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Primavera, il Bologna chiude una stagione da ricordare

Dalla salvezza come primo obiettivo alla semifinale Scudetto: il Bologna Primavera chiude una stagione che ha cambiato la percezione del proprio lavoro.

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Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)

La semifinale persa contro la Fiorentina chiude il percorso della Primavera rossoblù, ma difficilmente può cambiare il peso di quanto costruito durante la stagione. Perché il Bologna di Stefano Morrone non si è limitato a raggiungere un traguardo storico come i playoff: ha soprattutto modificato progressivamente il significato delle proprie ambizioni.

All’inizio dell’anno il primo pensiero era legato alla salvezza, alla necessità di trovare continuità e stabilità in un campionato estremamente competitivo. Con il passare dei mesi, però, quella squadra ha iniziato a costruire qualcosa di diverso, trasformando la solidità iniziale in consapevolezza e riuscendo ad arrivare fino a una semifinale Scudetto che, soltanto pochi mesi fa, sembrava distante.

Una squadra che ha cambiato la percezione di sé stessa

Più dei risultati, a colpire durante la stagione è stata probabilmente la trasformazione della squadra. Il Bologna ha smesso progressivamente di avere il timore delle grandi avversarie, imparando invece a restare dentro le partite anche nei momenti più complicati.

La rimonta contro la Roma nei playoff è stata forse la fotografia più chiara del carattere costruito dai rossoblù durante l’anno. Sotto nel punteggio, in una gara senza appello e contro una delle squadre più attrezzate del campionato, il Bologna non ha perso lucidità, continuando a giocare con equilibrio fino al gol nel finale di Lo Monaco che ha regalato la semifinale.

Una sensazione vista più volte nel corso della stagione: quella di una squadra capace di assorbire le difficoltà senza disunirsi.

Da Lo Monaco a Negri, i protagonisti della stagione rossoblù

Anche la crescita dei singoli ha avuto un peso enorme nel percorso della Primavera. Luca Lo Monaco, per esempio, è diventato con il passare delle settimane uno dei riferimenti offensivi più importanti della squadra, non soltanto per i numeri ma soprattutto per il peso specifico delle sue giocate.

I suoi gol segnati quasi sempre nei minuti finali raccontano perfettamente la capacità di incidere quando la pressione aumenta e le partite si decidono. Accanto a lui, Simone Negri ha trovato continuità soprattutto nella parte conclusiva della stagione, diventando un elemento determinante nella corsa playoff.

Importante anche il contributo di Tomasevic, cresciuto nel corso della stagione sotto il profilo della personalità e della continuità. Il difensore rossoblù è diventato una presenza sempre più affidabile all’interno della retroguardia di Morrone.

Il valore di una stagione che resta storica

La sconfitta contro la Fiorentina lascia inevitabilmente amarezza, soprattutto perché arrivata a un passo dalla finale. Allo stesso tempo, però, rischierebbe di essere riduttivo valutare la stagione rossoblù soltanto attraverso il risultato dell’ultima partita.

Il Bologna Primavera ha infatti riportato il club ai playoff per la prima volta dalla riforma del campionato, riuscendo poi a spingersi ancora oltre grazie a una squadra che, con il passare dei mesi, ha imparato a convivere con aspettative sempre più alte.

E forse è proprio questo l’aspetto più significativo lasciato dalla stagione della squadra di Morrone: la sensazione di aver posto basi importanti non soltanto per il presente, ma anche per la percezione futura di questo gruppo e del settore giovanile rossoblù.

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