La scenografia "europea" della curva virtussina La scenografia "europea" della curva virtussina Photo: Bianca Costantini

La Virtus entra in Europa strappando con le unghie la vittoria sul Neptunas: 83 - 78

Scritto da  Ott 10, 2018

 

 

VIRTUS  SEGAFREDO  BOLOGNA – NEPTUNAS  KLAIPEDA  83 - 78     (10-19; 24-33; 43-54; 69-69)

Virtus Segafredo: Punter 27, Martin 8, Pajola, Taylor 4, Baldi Rossi 5, Cappelletti, Kravic 10, Aradori 2, Berti n.e, M’Baye 9, Cournooh 11, Qvale 7. All. Sacripanti

Neptunas: Williams 5, Kisielius 8, Delininkaitis 9, Slavinskas n.e, Olisevicius 10, Mikalauskas 1, Galdikas 7, Masiulis 5, Weaver 12, Beliauskas n.e, Dambrauskas, Grant 21. All. Maksvytis

Arbitri: Dozai (Cro), Castillo (Esp), Vulic (Cro)

Tiri liberi:  BO 12/20 ; KL 16/27

Falli: BO 28  ; KL 22

Rimbalzi:  BO 45; KL 40

Tiri da 2: BO  32/67; KL 30/70

Tiri da 3:  7/18 ; KL 2/10

Il momento tanto atteso da tutta la Bologna virtussina è finalmente giunto. Al PalaDozza da Klaipeda arrivano i lituani del Neptunas, ma che fatica l’ingresso in Europa! La Virtus entra in partita contrattissima, in attacco la palla non si muove come dovrebbe, la difesa bamboleggia. Quando, a 4’12” dalla fine del primo quarto, Sacripanti chiede minuto, la situazione è grigia: 3-14, con un solo canestro su azione (Kravic) e un libero di Aradori su due. I lituani sono estremamente più reattivi, si giovano di ripetuti rimbalzi in attacco che concedono secondi, terzi tiri, e così alla prima sirena si arriva mestamente sul -9: 10-19.

Nel secondo quarto Sacripanti propone inizialmente un quintetto un po’ più d‘assalto, con Pajola, Martin e Baldi Rossi accanto a Punter e Qvale (poi Kravic), ma il risultato cambia solo parzialmente, nel senso che si frena l’emorragia, ora si gioca almeno punto a punto, ma non si riesce a recuperare più di tanto, Non sembra esserci granché da fare: la Virtus ruota praticamente tutti i suoi giocatori, escluso il giovane Berti, ma i baltici appaiono più convinti, smaliziati, coesi e fluidi nei giochi. A metà gara è 24-33. Nulla è perduto, in teoria, ma la partita dei bianconeri deve cambiare radicalmente. In una serata in cui l’attacco segna col contagocce (solitamente 24 sono i punti del solo primo quarto virtussino) occorrerà mordere infinitamente di più sotto canestro, con decisi tagliafuori a rimbalzo, con cambi di marcatura meno arrendevoli, e davanti con alternative a una circolazione della palla asfittica che non concede tiri semplici. La reattività dei lituani dovrebbe, insomma, essere d’esempio.

Si ricomincia dopo l’intervallo con Pajola, Punter, Aradori, M’Baye e Qvale contro i tre americani, Kisielius e Olisevicius, ma siamo sempre lì: si continua a giocare, malino, punto a punto, quando servirebbe uno scarto per tornare in carreggiata. La carica sembra finalmente riuscire a suonarla Martin, con una schiacciatona in contropiede condotto da Taylor a 4’24” dalla terza sirena. La reazione che ne consegue riporta la Virtus sul 41-45, ma non si sono fatti i conti con l’esperienza di Delininkaitis, che con una tripla pare chiedere dove credete d’andare. È il suo primo canestro della gara, ma forse quello più importante perché sembra spezzare le reni ai bianconeri. A questo poi aggiunge un’altra tripla e una rubata a Kravic che cercava spazio per tirare, dopo l’inizio dell’ultimo quarto (il terzo si era chiuso sul 43-54).

Una nuova fiammata virtussina riporta i bolognesi sotto di 5 (52-57) a 7’49” con Martin che prova a trasmettere la propria grinta ai compagni. Taylor è appena uscito per falli, ma una bella azione difensiva anticipa la penetrazione di Punter per il -3 (sbaglia, però, l’aggiuntivo). Quando mancano 5’29” tuttavia Baldi Rossi sbaglia la tripla del sorpasso, dopo quella di Punter che ha portato al -1, 59-60. I lituani son in difficoltà? Una sospensione non ne chiarisce troppo le idee, e Kravic, ai liberi, trova il pareggio: 60-60 a 4’52”. Il clima da battaglia che si è creato, con le Vnere ora in vantaggio dopo una tripla di Cournooh, sa tanto di competizione europea. A farne le spese è Weaver, che si becca un tecnico per proteste a 2’08” dopo un fallo fischiatogli su Punter. Sopra di 5 a due minuti dalla fine, Martin sbaglia la tripla, Kravic fa fallo a rimbalzo ma i lituani segnano solo un libero su due. Per un po’ diventa un flipper, con palla ferma a 1’23” e rimessa Virtus in difesa sul 69-65. L’attacco che ne segue è disastroso: Martin perde palla a centrocampo e nel tentativo di riprenderla commette antisportivo. Dopo i liberi realizzati, una schiacciata di Grant sancisce nuova, definitiva parità, perché le ultime due occasioni per parte si risolvono in un nulla figlio dell’enorme tensione: 69-69, è overtime.

Il supplementare inizia col quarto fallo di Punter e Grant che con l’uno su due ai liberi riporta sopra i suoi. Ma è il canto del cigno, perché da qui comincia il Punter-time: il numero zero bianconero segna 9 dei suoi 27 punti complessivi e trascina la Virtus a una vittoria difficilmente pronosticabile fino a cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare. L’ingresso in Europa si è rivelato improvvisamente dolce e di questa partita bisognerà fare tesoro dell’intensità uscita nel finale, se si vorrà proseguire nell’avventura.

Ultima modifica il Giovedì, 11 Ottobre 2018 00:49
Andrea Marcheselli

Bolognese, giornalista di ormai vecchia data, critico teatrale e letterario, da sempre appassionato di basket è stato giocatore, dirigente ma soprattutto allenatore, ed ora per 1000 Cuori Rossoblu anche commentatore delle vicende virtussine