Bologna FC
Vincenzo combatte e non si arrende: un finale per convincere
Il mister non vuole mollare sul più bello: c’è un finale tutto da vivere
Ha saltato la conferenza stampa della vigilia per prepararla al meglio, in silenzio. Ha provato a cambiare modulo per sorprendere la Roma. Poi, ha tentato di portare in campo un calcio aggressivo, uomo su uomo. Eppure, anche ieri il risultato finale non ha dato le soddisfazioni sperate. Ai tifosi come a mister Italiano che, però, ci ha tenuto a ribadire il suo impegno verso Bologna nei minuti immediatamente successivi al triplice fischio.
Federico Ravaglia (© Damiano Fiorentini x 1000cuorirossoblu)
«Non ci siamo mai incontrati con la dirigenza. È giusto puntare a fare bene fino al 24 maggio, pensando a ogni partita e cercando di fare il meglio: il nostro obiettivo è l’ottavo posto. Questo continuo parlare e discutere del mio futuro crea questo clima allo stadio. Quando arriverà il momento ne parleremo tutti insieme, ma per come sono fatto io non ho alcuna intenzione di mollare prima della fine della stagione».
Una storia di fraintendimenti
A suo dire, il mister è stato frainteso. Chi lo conosce, come ha detto, sa benissimo che lui non è uno che molla facilmente prima della fine del campionato. In più, l’incontro di fine stagione con la società c’è sempre stato, anche l’anno scorso. Rappresenta un momento valutativo e costruttivo fondamentale per migliorare e capire dove investire. Per superare quell’ottavo posto che ora va blindato come ultimo obiettivo stagionale.
Italiano e il clima allo stadio
Se è vero che quelle dichiarazioni possono essere state comprese in maniera non corretta dal popolo bolognese, va anche detto che l’espressione utilizzata non sembrava lasciare spazio a parecchie interpretazioni. Il clima al Dall’Ara, non a caso, è stato diverso, ma i fischi vanno anche imputati alla prestazione della squadra e ai diversi errori individuali.
Riccardo Orsolini in Bologna-Roma (© Damiano Fiorentini x 1000cuorirossoblu)
Tante cose, anche tatticamente, non hanno funzionato e i rossoblu, cosa più preoccupante, non sono riusciti a reagire alle trame dei giallorossi. L’unico ribelle è stato Orsolini, ma per il resto il match la complessità del compito dato ai ragazzi sembrava gravosissima, sia dai seggiolini sia dal teleschermo. Ora c’è il Cagliari e serve una reazione un segnale da Italiano e dalla squadra, una vera liberazione per tutti coloro che amano lo squadrone.
Fonte: Stadio, Dario Cervellati
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