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Lezioni di Tedesco – Neue Kurse

Fare paragoni fra chi potrebbe essere meglio di chi, ci pare tempo perso. A quarant’anni il suo curriculum è impressionante. E per vincere tanto, Bologna è la piazza giusta.

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Lezioni di Tedesco (@1000Cuorirossoblu)
Lezioni di Tedesco (@1000Cuorirossoblu)

La mattinata scolastica continua, campanella dopo campanella, lezioni dopo lezioni. Così come continua la vita a Casteldebole (e dovrebbe essere sempre così); salutato Vincenzo, ecco Domenico. Partito Italiano (per dove non ci è dato di sapere, ancora), arrivato Tedesco: tutto in meno di 24 ore. Record. Ma non solo, adesso si respira di nuovo ottimismo.

Lezioni di Tedesco, c’è un nuovo insegnante in cattedra

Vincenzo Italiano

Vincenzo Italiano (© 1000 Cuori Rossoblù)

Salutati ieri i tifosi ai cancelli del Galli,  Vincenzo, con un sorriso sardonico, ha lasciato agli astanti (e a posteri) un suo pensiero. «Ci siamo lasciati bene, rimarremo sempre amici, mai nemici. Avversari si, ma nemici mai», ha raccontato l’uomo d Karlsruhe sgommando verso l’autostrada. Una frase qualunque, dettata dalle circostanze, che ci fanno capire come l’uomo necessitasse di nuove emozioni, nuove sfide, nuovi traguardi. Emozioni, sfide e traguardi, parole che, probabilmente nella sua testa, non facevano più rima con Bologna. Forse da un pò di tempo e a Casteldebole, probabilmente, se ne erano accorti.

Una Società che nutre  ambizioni e che non si fa dare lezioni da nessuno

Un antico proverbio dichiarava che il “bene non esclude il meglio”. E mentre il “bene”  usciva sorridendo dal Nicolò Galli, alla Società veniva un’idea meravigliosa: trovare quel meglio per ricominciare a sognare.

Le strade, a quel punto, potevano essere solo due: battere strade “conosciute”, ma non esaltanti (Pioli? Di Francesco?) oppure provare a cercare “l’ignoto”. Qualcuno che in Italia non aveva mai allenato. Terzium non datur.

E quell’ignoto risponde al nome di Domenico Tedesco. Un Cv in due righe: a quarant’ anni ha ottenuto un secondo e un quarto posto in Bundesliga, una coppa di Germania e una coppa di Turchia.   A soli quarant’anni.

E qualcuno della Federazione Belga ha pensato di dare a lui le redini della nazionale, per un biennio.  Gente del calibro di De Bruyne, Lukaku, Courtois, Hazard da gestire, ma la lista potrebbe essere più lunga.

Insomma un nascente astro della panchina, sei lingue parlate perfettamente, ingegnere gestionale, una particolare predilezione per il 4 2 3 1 (e qui vediamo la continuità tattica).  E a Bologna potrebbe trovare la sua consacrazione definitiva. In una intervista a Cronache di Spogliatoio dell’anno scorso, diceva che in Serie A sarebbe venuto per una piazza che gli avrebbe garantito almeno 3 anni. E adesso forse l’ha trovata.

Benvenuto Professor Domenico, la ricreazione è finita: buone Lezioni a Tutti.

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