Seguici su

Bologna FC

Verso Lecce-Bologna, salentini decimati in attacco: Štulić fuori dai convocati, Geubbels ancora in dubbio

Le rivelazioni di DiFra alla vigilia del calcio d’inizio

Pubblicato

il

Lecce-Bologna (© 1000 Cuori Rossoblù)
Lecce-Bologna (© 1000 Cuori Rossoblù)

Dopo Palladino, è arrivato anche per Di Francesco il turno di sedersi in conferenza stampa e riflettere assieme ai giornalisti. Gli spunti più importanti di oggi riguardano un attacco potenzialmente decimato, la condizione dei rossoblu e infine l’assetto tattico del match.

Un attacco decimato

Nell’ultima puntata della radio leccese vi avevamo raccontato una serie di buone notizie offensive per Di Francesco, tra cui il rientro di Štulić in gruppo e un Geubbels sempre più in forma. Nelle ultime ore, però, l’attaccante serbo si è dovuto fermare ancora per un fastidio accusato in allenamento. «Si è riacutizzato un problema muscolare» – ha dichiarato l’allenatore pescarese. Geubbels, invece, resta in dubbio fino a domani. Fuori dai convocati Berisha e Scott, che non hanno recuperato in tempo per l’impegno.

Un Bologna diverso

Per quanto riguarda gli avversari, Di Francesco è sicuro: a Lecce non vedremo il vecchio Bologna delle prime cinque uscite. «Hanno giocatori molto tecnici. La sosta li ha avvantaggiati: non ci aspettiamo di trovare una squadra in difficoltà ma un gruppo che verrà qui per portare a casa i tre punti». Gli occhi del mister sono puntati soprattutto su Orsolini, che nei salentini ha la sua vittima preferita e vuole sbloccare il proprio score stagionale.

Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini)

Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Aggressività ritrovata

Un altro punto focale della conferenza odierna riguarda l’approccio alla gara, soprattutto perché senza una punta di ruolo le idee tattiche rischiano di essere decimate o alterate. Di Francesco su questo è stato chiaro: ogni partita è diversa e bisogna saper cambiare approccio rapidamente.

«Ci sono partite nelle partite. Ci sono momenti in cui devi aggredire alto e momenti in cui devi attendere. Non si può giocare allo stesso modo per novanta minuti, ma l’idea di attaccare alto l’avversario deve essere nel nostro dna. Poi esistono anche loro, tante volte gli altri non ti permettono di fare certe cose, ma mi piacerebbe vedere la squadra corta e alta» – ha concluso il mister.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *