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Da Vitik ad Amondarain, il Bologna vuole di più dai suoi investimenti

Per fare il salto di qualità il mister deve ritrovare alcuni investimenti onerosi che non hanno ancora reso quanto sperato.

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Raffaele Palladino, da poco tempo allenatore del Bologna, ma con grande entusiasmo(@1000Cuorirossoblu.it) Lecce-Bologna
Raffaele Palladino, da poco tempo allenatore del Bologna, ma con grande entusiasmo(@1000Cuorirossoblu.it)

Alzino la mano coloro che si aspettavano di vedere Jay Enem così decisivo dai primi minuti in rossoblu. Se siamo realisti e onesti lo sappiamo bene, tra la concorrenza di Piccoli e quella di Dovbyk in pochi potevano immaginarsi che a decidere la prima vittoria stagionale del Bologna sarebbe stato l’ex Stella Rossa. Eppure Palladino ha saputo spronarlo, valorizzarlo e dargli minuti proprio perché lo aveva visto convinto e in forma in allenamento.

Lo stesso guizzo ora è atteso da altri elementi della rosa, spesso costati cifre non irrisorie alla società ma che ancora faticano a trovare spazio. Uno su tutti? Martin Vitik, ancora a quota zero minuti in campo quest’anno, nonostante la convocazione in nazionale e l’allargamento della difesa a tre. Al centrale ceco è stato preferito Casale non senza sorprese, specialmente se si considera che il suo cartellino è valso ai felsinei una cifra ben superiore ai 10 milioni di euro. Insomma, ritrovarlo non sarà facile ma è vitale.

Dovbyk e Mbangula, il lato nascosto dell’attacco

Come riportato da Marcello Giordano nel numero odierno de il Resto del Carlino, anche Artem Dovbyk e Samuel Mbangula devono giustificare gli investimenti che la dirigenza ha fatto per loro. Entrambi in prestito con diritto di riscatto, sia l’ucraino sia il belga si sono visti veramente poco, anche a causa degli acciacchi fisici.

Samuel Mbangula - Calciomercato Bologna

Samuel Mbangula – Calciomercato Bologna (© 1000 Cuori Rossoblù)

Ma se il Bologna deve sborsare una cifra complessiva di circa 30 milioni in due, serve assolutamente una scintilla dall’uno e dall’altro. Detto che la concorrenza non rende il compito banale, avere l’arma in più dalla panchina è ciò che fa la differenza tra una buona squadra e un top club. 

In attesa di Amondarain

A centrocampo, invece, ci sono Moro e Amondarain. Il primo ormai è un veterano dei rossoblu, anche se quest’anno sta faticando a trovare spazio in campo, mentre il secondo è un nuovo acquisto che deve ancora dimostrare il proprio valore.

Nessuno dei due ha ancora trovato il minutaggio sperato con il nuovo tecnico, ma per loro sembra più che altro una questione di condizione fisica e adattamento. Chiaramente, però, se certe situazioni non vengono sistemate nel modo giusto il rischio è quello di perdere due armi importanti. E se questo Bologna vuole tornare ambizioso, non se lo può permettere.

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