Bologna FC
Palladino-Bologna, tra certezze e rilanci: la difesa a tre offre nuove occasioni?
Il nuovo tecnico rossoblù valuta diverse soluzioni per cambiare volto alla squadra: tra le ipotesi ci potrebbe anche essere il ritorno della linea a tre, con Casale a quel punto nuovamente coinvolto nel progetto.
L’arrivo di Raffaele Palladino deve dare la scossa al Bologna. L’assunto è chiaro. Dopo le difficoltà di comunicazione tra squadra e mister nella brevissima era Tedesco, i rossoblù devono rimettersi in carreggiata, migliorare, giocare meglio e soprattutto portare risultati.
La scossa, però, non può passare solamente dalla ricerca di un “coordinatore” tecnico-tattico nuovo. Il passaggio deve necessariamente portare qualche novità. E mister Raffaele Palladino di novità, soprattutto dal punto di vista tattico, nelle sue prime quattro stagioni in Serie A ne ha apportato diverse alla sua squadra. Non ultime i vari passaggi da moduli con la difesa a tre o con la difesa a quattro.
Il ritorno della difesa a tre
L’idea della difesa a tre inevitabilmente torna e tornerà. Non è chiaro se già domani il neo tecnico rossoblù proporrà questa soluzione, ma nella sua testa c’è eccome. D’altronde, come raccontato, il campano è un allievo di Gian Piero Gasperini e l’influenza è stata costante e forte durante la sua carriera.
La difesa a tre, poi, dopo averla abbandonata tra la seconda stagione di Monza e l’anno di Firenze, è tornata in auge nelle formazioni Palladino lo scorso anno a Bergamo. È quindi freschissima nei suoi ricordi e nel suo arsenale tattico, oltre che essere definita “casa” in un certo senso.
Occhio al recupero di Casale
L’eventualità non può essere affatto scartato. Il Bologna che il club ha messo nelle mani di Palladino è una squadra che ben si adatterebbe per numeri e caratteristiche a giocare a tre dietro. Gli esterni difensivi hanno tutti esperienze e/o caratteristiche da esterni a tutta fascia.
L’esterno “bonus”, capitan De Silvestri, negli scorsi anni si è adattato anche a fare il centrale a quattro all’occorrenza e può serenamente adattarsi nel ruolo di braccetto di destra. I centrali, di ruolo, invece sono cinque e sono ampiamente adattabili.
Theate ha fatto diverse stagioni (anche a Bologna) come braccetto di sinistra, Heggem, Helland e Vitik sono facilmente adattabili e soprattutto questa soluzione consentirebbe al Bologna di provare un ultimo tentativo per recuperare Casale. Il centrale veronese si è lanciato in Serie A in questo schema tattico e certe cose non si dimenticano.
Ora che la sua permanenza è certa almeno fino a gennaio ed è stato convocato per Bologna-Torino, l’idea non può che essere presente nella testa di tecnico e società.
Il Bologna di Palladino dunque può ripartire dall’opzione difesa a tre, nonostante in estate fosse stata esclusa a priori dal club stesso. Ma come dicono i proverbi “mai dire mai”.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
