Pranzo indigesto: il derby è della Viola

Scritto da  Dic 05, 2021

L’Appennino si tinge di Viola: il Bologna perde un derby dal sapore europeo, rimandando i sogni di gloria.

FORMAZIONI. Ritorno all’antico per Sinisa Mihajlovic: sugli esterni ci sono Dijks e De Silvestri. Sansone sostituisce l’assente Arnautovic, costringendo Barrow a slittare prima punta. Per il resto, stessa difesa e centrocampo visto a La Spezia e contro la Roma. Anche la Fiorentina cerca continuità dopo la vittoria infrasettimanale sulla Samp: Italiano insiste sul 4-3-3, con Odriozola e Milenkovic al posto di Venuti ed Igor, Maleh per Duncan e Gonzalez per Callejon.

PRIMO TEMPO. Cornice d’altri tempi per un Derby dell’Appennino dal sapore europeo: sugli spalti circa ventimila spettatori, settore ospiti riempito per intero dal pubblico fiorentino. Per il primo tiro in porta bisogna aspettare dieci minuti: Gonzalez ci prova a giro, Skorupski è sulla traiettoria. Al quarto d’ora primo squillo per il Bologna: Sansone tenta la magia di tacco, la difesa viola è brava a neutralizzarlo. Dominguez si fa ammonire alla metà del primo tempo, .dall’altra parte Torreira pareggio il conto dei cartellini. Alla mezz’ora c’è una bella discesa di De Silvestri sulla destra, pallone in mezzo per Barrow che ci prova al volo, il pallone però va fuori. Poi, ecco il lampo ospite: cross dalla destra, Maleh di testa beffa Skorupski proprio sotto la Bulgarelli. 0-1 per la squadra di Italiano. Il primo tempo sembra finire con la Fiorentina in vantaggio, quando ecco arrivare il gol pazzesco di Barrow: il copione è quello solito, Musa assente per tutto il tempo, e pronta ad accendersi all’improvviso. L’attaccante gambiano al volo sfrutta al meglio un assist al bacio di Svanberg. Il Dall’Ara si infuoca, è 1-1. La squadra vola sulle ali dell’entusiasmo, e tenta il colpaccio proprio allo scadere: Soriano filtra per Dominguez, tiro-cross che va alto, nella cornice di uno stadio che è una vera e propria bolgia. Pareggio all’intervallo, partita apertissima.

SECONDO TEMPO. Al rientro in campo parte meglio la Fiorentina: due calcio d’angoli conquistati ed una punizione dal limite, con ammonizione annessa di Theate. Da calcio piazzato va capitan Biraghi che è perfetto: Skorupski non ci prova nemmeno, e rimane a guardare il pallone che si deposita in rete. Viola di nuovo in vantaggio, 1-2. Mihajlovic corre ai ripari: giù De Silvestri e Dijks, dentro Skov Olsen e Hickey. Anche Sansone lascia il posto (dentro Orsolini), per un triplo cambio che disegna un Bologna a trazione maggiormente offensiva. Barrow sale in cattedra e si guadagna una punizione dal limite, facendo ammonire Milenkovic. La punizione battuta da Svanberg va sulla barriera, sulla ripartenza c’è un contropiede della Fiorentina che mette in difficoltà la difesa del Bologna: Skorupski è costretto al fallo, Irrati indica il dischetto. Vlaohvic spiazza il portiere polacco, 1-3 per la Fiorentina. Sinisa toglie Medel, uno dei migliori in campo tra le fila rossoblù, al suo posto entra Kevin Bonifazi. Vignato esaurisce il numero di cambi, prendendo il posto di Dominguez. Anche Italiano comincia la giostra dei cambi: dentro Callejon per Gonzalez, e Duncan per Maleh. La Fiorentina addormenta poco alla volta la partita, senza mai rischiare, il Bologna soffre il palleggio viola. Il lampo arriva a dieci minuti dalla fine: tiro di Hickey deviato, la partita si riapre all’improvviso, 2-3. Italiano correi ai ripari, dentro Amrabat per Torreira e Terzic per Biraghi. Il pubblico spinge, il Bologna è acceso da una nuova fiamma, e attacca a cinque. Barrow fa ammonire Saponara, l’arbitro dà tre minuti di recupero. Nel finale Soriano si fa ammonire e Orsolini fa infuriare il pubblico, che deve rassegnarsi: vince la Fiorentina 2-3. Squadra comunque applaudita dal numeroso popolo del Dall'Ara.

Ultima modifica il Domenica, 05 Dicembre 2021 16:16
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.