RESTO DEL CARLINO - Destro, l'ultima occasione

Scritto da  Mar 06, 2019

Mattia Destro scalda i motori: l'infortunio muscolare alla coscia è passato, domenica ci sarà.

In settimana, il tecnico Sinisa Mihajlovic, deciderà se dargli o meno una maglia da titolare, con la possibile ipotesi di staffetta con Santander; a secco, per la cronaca, dalla vittoria di San Siro. Perchè questo Bologna crea, costruisce, ma necessita di un uomo che la sbatta dentro con regolarità; quello che, negli anni scorsi, è stato proprio Mattia Destro.

Esiliato e messo ai margini della rosa dalla gestione Inzaghi, uomo di punta del progetto Mihajlovic, come dichiarato nella conferenza di presentazione. "Se sta bene, è lui il titolare", Sinisa dixit. Ma l'infortunio post-Genoa, nella partita che aveva visto il suo ritorno al goal dopo un anno esatto, gli ha tarpato le ali sul nascere. Niente Roma, Juventus e nemmeno Udinese, col giocatore che ha provato in tutti i modi ad esserci, finendo però per essere fermato dai medici per paura di un'eventuale ricaduta.

Alla "Dacia Arena" era in tribuna, ad assistere alla sconfitta immeritata dei suoi compagni; che adesso, attendono il suo ritorno come quello del Messia. Perchè se c'è qualcuno in grado di sbatterla dentro, e di rompere quella maledizione che si è creata attorno alla squadra (che, repetita iuvant, crea tantissimo, ma finalizza poco), l'uomo giusto può essere proprio Mattia, uno che ha il goal nel sangue. Un esempio? L'anno scorso, quando segnò proprio al Cagliari al Dall'Ara per l'1-1 finale (isolani passati in vantaggio con Joao Pedro); insomma, per chi crede alle coincidenze, un ottimo segnale in vista di domenica. Anche se non potrà bastare quello per vincere: ci vorrà anche, e soprattutto, il miglior Mattia Destro.

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Marzo 2019 09:51
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.