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Palladino: «Il Bologna non mi ha prospettato una panchina, ma un progetto»

Raffaele Palladino è appena arrivato a Bologna, ma il suo entusiasmo si percepisce nell’aria: «Sono ambizioso e anche i ragazzi devono esserlo per ambire a qualcosa di importante»

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Raffaele Palladino, Bologna (© 1000cuorirossoblù)
Raffaele Palladino, Bologna (© 1000cuorirossoblù)

Raffaele Palladino si presenta al popolo di Bologna con entusiasmo e determinazione, due caratteristiche che sono mancate alla squadra nell’ultimo periodo. «La società non mi ha prospettato una panchina, ma un progetto: sono venuto qui per questo» le sue parole durante la conferenza stampa di presentazione. Tanta anche la voglia di cominciare, a partire dalla gara contro il Torino: «Solo felice, carico e determinato, non vedo l’ora che sia sabato».

L’apertura di Claudio Fenucci

Il tecnico ex Fiorentina e Atalanta entra in corsa dopo l’esonero di Domenico Tedesco, ringraziato dallo stesso Claudio Fenucci in apertura di conferenza stampa. «La decisione di cambiare nasce, con Sartori e Di Vaio, dalla preoccupazione sulle performance della squadra e sulla capacità di incidere del mister». Ora tocca a Palladino, che ha già mosso i suoi primi passi a Casteldebole nella giornata di ieri: «Palladino ci ha dato la disponibilità e speriamo di tornare nelle posizioni europee».

Raffaele Palladino, l’uomo dell’entusiasmo

Il primo obiettivo di Palladino è ritrovare l’entusiasmo nei cuori dei suoi nuovi ragazzi. Per farlo, ha scelto di passare più tempo possibile con la squadra per ridurre i tempi all’osso. Eppure, è consapevole che il passaggio non sarà immediato: «Non ho la bacchetta magica, ma l’aspetto mentale è fondamentale, serve una scintilla» le sue parole.

Il tempo è poco, domani il Bologna scenderà già in campo al Dall’Ara. Ma dopo la partita contro il Torino lo aspetta una lunga sosta che per Palladino sarà come un ritiro: «È importante avere un’ottima condizione fisica perché è una squadra che vuole essere propositiva» ha commentato in merito.

Come giocherà il Bologna di Palladino?

Un lungo periodo in cui Palladino avrà tempo di sperimentare, come piace a lui. «Nel mio percorso da allenatore ho cambiato vari sistemi di gioco» e il Bologna sembra pronto a cambiare. «Ho percepito grande predisposizione da parte del gruppo a poter cambiare, le basi ci sono. Questa è una squadra camaleontica».

Se questo sarà possibile, è anche grazie alla qualità degli uomini che ha a disposizione: «Orsolini e Bernardeschi? Una coppia formidabile. Mettere giocatori di qualità in campo è fondamentale, ma quella deve essere unita al sacrificio» ha detto Palladino. Solo un allenatore determinato potrebbe esprimersi così: «Credo in questi ragazzi, credo che abbiano grandi valori».

Il nuovo ciclo del Bologna targato Palladino

È anche per questo che Palladino ha scelto Bologna: «Credo che qui si possa fare qualcosa di importante». Prosegue: «Sono ambizioso, la società è ambiziosa e i ragazzi devono esserlo per ambire a qualcosa di importante». Il messaggio è chiaro: «Si apre un ciclo, bisogna dare tutto per questa maglia, per questi tifosi e per questo club». Ora tocca a Raffaele Palladino.

 

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