendo la possibilità di far gol. Non sta avendo la lucidità giusta e la fame di far gol. Sta bene e arriva lì dove deve stare, attaccando bene l’area di rigore. Ha una fame che lo contraddistingue. C’è anche caso fortuito e malasorte, ma sta lavorando veramente bene. Finisce sempre stremato, le palle gol le ha: arriva, in ogni caso, da un grandissimo goal a Roma, e son convinto che producendo e cercando di metterlo nelle condizioni migliori tornerà a far goal. Il dio del calcio poi ti gratifica. Non deve smettere di muoversi così e allenarsi così

Ci saranno osservati speciali? McGinn è un giocatore eccezionale nel raccordo tra le due fasi, mentre Rogers e Tielemans sono giocatori abili tecnicamente e balisticamente. «Sui calci da fermo si nota tutta la loro qualità: Tielemans, McGinn, i loro centrocampisti hanno grande dimestichezza, come Rogers, ma sono tutti forti e pericolosi. Palle inattive e aeree sono dure da contrastare con loro. Sono strutturati e fisici in difesa; Pau Torres con il mancino palleggia benissimo. Attuano un calcio semplice ma efficace: sono coraggiosi con la linea difensiva molto alta. Noi dobbiamo essere aggressivi, qualitativi, capaci di metterli sotto pressione. Praticamente dobbiamo fare una partita perfettissima

Sul riposo (forzato) degli inglesi. «Non giocare una partita non può non toglierti ritmo, ma li troveremo attenti e concentrati. Hanno avuto la possibilità di preparare il tutto su dettagli specifici; sono pericolosi sui calci da fermo e ci avranno lavorato. Bisogna esser attenti e non dare nulla per scontato. Bisogna andare a Birmingham con la partita aperta. Tutti gli allenatori del mondo ragionano così

Su Joao Mario. «Joao Mario dopo i primi 45 minuti col Parma non mi aveva convinto. Poi il ragazzo si è sciolto, è un po’ introverso, ma ha una capacità di palleggio troppo importante. Ha una spiccata qualità nel palleggiare in mezzo al traffico. È un esterno basso che ti fa giocare, e porta gol e assist. Dopo le prime difficoltà ha dimostrato di essere un grande giocatore ed è utilissimo nella nostra manovra

Bologna ultima ancora di salvezza del calcio italiano? «La situazione del calcio italiano non è così tremenda. Se si parla di trofei alzati (pochi) è vero. Però ho visto la Roma arrivare in finale due volte, l’Inter due volte, la Fiorentina pure. In realtà il percorso non è così disastroso. Si vince poco. Il gap, soprattutto con le inglesi, c’è ma non è così distante. Intensità e qualità sono dalla loro parte, anche perché possono permettersi giocatori di altissimo livello. Noi e la Fiorentina saremo le due squadre che cercheranno di portare più avanti possibile il calcio italiano

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