Fortitudo Bologna
La Effe da 0 a 100 – 10 statistiche di Scafati-Fortitudo
La Fortitudo sfodera una prestazione coraggiosa a Scafati ma cade all’overtime nonostante la gran prova di Sarto
Non cambia la sbobba in casa Fortitudo, anche se nella minestra che la nonna ti costringeva a mangiare di sabato sera finalmente ci finisce un po’ di sale, rendendola un po’ più appetibile. Alla fine ha ragione Caja, è la Fortitudo più bella vista sinora in trasferta, anche se alla fine della fiera i 2 punti e relativo sorpasso in classifica se lo porta a casa una carichissima Scafati. Grazie a un qualche effetto Lazzaro l’Aquila resuscita finalmente in trasferta, ma l’epilogo all’overtime è meno lieto dei ricordi in casa dell’Urania a fine anno. Bicchiere (di birra) mezzo pieno, c’è gente che è ancora viva, dunque. Ecco a voi 10 statistiche della gara (90-85), pasticci statistici in quel di Scafati permettendo.
10 statistiche di Scafati-Fortitudo
0 – I tifosi fortitudini al PalaMangano. Si sta tutti a casa, come il Bologna, a soffrire le pene dell’inferno dal divano, che dopo le agonie scafatesi si saranno tutti trasformati in tiragraffi per gatti. L’unico aspetto positivo sono le ore e ore di macchina risparmiate, in una domenica di pioggia fitta fitta.
2 – Le triple di Imbrò. Coraggioso, e su questo non ci piove. Buttato dentro quando la gara si fa maschia (e Mascola, sigh), anche se le retrovie non sono il settore preferito del siciliano, e tira fuori dal taschino anche una tripla utilissima sul gong del terzo quarto. Piccola spintarella al gradino superiore, e soprattutto iniezione di fiducia dopo i travagli in infermeria. Anche se il giocatore di quella famosa Gara-4 deve ancora venire fuori.

Matteo Imbrò crediti Fortitudo Pallacanestro
3 – Le partite terminate all’overtime domenica. Non solo la Fortitudo: anche Pistoia-Rieti e Verona-Cividale hanno avuto bisogno di 5′ in più, con la prima delle sfide che ha avuto anche bisogno di un comunicato per giustificare la gioia del presidente reatino. Vabbè. Negli altri due casi hanno avuto la meglio le ospiti, mentre i biancoblù si sono dovuto accontentare di una buona prestazione. Vita grama.
Singoli
4 – Le triple di Italiano. Non cambia il brodo del figlioccio di Bologna, uno di quelli che sono sempre e comunque legati alla piazza, soprattutto perché ebbe il coraggio, al tempo, di indossare quella tremenda canotta a pois. Fa male lui, alla fine, e fa male che sia stato proprio lui, con la più classica di quelle giocate ignoranti che in tempi recenti lui e pochi altri sanno ancora regalare.
5 – I falli di Della Rosa. Si estranea dalla gara, è vero, con una chiamata che probabilmente i papà e le mamme dei piccoli fortitudini non avranno saputo spiegare ai figlioli disperati a casa. Ma che roba è? In generale, però, si perde già prima dell’uscita anzitempo dal campo, sbattendo contro il marmo scafatese senza trovare lo scalpello adatto e senza sapersi rendere Bernini. Testa alla prossima contro la sua Pistoia.
13 – I rimbalzi di Moretti. Mette tutto quello che ha a disposizione, ovvero muscoli e sbatta davanti e dietro. E chissene dello 0 nella casella punti nel tabellino, perché il numero 33 è prezioso quanto l’amico che ha l’apribottiglie attaccato alle chiavi quando c’è da stappare in collina. Due Moretti, ovviamente.
Samuele Moretti (©Fortitudo Pallacanestro)
Il riscatto di Sarto
23 – I punti di Sarto. Coniglio bianco che esce fuori dal cilindro quasi subito, trasformandosi, rispetto a quelle che sono le ultime scostanti apparizioni, in un terribile cecchino e vero baluardo della partita biancoblù. Con la faccia giusta, la mira giusta, e soprattutto la cattiveria che gli si chiede da un po’. Anatroccolo che torna cigno.
26 – La valutazione di Fantinelli. Si intrufola dove riesce, giocando comunque un’eternità, e tappando buchi dove può. Poi, anche Achille era invincibile, a eccezione del suo fatal tallone. Ma se si esce così a testa alta, buona fetta di merito è anche sua. Peccato solo per il finale, che dovrebbe essere roba del faentino.
30 – La percentuale dalla lunga di Perkovic. Gli amanti delle statistiche (come noi, del resto, ihih) premieranno la sua produttività (sono comunque 15 a fine gara), ma dire che la partita del croato sia stata indimenticabile sarebbe eccessivamente generoso. Fa e disfa, incaponendosi a tirare anche quando Caja aveva la pantofola pronta da lanciare in mano, peccando forse di un’eccessiva voglia di fare, che troppo male tutto sommato non è. Ancora in rodaggio, con un 6 in pagella sulla fiducia.
31 – I rimbalzi offensivi della Fortitudo. Un numero che lascia ben intendere la mole massiccia di muscoli che ci ha buttato dentro la Effe, fermo restando che il paragone con qualche gladiatore scafatese faceva pensare all’immagine di Shaquille O’Neal al fianco di Simon Biles. “Facciamo a cazzotti almeno!” pregava Pianigiani, mentre Caja non potrebbe chiedere ai suoi di smanacciare la boccia più di così.

Attilio Caja (©Fortitudo Pallacanestro)
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
