Bologna FC
Tutte le finestre di calciomercato dell’era Saputo
In versione ‘Amarcord’ rivisitiamo gli acquisti e le cessioni del Bologna sotto la gestione del presidente Joey Saputo
Nell’ottobre del 2014 Joey Saputo rileva le quote di maggioranza del Bologna e ne diventa presidente e proprietario. In questi dodici anni il Bologna ha scavato un solco con i risultati ‘abitudinari’ del passato, sedendosi al tavolo delle grandi nel campionato e imperversando anche nelle competizioni europee più affascinanti. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi, il sodalizio Saputo-Bologna rimane un affare per entrambe le parti in causa. La qualificazione in Champions League con lo ‘scalpo’ del Borussia Dortmund, la finale di Coppa Italia conquistata e vinta contro il Milan, i quarti di Europa League raggiunti in seguito all’epopea di Roma-Bologna; insomma, un percorso prestigioso che riporta la mente ai fasti di un passato molto lontano.
Saputo e il calciomercato prima di Sartori
C’è un prima e un dopo Sartori. Lo sanno all’Atalanta, che il dirigente sportivo ha reso grande, e lo si è imparato a conoscere a Bologna (che Sartori ha reso altrettanto grande). La prima finestra di calciomercato che vide Saputo protagonista, fu quella invernale ascritta alla stagione 2014-2015, quando il Bologna si trovava in cadetteria. I primi acquisti del patron canadese furono mirati a rinforzare la squadra per cercare di risalire dalla Serie B alla Serie A: arrivarono Mancosu dal Trapani per 1 milione di euro, Mbaye in prestito dall’Inter per 500 mila euro e quattro giocatori dalla Sampdoria: Gastaldello, da Costa, Sansone e Krsticic.
Nella stagione successiva, il Bologna risale nel primo campionato nazionale e Saputo imposta la sua prima annata da presidente rossoblù. Il salto da una categoria all’altra ha bisogno di certezze ed esperienza. Il patron mette mano al portafoglio, spendendo 26,63 milioni di euro e ottenendo dalle cessioni 800 mila euro. L’acquisto più costoso è quello di Mattia Destro dalla Roma (8.5 milioni). In questo calciomercato arrivano a Bologna, tra gli altri, Pulgar, Giaccherini, Brighi, Brienza e Mirante.
Stagione 2016-2017
Nel 2016-2017 il saldo tra acquisti e cessioni è ancora negativo, seppur i calciatori inizino a valorizzarsi impostando quella strategia che ha fatto le fortune del Bologna e di molti altri club sparsi in giro per l’Europa. L’acquisto più caro è quello di Simone Verdi dal Milan (6.4 milioni); in questa sessione arrivano anche Di Francesco, Dzemaili, Torosidis e viene riscattato Donsah, per un totale di 32.4 milioni di euro spesi, a fronte dei 16.98 guadagnati dalle cessioni (la più remunerativa è quella di Diawara al Napoli per 14.5 milioni).
L’anno seguente Saputo spende 13 milioni di euro, mentre il saldo cessioni recita zero. Arrivano a Bologna, tra gli altri, Taider (acquisto più caro 4 milioni di euro), Falletti, Helander, De Maio, González, Paz, Poli, Palacio, Avenatti e Orsolini.
Il primo calciomercato col segno positivo
Nel 2018-2019 il Bologna targato Saputo raggiunge per la prima volta la ‘casella verde’ nel computo acquisti/cessioni. Il proprietario canadese ‘avalla’ gli acquisti, tra gli altri, di Skorupski (il più caro della sessione, 9 milioni di euro), Falcinelli, Santander, Svanberg, Dijks, Sansone, Soriano per un totale di 31,22 milioni. Verdi viene ceduto al Napoli per (24.5 milioni), così come Di Francesco e Masina, rispettivamente al Sassuolo e al Watford. Il club guadagna dalle cessioni dei calciatori 45 milioni di euro.
Nella stagione successiva il Bologna che conosciamo inizia a prendere forma. Vengono spesi 69,54 milioni di euro, mentre lato cessioni se ne registrano guadagnati 28.68, andando comunque in negativo. In questa sessione di calciomercato i colori rossoblù vengono scelti da giocatori culto: Orsolini (15 milioni di euro), Domínguez, Sansone, Soriano, Tomiyasu, Skov Olsen, Schouten, Medel, Barrow.
Nel 2020-2021 la sessione di calciomercato è contrassegnata dalle conseguenze della pandemia Covid-19. Il Bologna di Saputo acquista per 1.7 milioni di euro Aaron Hickey e tra gli altri, entra tra le fila dei rossoblù Lorenzo De Silvestri. Il saldo finale recita 3.15 milioni per gli arrivi e 5 milioni ottenuti dalla cessione di Bani al Genoa.
L’annata successiva implementa il parco giocatori che renderà il Bologna una meta appetibile. Barrow viene riscattato dall’Atalanta (14.34 milioni, acquisto più caro). Arrivano tra gli altri, Arnautovic, Soumaoro, Aebischer e Theate. Tomiyasu viene ceduto all’Arsenal per 18.6 milioni di euro, mentre Skov Olsen va al Bruges. Vengono spesi 32.31 milioni, a fronte dei 27.2 guadagnati dalle cessioni.
Arthur Theate (© Damiano Fiorentini)
Il calciomercato nell’era Saputo: Sartori e Di Vaio
La stagione 2022-2023 è quella della rivoluzione dirigenziale. Saputo si affida al talento di Giovanni Sartori, deus ex machina ex Atalanta, che entra a far parte del conciliabolo ristretto del club rossoblù. Con lui viene promosso Marco Di Vaio nel ruolo di direttore sportivo. Il duo acquista per 52.3 milioni di euro i vari Zirkzee, Lucumì, Ferguson, Moro, Posch, Lykogiannis e vengono riscattati Theate ed Aebischer. In questa sessione di calciomercato si registra la prima plusvalenza, marchio di fabbrica di Sartori e Di Vaio: Theate lascia il Bologna per 19 milioni di euro. Stessa sorte per Hickey e Svanberg. Il club guadagna 43.95 milioni di euro dalle cessioni.
Champions League
La successiva stagione culmina con la storica qualificazione in Champions League. L’impostazione del lavoro, tramite organizzazione, dettagli e accorgimenti tecnici, porta la firma della guida sportiva dirigenziale. Thiago Motta orchestra alla perfezione l’ottimo mercato del Bologna, valorizzando i calciatori e ottenendo risultato al di sopra di ogni aspettativa. Arrivano Calafiori, Ndoye, Castro (a gennaio), Beukema, Fabbian, El Azzouzi a titolo definitivo. Freuler, Odgaard e Saelemakers in prestito con diritto di riscatto. Il Bologna acquista per 97.22 milioni di euro (le percentuali sulle rivendite di Calafiori e Ndoye alzano il costo totale) e ricava 25.49 milioni di euro dalle cessioni, in particolare di Schouten, Barrow e Domínguez.
La qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie accende le sirene dei migliori club del mondo sulla città delle Due Torri. Il club di Saputo nel 2024-2025 cede sia Zirkzee che Calafiori, con relative plusvalenze, e lascia partire anche Arnautovic in direzione Inter. Saranno 102.75 i milioni garantiti dalle cessioni, a fronte dei 56.43 spesi per gli acquisti. Si trasferiscono a Casteldebole Dallinga (il più caro), Cambiaghi, Holm, i riscatti di Freuler e Odgaard, Miranda e Casale, tra gli altri.
Dan Ndoye con la Coppa Finale di Coppa Italia (©Damiano Fiorentini)
In seguito al trofeo
La prima stagione con Vincenzo Italiano alla guida del timone rossoblù porta in dote la vittoria della Coppa Italia e la relativa qualificazione in Europa League. La linea dirigenziale sulle questioni di calciomercato premia il talento di Sartori e Di Vaio. E così nell’estate che porta alla stagione 2025-2026, il Bologna acquista Rowe (17 milioni di euro), Vitík, Heggem, Zortea, riscatta Casale e accoglie a parametro zero Bernardeschi e Immobile. Le spese in questo mercato sono di 58 milioni, mentre le plusvalenze (marchio di fabbrica di Sartori e Di Vaio) fanno registrare 86.43 milioni di euro garantiti dalle cessioni. Ndoye e Beukema lasciano il club rossoblù.
E così si arriva alla sessione attuale di calciomercato. L’acquisto più caro è, attualmente, Mikel Amondarain (10 milioni), mentre la cessione maggiormente remunerativa è quella di Santiago Castro alla Roma per 36 milioni di euro. Il Bologna in questi dodici anni a ‘guida Saputo’ ha attraversato periodi diversi, ma sempre contrassegnati da spensieratezza e mai da incertezze. Negli ultimi tre anni il club rossoblù ha preferito preservare il bagaglio tecnico, operando in maniera netta nel calciomercato. Chi garantisce una continuità sportiva rimane, mentre chi riceve delle offerte adeguate alla valutazione del Bologna viene ceduto. Le plusvalenze arricchiscono il club e creano nuove opportunità da perseguire nel presente per beneficiarne in futuro. E nonostante il complicatissimo mercato dei giorni odierni, tra prezzi folli dei cartellini, ingaggi accresciuti e indennizzi da versare alle procure sportive, il Bologna di Saputo sta reggendo il confronto con le altre italiane.
Manca qualcosa in termini di qualità per completare la squadra: non sarebbe giusto né sensato compromettere il percorso vincente che si è vissuto da protagonisti. È corretto ricercare esperienza quando il livello sale, purché non si tradiscano quei principi che ti hanno reso grande.
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