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Alla vigilia di BolognaHellas Verona, il tecnico rossoblù Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa. Il mister ha presentato la sfida della formazione felsinea domani alle 15 al Dall’Ara contro la squadra allenata attualmente da Paolo Sammarco.

Come avete preparato la partita contro il Verona, ma la testa dei tifosi forse è più su Bologna-Roma?
«No, noi non pensiamo a quella partita. Abbiamo solo ed esclusivamente sul Verona, perché siamo riusciti a bloccare l’ondata di sconfitte casalinghe vincendo con l’Udinese e ora vogliamo continuare a fare punti in campionato. Veniamo da tre vittorie di fila e abbiamo anche sistemato la classifica che cominciava a non piacerci. Stiamo bene e abbiamo lavorato con grande entusiasmo. Sarà importante per noi e per loro, che sono forti e che hanno ancora punti per provare a raggiungere il loro obiettivo. Alla Roma ci pensiamo da lunedì».

Gioca Odgaard centravanti o no?
«Nono. C’è Santi, Thijs ha lavorato tre giorni per sistemare questa tendinite che gli dà fastidio e non gli permette di essere al 100%. Però oggi ha lavorato con noi. Odgaard si sa muovere da centravanti, ma quando ci sono i titolari, ognuno fa il suo lavoro».

Una partita per volta. Il Bologna deve continuare a fare punti e sta migliorando la classifica. E poi c’è la difesa che sta facendo bene, ma recuperate qualcuno?
«Dietro non recuperiamo Heggem, che sembrava avere un problema più rapido. Da lunedì comunque potrebbe essere col gruppo. Gli altri ci sono: Casale è entrato bene al posto di Vitik; Helland è un 2006, si sta ambientando in questo nuovo mondo. Si deve ambientare, se servirà sarà pronto. Per il resto dobbiamo continuare a fare bene, con grande applicazione quando non siamo in possesso e stiamo riuscendo a portare risultati. E poi il portiere ci sta dando una mano nei momenti giusti. Siamo in crescita, ora speriamo di mettere qualità anche là davanti».

Come sta Orsolini, l’ultima volta in campionato ha segnato all’andata? Quanti minuti ha nelle gambe Lykogiannis?
«Oggi nella rifinitura abbiamo fatto qualcosa per stimolare rinfornimenti in avanti. Ho visto attaccanti con il piede caldo e soprattutto Orsolini. Deve ritrovare quella concretezza e quella qualità. Sono convinto che possa riprendersi. L’andata era solo il 15 gennaio, quindi non è tanto tempo. Ha tutta la possibilità di far gol, perché è già in doppia cifra nonostante i blackout. Lyko ha fatto il secondo allenamento oggi. Non aveva un gran problema, anche lui un fastidio tendineo. Penso che abbia recuperato bene. Anche Joao Mario sta bene. È un po’ timido e introverso, ma si è messo a completa disposizione».

Il Verona non è solo Orban, ma all’andata fece bene.
«Nono, il Verona soprattutto in casa è molto fastidioso. Anche nelle ultime partite in trasferta ha fatto bene. Dobbiamo stare molto attenti a loro, perché sono ancora vivi. E oltre Orban hanno anche altri giocatori di talento. E ricordiamoci dell’anno scorso che in una partita simile abbiamo perso».

Doppietta di Dominguez un anno fa: possibile che giochi domani?
«Sta bene, non so. Ha fatto bene a Verona all’andata e a Genova. Contro il Brann ha fatto bene anche il trequartista. È un ragazzo che si applica, è concentrato e ci si può fidare. Ho visto bene tutto il reparto offensivo. Quando entra, come i compagni, può fare la differenza».

Sogno proibito guardare la Juve avanti di 8 punti?
«No, non guardo davanti sinceramente. Sono felice di queste tre vittorie perché eravamo in un tunnel pericoloso. Queste tre partite ci hanno dato fiducia. Ci sono undici partite e trentatré punti. Dobbiamo vedere che cosa riusciamo a fare. Due mesi ce li hanno recuperati gli altri, vedremo in questo finale se lo faremo noi. Ma possiamo farlo solo continuando a lavorare con questo spirito».

Una curiosità, dai la formazione all’ultimo: perché?
«Ho avuto tanti allenatori che gestivano questa situazione in maniera diversa. Alcuni nella riunione, alcuni il giorno prima, alcuni si capiva già il martedì, alcuni direttamente allo stadio. A me questo piaceva per tenere la concentrazione altissima e l’ho applicato. Coi ragazzi se ne parla e si discute del nostro approccio».

Tu alleni delle situazioni riconoscibili. Quindi, poi tutti sanno interpretare la gara.
«Ti aiuta anche poter giocare spesso. Tutti devono essere coinvolti e quindi tutti devono sapere che cosa fare. Poi c’è chi gioca di più, ma anche chi gioca meno devono sapere che cosa fare in campo. Tre partite in una settimana sono utili anche a questo».

Lucumí ha dimostrato in quest’ultimo anno e mezzo in campo, nonostante le voci di addio, di essere insostituibile.
«Penso che la partita, quando scendi in campo, ti faccia dimenticare tutto il resto. E credo che questo lo abbia dimostrato, in Nazionale è titolarissimo, è un mancino che sa impostare ed è un giocatore di altissimo livello quando è concentrato»

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