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Moro: «Bologna è una famiglia, mi piace molto. Fischi? Sento la responsabilità, non sono soddisfatto»

Il mediano spalatino si racconta, tra la crescita personale e la voglia di rifarsi dopo un avvio sottotono

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Nikola Moro in Bologna-Brann (0-0)
Nikola Moro in Bologna-Brann (0-0) (© Damiano Fiorentini X 1000cuorirossoblù)

Pochi giocatori possono raccontare Bologna come Nikola Moro. Il centrocampista spalatino ha vissuto tutta la parabola ascendente del club e ora si sta preparando a questa intensa stagione di transizione. Attenzione, però: non credete che la squadra sia disposta ad accontentarsi, anzi. Nell’intervista concessa a Repubblica,  il classe ’98 avvisa i tifosi, trattando anche temi come la crescita e la responsabilità che prova indossando la maglia rossoblu.

Quattro allenatori

Da quando Moro è arrivato a Bologna, sono stati quattro gli allenatori (tranne Palladino, ma una partita è poco per fare bilanci) che hanno diretto la squadra. Il primo fu l’indimenticabile Sinisa, «un grande tecnico che ancora oggi è ricordato da tutta Bologna e a cui sono grato. Un peccato non aver avuto il tempo di conoscerlo meglio». Poi venne Thiago, la guida che fece crescere a dismisura Nikola facendolo diventare più completo. Un picco, insomma, che si è riflesso anche nelle buone prestazioni del croato.

Verso Juventus-Bologna, emergenza infortuni per Thiago Motta (© Damiano Fiorentini)

Thiago Motta (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Gli ultimi due sono stati Italiano e Tedesco. Un promotore di un calcio… italiano, nomen omen, e un amante della mentalità europea il cui cammino si è concluso troppo presto. «Non sapremo mai come sarebbe andata, abbiamo fatto tante cose positive e meritavamo punti ma non sono soddisfatto», ha detto il mediano del suo ultimo cicerone.

Un Moro bolognese

«Bologna mi piace molto, sono uno che mette le radici nei posti in cui va». Questa è stata la dichiarazione d’amore dell’ex Dinamo Mosca per la città dotta, che lo ha accolto e visto crescere sportivamente ed umanamente negli ultimi anni. Nikola è molto grato per quanto vissuto in Emilia e, dunque, non vuole assolutamente accontentarsi. «Ho sentito i fischi e non possiamo vivere di rendita: provo responsabilità perché la gente si aspetta continuità, anche se Bologna è un ambiente familiare». 

Questa voglia di rivalsa e questo legame con il suo popolo saranno decisivi per far vedere al Dall’Ara il vero Moro ancora una volta. A centrocampo c’è un posto che aspetta solo di essere colmato dal suo destro educato. E, forse, dal suo rientro a pieno regime passerà ben più di una maglia da titolarità. Forse può essere lui, con la sua esperienza rossoblu, uno dei fari di questo nuovo capitolo targato Palladino. Ci vuole fiducia, Roma non è stata costruita in un giorno. Ma quando un giocatore parla in questo modo, si capisce che darà tutto per la causa.

 

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