Calcio
Italia-Belgio, da Tedesco e Theate a Cambiaghi e Pessina: sarà un romanzo rossoblu
La “nuova prima” di Mancini sarà un confronto colmo di bolognesità.
Il geniale scrittore e sceneggiatore americano Francis Scott Fitzgerald era convintissimo che «la forza si dimostra non solo nella dote di perseverare, ma anche nella capacità di ricominciare da capo». È un pensiero, questo, evidentemente condiviso dalla FIGC, che ha scelto Roberto Mancini come nuova guida della nostra nazionale.
Domani sarà tempo di esordire, in Nations League contro il Belgio, una competizione che sì, per molti sarà insignificante ma, almeno per il nostro popolo, vale tantissimo. Un segnale positivo dai primi match sarebbe infatti fondamentale per riaccendere l’entusiasmo e la speranza verso il futuro, lo stesso futuro che giovani come Pessina, alla prima chiamata con i grandi, vogliono prendersi ferocemente.
Italia-Belgio è una sfida rossoblu
Eppure, il giovane Massimo non è l’unico rossoblu protagonista di questo intreccio “particolarmente bolognese”. Tra i convocati di queste due settimane c’è Cambiaghi e, nonostante le esclusioni di Bernardeschi e Orsolini, anche dall’altro lato del campo sarà pieno di storie felsinee. A partire dal romantico per eccellenza, Arthur Theate che, dopo le sue numerose peregrinazioni europee, si è guardato dentro ed ha scelto la via della sua prima “home far from home“.
D’altronde si sa, si torna sempre dove si è stati bene e l’ex Rennes ha a più riprese dichiarato di aver amato il suo soggiorno emiliano. Parole che non lasciano indifferenti i tifosi e che, evidentemente, riecheggiavano nella sua testa da un po’. Perché quando, come il “Viandante sul mare di nebbia”, ci si trova davanti ad una enorme distesa di possibilità, ci si può smarrire facilmente e, certe volte, bisogna tornare dal popolo che ti ha pasciuto per ritrovare serenità e ambizione. Parola chiave, pur controversa, nel cammino attuale dei felsinei, ma questa è un’altra storia…
Il passato di Tedesco
Che il Bologna abbia scelto la via delle Fiandre quest’estate non è un caso. Oltre al ritorno del figliol prodigo, a Bologna è arrivato anche Mbangula, oggi in Under 21 ma scelto anche in virtù del forte legame con Domenico Tedesco. Come tutti i tifosi sanno, l’ex guida tecnica rossoblu ha sul curriculum anche un biennale al seguito della nazionale belga che, seppur in maniera meno allarmante, sta comunque faticando proprio come l’Italia.

Domenico Tedesco prima Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)
Nelle ultime tre manifestazioni internazionali (Nations League, Europei e Mondiali), gli stop sono sempre arrivati contro selezioni di prima fascia ma, al contempo, ai Diavoli Rossi manca da anni lo scalpo da 10 e lode. E sicuramente questo non dipende da Tedesco, perché anche Rudi Garcia non ha mai trovato veramente i tasti giusti. Ora toccherà a Van Bommel cogliere il testimone, come sotto le Due Torri è pronto Palladino, ma anche il percorso del Belgio fa capire come Tedesco abbia ricevuto giudizi eccessivamente colpevolizzanti.
Forse anche in Emilia? Per dire ciò è ancora presto, anche se quattro partite sembrano poche per giudicare un allenatore, specialmente in un anno di transizione.
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